Capitolo 16 - Fight for this love
http://www.youtube.com/watch?v=4umc87T5UMs

POV Edward
Tre settimane!!! Tre fottutissime settimane di merda!!!!!!!!
Ed io che credevo che la scazzottata con Black fosse la punta dell’iceberg invece era solo l’inizio della “caduta libera”!!!!! Cazzo!!!!!!
Ci eravamo resi conto troppo tardi di avere decine di telecamere puntate contro ed a malapena i nostri team erano riusciti a convincere i direttori di gara a farci gareggiare lo stesso anche se eravamo partiti in fondo a tutti dalla corsia dei box ed avevamo fatto un piazzamento tristissimo dopo il decimo posto non concludendo altro che un’umiliazione davanti a tutto il nostro pubblico.
Ovviamente ci avevano fatto fare una stretta di mano simbolica ma avevo promesso a Black che se avesse sfiorato la mia donna anche solo con lo sguardo se la sarebbe vista con me, e stavolta uno dei due non sarebbe più stato in grado di mettere il culo sulla moto per il resto dei suoi giorni.
Quando ero rientrato ai box il silenzio regnava sovrano ma avvertivo la tensione intorno a me. Ero avvilito, sapevo di avere deluso tutti quanti però, dentro di me, sentivo che dovevo farlo, nessuno poteva permettersi di dire quelle cose alla mia donna. A tal proposito avevo già in mente alla prossima conferenza stampa di rendere pubblica la mia relazione con Bella proprio per tutelarci dai media….. ma come sempre avevo fatto i conti senza l’oste. Una volta tornato in albergo avevamo organizzato una riunione tra di noi per parlare dell’accaduto, quello che non avevo previsto era che Bella fosse innescata come una bomba pronta ad esplodere…..sulla mia testa ovviamente.
Mi avevano comunicato che, oltre alla punizione della gara in corso con la partenza in ultima
posizione, avrei dovuto rispondere in prima persona di una multa personale e di una per la società che rappresentavo, due giornate di squalifica e cinquanta punti in meno al team sia nella classifica ufficiale che in quella costruttori. Stavo affogando sempre più nei sensi di colpa ma ancora non avevo visto nulla…..anzi sentito più che visto.
Non avevo fatto in tempo a trovarmi davanti Bella, Emmett e Charlie che lei subito era esplosa……Hiroshima in confronto sarebbe sembrato un petardo cinese!!!!!!
-Che cazzo ti è venuto in mente, si può sapere???- era livida e mi sfidava con lo sguardo –Bella per favore- ma ovviamente un “ammorbidente” non era nelle sue corde in quel momento –Per favore un cazzo, Edward, vuoi mandare a puttane tutto il nostro lavoro????? Non dovevi ascoltare quel demente, bastava un semplice vaffanculo!!!! Possibile che non sei capace a controbattere ad un ragazzino del genere?????- non stava dicendo sul serio, lei non poteva pensare davvero quelle cose –Ma hai sentito cosa ti ha detto????? Hai capito che quello non aspetta altro che il momento migliore per metterti le mani addosso?????- ma lei scosse la testa con aria di rimprovero –E tu sei così stupido da pensare che ci sarei stata???? O mi reputi così demente da credere che non sono capace di difendermi da sola?????- cercai di avvicinarmi ma puntò un braccio per tenermi a distanza –Questo cosa c’entra????? Non vedo
perché ti devi difendere da sola????- ma le cose peggioravano e la vedevo sempre più nervosa –Perché?????? PERCHE’????????? Perché adesso ti sei messo in un casino più grande di te brutto deficiente che non sei altro…….devi limitare i danni e subito anche, attaccati a quel cazzo di telefono e chiama subito tuo fratello, sono sicura si inventerà qualcosa!!!!!- provai di nuovo a chiederle scusa –Bella…..mi ….dispi…..- ma lei ormai non sentiva più ragioni –Non dirlo Edward, non dirlo nemmeno per sbaglio, è tutta colpa tua, ma ti rendi conto??? Se tu avessi usato giudizio, invece nulla…..dovevi fare il gallo del pollaio, quello più forte. Tutto il lavoro fatto fino ad ora è andato a puttane Edward, non ci hai
rimesso solo tu, ci abbiamo rimesso tutti e non ti entra proprio in testa!!!!! Se per te i punti della classifica non sono nulla, per noi, soprattutto quelli nella classifica costruttori sono tutto, non mi sono fatta il culo per mesi per vedere il mio lavoro andare a puttane per colpa della tua testa calda!!!!- adesso non urlava ma il suo tono era deluso ed amareggiato e mi faceva ancora più male –Bella, ho sbagliato, lo so ma…….-
In quel momento una voce alle nostre spalle ci ricordò che non eravamo soli –Bella tesoro, lascialo parlare. Certo, ha fatto una cazzata madornale, però…..forse ha reagito così perché troppo sotto pressione, forse c’è stato qualcosa che lo ha turbato….- in quel momento guardai dritto negli occhi Charlie e capii che doveva avermi visto al telefono a parlare con mio padre poco prima, forse aveva intuito che
c’era qualcosa che non andava, stava cercando di attenuare l’ira di Bella ma lei non sembrava disposta nemmeno verso suo padre –Papà, per favore, vuoi starne fuori??? Questo è un discorso tra me e lui, tu non c’entri nulla, queste cazzate non le hai mai fatte tu!!!!- ma Charlie la guardò comprensivo –Forse perché io e tua madre non eravamo nella vostra situazione- Ahia, Charlie si stava incamminando su un percorso minato e l’espressione di Bella ora era furente –Cosa vuoi dire???? Adesso stai dando la colpa a me??? Vuoi dire che è colpa mia se ha spaccato la faccia a Black???? Se gli hanno tolto i punti dalla classifica, se hanno messo una mega multa al team e ci hanno tolto anche i punti costruttori??? E’ colpa mia se il signorino deve stare fermo due gare??? ADESSO è COLPA MIA????- ormai era fuori controllo –Bella non ho dett…to- ma lei ormai non ascoltava più –Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh uomini, non servite ad un emerito cazzo e quando fate i casini la colpa è sempre nostra!!! Sapete che vi dico??? Rimanete pure a fare comunella, io torno a lavoro!!! Ah, Edward…ti conviene stare a distanza……..diciamo che una decina di km sono l’ideale…… guai a te se nei prossimi giorni ti trovo nel mio raggio di azione!!!!- e così facendo uscì sbattendo violentemente la porta e lasciandoci basiti a guardarci con gli occhi sbarrati.
Bella aveva preso il volo per conto suo mentre noi eravamo tornati con tutto il resto del team. Dopo l’atterraggio mi ero diretto al ritiro bagagli accendendo il telefonino; mi aveva detto di starle alla larga ma volevo sincerarmi che stesse a casa e soprattutto stesse bene ma aveva iniziato subito ad arrivare una valanga di sms. Avevo rallentato l’andatura per guardare lo schermo fino a fermarmi ma non avevo nemmeno avuto il tempo di capire chi fosse il mittente che era partita una telefonata e sul display era apparso il nome di mio fratello; avevo respirato profondamente e poi avevo risposto pronto per un altro round!
-Pronto…-
-Cazzocazzocazzocazzo, no dico Edward.... cazzo! Ma ti rendi conto? Ti lascio solo un
attimo, porca miseria, e mi combini un casino!!!!!- era un fiume in piena, parlare mi fu impossibile e lui continuò –Senti, fammi parlare con la direzione poi butto giù un comunicato stampa con il quale chiedi pubblicamente scusa a tutti per il comportamento riprovevole che hai tenuto e non me ne frega nulla se devi fare le scuse pure a Black, se ci vogliono le farai zitto e buono. Intanto spero che non recedano i vari contratti che abbiamo- a quel punto cercai di parlare –Jaz ascolta….- ma fu di nuovo inutile –Ascoltami tu, io sto partendo ora, credo di arrivare da te domani mattina, vedi di farti trovare a casa e non inventarti nulla perché mi devi dedicare tutta la tua attenzione, magari riusciremo a ridurre anche le multe e gli stop per le corse. Intanto devi ringraziarmi perché sono riuscito a stento ad impedire a
nostro padre di venire li a spaccarti la faccia- ma a quelle parole il veleno tornò potente al cervello –Non me lo nominare nemmeno che tutto questo casino è solo colpa sua e di nessun altro- ma lui fu sconcertato –In che senso colpa sua???? Spiegami che mi sono perso- tirai un sospiro e raccontai sconfortato a mio fratello tutto l’accaduto prima della corsa e soprattutto la telefonata intercorsa fra me e mio padre che poi era stata la miccia che aveva innescato il mio nervoso e la reazione contro Black. Ci accordammo per vederci il giorno dopo e una volta presi i miei bagagli mi diressi a casa facendomi largo fra orde di fotografi e giornalisti che mi attendevano fuori dall’aeroporto in attesa di una dichiarazione che ancora non ero in grado di rilasciare.
Sconsolato passai i primi giorni in compagnia solo di Jasper. Era lui che parlava con il resto
del mondo per conto mio. Mi aveva preparato un comunicato stampa di poche parole con le mie scuse ufficiali anche per Black e quella era stata l’unica uscita pubblica che mi era stata concessa. Poi il resto era stato solo silenzio.
Mi aveva rincuorato assicurandomi che nessuno degli sponsor aveva recesso i nostri contratti in essere ma al momento l’unico problema che catturava tutti i miei pensieri risiedeva al piano sopra al mio, nel suo appartamento, troppo silenzioso da quando eravamo tornati da quella maledettissima corsa. Passava poco tempo a casa, di solito era da suo fratello oppure da Charlie e la sentivo rincasare sempre tardi. Avevo provato tante volte a chiamarla ma non avevo mai ricevuto risposta. Ero anche entrato di soppiatto nel box
mentre stavano lavorando ma dopo aver ricevuto una chiave inglese al volo in testa, ero stato buttato poco gentilmente fuori da Emmett che si era scusato ma stava solo eseguendo gli ordini del boss –Scusami davvero Ed ma lo sai com’è Bella, meglio non irritarla, già stiamo lavorando in un clima non molto sereno…..- mi rattristai ancora di più –Salutami tutti Emm e non ti preoccupare, scusami con gli altri. Vai tranquillo, non cercherò più di ostacolarvi, so bene che domani avete la partenza quindi vi lascio lavorare in pace- e voltai le spalle tornando nel mio eremo.
E così l’Olanda……si stavano preparando per partire, per la prima volta senza di me. Vedevo dalla finestra tutti intenti negli ultimi controlli, Bella ed Emmett ome sempre stavano dando una mano ai camionisti in modo da essere sicuri che tutto fosse a bordo e fissato al meglio per poi dare l’ok alla partenza. Mi si stringeva il cuore al pensiero
di tutto il male che stavo facendo a quella gente……loro ormai erano come una famiglia per me ed io li avevo traditi in qualche modo, li avevo delusi col mio comportamento da bambino capriccioso, solo ch loro adesso avrebbero pagato anche i miei errori. Un moto di rabbia verso me stesso agitò tutto dentro di me, presi al volo le chiavi di casa ed uscii di corsa. Mi fiondai sulla moto, raccolsi il casco e partii di volata con una sgommata improvvisa. Ero certo che tutti mi stessero guardando ma io non rivolsi lo sguardo a nessuno. Ero troppo vigliacco in quel momento per sostenere il peso del loro giudizio e non potevo guardarli andarsene e lasciarmi li.
Sfrecciai sull’asfalto al massimo della velocità che mi permetteva la strada. Imboccai la litoranea ed aumentai ancora di più aprendo il gas al massimo. Sperai di non essere fermato da una pattuglia, mi ci sarebbe mancata solo una multa per eccesso di velocità. L’aria mi colpiva violentemente la faccia attraverso la visiera lasciata alzata ma il profumo di salsedine in qualche modo stava lenendo il mio dolore e rilassando i miei muscoli tesi. Correre era ormai parte del mio essere e solo su quelle due ruote ormai mi sentivo me
stesso. Ero libero di sentire il veto sulla mia pelle, l’asfalto che correva sotto le mie ruote, la strada che si apriva davanti ai miei occhi e poi…..cielo e mare che si confondevano all’orizzonte in una macchia unica di diverse sfumature di azzurro. Correvo lontano, sempre di più, come se potessi piano piano prendere la distanza da tutto, come se la ferita avesse potuto essere curata con una corsa a perdi fiato, come se bastasse una sgassata per dimenticare tutti i casini che avevo potuto procurare a chi stava facendo del suo meglio per farmi diventare qualcuno di importante.
D’improvviso rallentai fino a fermarmi e come d’incanto riconobbi subito il posto dove ero arrivato. Era impossibile eppure senza volerlo mi trovavo nel posto in cui la prima volta avevo seguito Bella con la moto. Qualsiasi cosa facessi……ovunque io andassi…..comunque…..per
qualche legge strana mi riportava sempre da lei. Amavo quella donna e quel sentimento stava crescendo insieme a noi. Sentivo di non poterne più fare a meno, lei era aria per me ed a costo di strisciare a suoi piedi elemosinando il suo perdono, l’avrei riavuta con me, perché senza di lei nulla aveva senso.
Questa volta però non ero solo in quel paradiso, diverse famiglie sparse sulla spiaggia avevano portato i loro bambini al mare, a godersi un po’ del caldo che iniziava a farsi sempre più estivo. Eravamo a fine giugno e la temperatura era molto calda, le giornate si stavano allungando e stare fuori era sempre più bello. La mia mente volò subito ad Assen; chissà come sarebbe stato il tempo e la temperatura della pista, se i ragazzi avrebbero montato a Riley le gomme da asciutto o quelle da bagnato. Sorrisi amaramente, mi mancava da morire tutto quanto, mi mancava lei.
Lo squillo del cellulare mi risvegliò –Edward dove cazzo sei finito????- mio fratello ovviamente era rientrato a casa e non mi aveva trovato. Ero stato talmente impulsivo da non pensare minimamente a lasciargli un biglietto.
-Scusami Jaz, sono al mare, avevo bisogno di una corsetta e sono venuto a sbrogliare la testa- lo sentii sospirare poi più calmo replicò –Vedi almeno di calmare un pochino il tuo animo tormentato che sei insopportabile in queste condizioni- stava cercando di allentare la tensione e bene o male un piccolo sorriso riuscì a strapparmelo –Torni almeno per cena???- mi riscossi, come cena??? Ma non avevo nemmeno pranzato, possibile fosse già così tardi??? –Scusami ma che ore sono???- ridacchio dall’altra parte –Sono le sei del pomeriggio rimbecillito- ero talmente perso che non mi ero nemmeno reso conto di essere fuori casa da ore. Ormai gli altri erano partiti, forse anche arrivati ma cercai di non prestare di nuovo troppa importanza a quei pensieri prima di ricadere nella tristezza –Ok, allora io sto per tornare indietro, ci pensi tu alla cena- lo sentii borbottare –Va bene, sbrigati però che ho già fame!!!- e senza nemmeno aspettare la mia risposta mi chiuse il telefono in faccia.
Mi alzai scrollandomi la sabbia di dosso e mi resi conto effettivamente che la gente era
quasi del tutto andata via, rimontai in sella e ripresi la strada di casa, lentamente, come a seguire il ritmo del giorno che piano volgeva al termine portando a tramontare anche il sole all’orizzonte.
Alle otto varcai la soglia di casa e trovai tutto pronto. Ovviamente Jasper aveva ordinato al take-away, non era mai stato un mago della cucina. Mi raccontò di come evolvevano le cose fra lui ed Alice e fui felice di constatare che almeno la vita affettiva di mio fratello procedeva senza scossoni. Alla fine ognuno si diresse a letto fino a cadere in un sonno profondo.
Il mio primo fine settimana senza Bella e senza corsa sembrava essere un incubo, ciondolavo per casa come una mummia ed a nulla servivano i tentativi di Jasper di tirarmi su i morale o
cercarmi di farmi svagare. Domenica alle 18 ero già davanti al televisore, non avevo guardato le prove libere e le qualificazioni per non mettermi ansia ma avevo deciso che alla gara non avrei rinunciato. Per la prima volta in vita mia vidi il mio team ripreso dalle telecamere e riuscii a mettere a fuoco anche la mia dea, rendendomi subito conto che preferiva sfuggire alle telecamere nascondendosi all’interno del box e cercando di buttarsi a capofitto nel lavoro.
Quando fu il momento di prendere posto in pista notai Rosalie accanto a Riley mentre chiacchieravano amabilmente e mi si strinse il cuore dalla voglia di essere li. Il cellulare iniziò inaspettatamente a vibrare e quando guardai lo schermo mi prese un colpo.
-Bella? Piccola che hai?- sentivo che singhiozzava forte dall’altra parte del telefono ed ebbi
un tuffo al cuore, era una settimana che non sentivo la sua voce -Mi manchi Ed, mi manchi da morire- fu solo un sussurro ma lo udii così bene che il mio cuore iniziò a fare le capriole. Le stavo per rispondere ma lei come un fiume in piena iniziò a parlare a raffica -Lo so, sono un stupida e potevo evitare di perdere tempo, ma lo sai come sono fatta male, non posso fare a meno di pensare che tutto ciò è colpa mia, se non mi fissi vendicata così, forse saresti riuscito a riposare di più e saresti stato anche meno irascibile con quel cretino- Ma nooooo, aveva frainteso tutto, povera piccola –Bella, adesso calmati e smettila di dire cavolate. Tu non c’entri nulla, ne con la
punizione, che tra l’altro ho adorato, ne col fatto che non ho riposato. Sono stato io a comportarmi come un perfetto idiota, non dovevo cogliere la provocazione di quell’imbecille invece mi sono lasciato trasportare fino a perdere la pazienza e poi anche la testa!!!!- la sentii ancora singhiozzare –Amore mio, mi manchi anche tu immensamente ma io sono sempre con te, questo non devi mai dimenticarlo- lei sospirò –Lo so ma correre senza di te non ha senso. Stare qui a guardare la corsa non ha senso, stare senza di te non ha senso…….- amavo quella donna da morire e sentirla così indifesa mi faceva male al cuore –Ti amo Bella, amo quella donna determinata che mi tira sempre le chiavi inglesi in testa, amo quello scricciolo che si stringe a me dopo aver fatto l’amore…..amo quella donna meravigliosa che sei e che so che non mi deluderà in questo periodo che non mi avrà accanto ma ora prenderà e si metterà ai box a
seguire la corsa incitando il nostro povero Riley a spaccare il culo a tutti e gioirà quando arriveremo alla vittoria e poi tornerà da me e mi amerà con tutta se stessa fino a quando non avremo più fiato- avertii un singhiozzo –Bella???- ma lei sussurrò appena –Ci sono è solo che tiamo così tanto e mi sento così stupida ad averti tenuto lontano tutta la settimana. Sono stata proprio una cretina- ma io sorrisi –No, me lo meritavo, sono io il cretino qui tesoro, comunque ora basta lacrime. Lo sai che col team hai una reputazione da difendere, mica ti vorrai far prendere in giro perché stai diventando una frignona????- finalmente la sentii ridere ed anche il mio
umore si risollevò –Ok, andiamo a spaccare il culo agli avversari allora- risi di gusto –Ben detto piccola, fagli vedere di che pasta siamo fatti!!!!! Vincete anche per me!!!- la sentii ridere e mai suono mi era sembrato più bello –Ora ti lascio Ed, mi chiamano per la partenza, ti amo-
-Ti amo anche io tesoro, non vedo l’ora di averti fra le braccia- e riattaccammo.
La gara fu semplice, Riley, senza quel rompicoglioni di Black a dare filo da torcere, guadagnò il podio ed io fui felice, soprattutto quando lo sentii in conferenza stampa mandarmi i saluti e dedicarmi la vittoria. I giornalisti cercarono di metterlo in difficoltà con delle domande su di me ma lui fu bravissimo. In quel momento capii che dovevo fare qualcosa per questa gente, io li avevo delusi eppure erano comunque tutti con me, non mi avevano abbandonato. Volevo ripagare tutti i loro sforzi e mi resi conto che avevo un solo modo per farlo.
Chiesi a mio fratello di fissarmi un appuntamento col presidente della nostra società per la
settimana entrante prima della nuova gara e mi fu accordato un appuntamento per martedì, così, senza dirlo a Bella, preparai tutto quello che mi serviva per adempiere al mio compito.
Bella rientrò il giorno successivo alla gara e non ci staccammo un secondo per recuperare tutto il tempo perso la settimana passata. Martedì poi, con una scusa e senza farle capire nulla, mi recai dal presidente.
L’ala riservata alla sede amministrativa della società l’avevo vista solo il giorno del mio arrivo ed era sempre meravigliosa. Notai con grande felicità che al muro dove erano
presenti tutti i piloti che negli anni avevano fatto la storia della Ducati, adsso c’era anche la mia foto mentre alzavo la coppa durante la vittoria del Mugello. Ero commosso perché sapevo che stavo facendo qualcosa che sarebbe comunque rimasta nella storia di quella società e speravo di riuscire a farne parte per molti anni a venire. Il mio contratto attuale era vincolato alla mia vittoria del gran premio. Se fossi riuscito ad arrivare primo alla fine della stagione, la Ducati si era impegnata a rinnovarmi il contratto per altri anni, ancora non ben definiti, altrimenti sarei tornato nel dimenticatoio come un pinco pallino qualsiasi…….e quello proprio non doveva succedere. Avevo perso di vista il mio obbiettivo principale ma ora ero intenzionato a non lasciarmi sfuggire più il mio futuro, volevo quel contratto e lo avrei avuto lottando con le unghie e con i denti.
La segretaria mi fece entrare nel lussuoso ufficio del presidente mentre lui mi aspettava seduto alla sua mega sedia in pelle e mi guardava con un’espressione interrogativa, in effetti la mia richiesta di un appuntamento era stata molto vaga e lui si stava chiedendo quale fosse la motivazione.
Si alzò verso di me e mi strinse energicamente la mano facendo segno di prendere posto in
una della sedie di fronte a lui –Allora Edward, come mai hai chiesto questo appuntamento??? Non che non mi faccia piacere vedere i miei dipendenti, assolutamente, ma ho trovato molto “singolare” la tua richiesta- lo guardai sorridente, raccolsi il coraggio ed iniziai ad esporre le mie motivazioni –Innanzitutto voglio chiederle ancora scusa per il mio comportamento riprovevole nel confronti della società e di tutti voi che la rappresentate. Mi sono comportato come un idiota ed un bambino e voglio che sappiate che questo non si ripeterà mai più. Sono determinato a vincere e portarvi al trionfo e non lascerò più che delle stupide idiozie si pongano fra me e il mio traguardo-. Appoggiò la mano al mento e mi scrutò –In effetti mi fa molto piacere che tu sia venuto qui di persona a dirmi queste cose. Ci ha già pensato tuo fratello comunque a mettere tutto a posto ma apprezzo che tu lo abbia voluto fare comunque. Ovviamente ti considero un ragazzo in gamba e pieno di talento quindi è inutile dirti che in te riponiamo tutte le nostre speranze- e mi rivolse un sorriso sincero –Grazie signore, a tale proposito c’è
na cosa che vorrei lei prendesse in considerazione. Credo che la punizione che mi è stata inflitta sia più che giusta e meritata ma in tutto questo non voglio che anche la società ne faccia le spese quindi oggi sono qui soprattutto per dirle che io vorrei farmi carico della multa anche della società e vorrei pagarla di tasca mia. Purtroppo non posso fare nulla per i punti che ci sono stati tolti nella classifica costruttori ed ho saputo da mio fratello che ha tentato ogni strada per farli riammettere ma purtroppo i direttori di gara sono stati inflessibili, però vorrei almeno ripagare l’azienda del torto subito per causa mia facendomi carico della multa e pagandola con i miei soldi- lo vidi scrutarmi –Ti fa molto onore quello che mi hai detto Edward ma mi trovo costretto a
non poter accettare. Tu fai parte di questa società e quando uno di noi sbaglia è giusto che paghino tutti, perché al contrario quando uno di noi vince noi tutti siamo con lui. Fare parte di una squadra e società come la nostra vuole dire far parte di una famiglia. Noi qui ci vogliamo tutti bene proprio come se fossimo tutti fratelli e sorelle quindi quando uno sbaglia siamo tutti a metterci in gioco. Tu sei uno di noi ed anche se hai sbagliato noi continuiamo a volerti bene perché è così che deve essere. Nonostante questo brutto episodio Edward, tu fino ad oggi ci hai regalato tante soddisfazioni, tante gioie e noi non possiamo che ringraziarti, quindi non posso accettare la tua offerta, anche se ritengo che sia stato davvero un bel gesto che mi conferma che sei un ragazzo di gran cuore- mi si avvicinò e mi abbracciò forte. Mi sentivo davvero a casa ed ora lo sapevo…..avrei vinto anche per loro, perché comunque, in qualsiasi modo sarebbe andata, loro sarebbero stati sempre con me fino alla fine!!!!
L’avvicendarsi dei giorni ci aveva portato di nuovo alla separazione, lei aveva dovuto seguire il team in Germania per la mia seconda gara di sospensione ed io ero di nuovo da solo a casa come un cane abbandonato, ma almeno avevamo chiarito tutto ed ora eravamo di nuovo col vento in poppa, sicuri del nostro amore. Quella domenica mattina avevo accompagnato Jasper all’aeroporto. Visto che tutto era stato messo apposto e la prossima gara sarei tornato a gareggiare, il suo compito era concluso e poteva finalmente tornare fra le braccia di Alice ed io al mio eremo tranquillo senza nessuno che passava le giornate a cercare di tirarmi su il morale ed analizzare tutto quello che facevo.
Di ritorno a casa trovai il solito nugolo di fans assiepate davanti ai cancelli e mi concessi
alcune firme e foto, tanto non avrebbero mollato facilmente. Mentre cercavo di soddisfare tutti un giornalista mi si avvicinò molto scaltramente. Ero in vena quindi pensai che concedermi per alcune domande non avrebbe nuociuto a nessuno ma nel momento in cui mi trovai a rispondere della fantomatica misteriosa moretta che avevo baciato alla festa di Riley iniziai a sentire l’asfalto franarmi sotto le scarpe –Sig. Cullen, si tratta di una storia passeggera??? Ha più visto quella ragazza da quella sera??? E’ lei il motivo del suo dissapore con Jacob Black??- al nome di quell’idiota persi la lucidità e la mia idiozia combinò un altro casino –No, assolutamente, io ed Isabella Swan non abbiamo una storiella, noi ci amiamo e vi pregherei di non tirarla in ballo perché lei non c’entra nulla. Fra me e Black ci sono state delle incomprensioni ma sono state chiarite e questo è tutto-
Me ne andai lasciando tutti li a guardarmi ma mi resi conto di avere parlato troppo.
Una volta in casa mi sedetti sul divano a pensare alle conseguenze delle mie parole, presi il cellulare per sentire il mio angelo ma, nemmeno il tempo di comporre il numero che il campanello di casa suonò.
-Un attimo, arrivo!- urlai verso la porta gettando sul divano il cellulare, maledetto me ed il momento in cui avevo deciso di prendere a pugni quello stronzo. Altri due colpi ed il mio nervoso iniziò a salire nel momento esatto in cui aprii la porta.
-Tu che ci fai qua?- dissi alzando la voce di un tono
- Dobbiamo parlare!- mi rispose sicuro di se
-Noi due non abbiamo nulla da dirci- gli dissi in modo brusco. Feci per chiudere la porta, ma
un suo piede me lo impedì -Io credo invece che abbiamo parecchio di cui parlare- e con noncuranza si fece largo nell'appartamento, guardandosi attorno per qualche secondo, come se stesse valutando l'ambiente,
-Forse è meglio se ci mettiamo comodi.- disse con un sorriso ammaliatore con cui stregava sempre tutti…..tranne il sottoscritto.
-Ti sei rammollito dietro le sottane di una donna. Sei un Cullen, non puoi infangare il nome della tua famiglia in stupide scazzottate da bettola, cosa credevi di fare comportandoti così eh? Sei ancora uno stupido ragazzino viziato! E dire che volevo affidarti la guida dell'azienda di famiglia- mi disse con tono gelido-
Restai in piedi, non volevo minimamente avere nulla a che fare con lui ma era ora di mettere in chiaro una volta per tutte che di lui portavo solo il cognome e non andavo fiero nemmeno di quello -Io non la voglio la guida della tua stupida azienda. Io voglio inseguire il mio sogno, diventare un pilota professionista ed essere libero di farmi una famiglia con la donna che amo- ma lui sembrò non ascoltare le mie parole e continuò a parlarmi con sufficienza -Svegliati ragazzino, i bei sogni con il lieto fine sono per le donnicciole. Tu puoi giocare quanto vuoi al grande pilota, ma il tuo posto è nell'azienda. Divertiti finché ne hai voglia con quella ragazzina, ma presto o tardi mi darai ragione!- ero
veramente schifato -E' inutile parlare con te, non sai nemmeno dove si inizia a voler bene a qualcuno, vero???? Non so mia madre come possa starti accanto. Un uomo arido e senza sentimenti, privo di scrupoli e capace solo di passare sopra a quelli meno in vista di lui pur di avere tutto il potere nelle proprie mani. Bhe, sai la novità????? Io non sono come te, mi vergogno di essere anche tuo figlio e sei libero di buttarmi pure fuori dalla famiglia. Non voglio portare il cognome di un uomo che non ha la mia stima-
Quelle parole sembrarono toccarlo ma cercò di non darlo troppo a vedere mantenendo il suo cipiglio severo -Stai attento a come parli! Potresti pentirti di quello che dici, poi non venire da me a piangere-
Risi amaramente prima di rispondergli -Non verrei mai da te, tu non capiresti mai quello che può provare una persona che prova dei sentimenti. Ancora mi chiedo come abbiamo fatto io e Jasper a crescere e non assomigliarti ma ringrazio dio per questo. Ringrazio sopratutto perchè ho un amore grande che voglio far crescere ancora. Voglio sposarmi, avere dei figli, tanti, e dargli tutto quell'amore che tu mi hai sempre negato, ecco cosa voglio dalla vita, non i tuoi schifosissimi soldi- ma lui rise sguaiatamente -Ancora credi al “due cuori e una capanna”? Sei proprio un sognatore, il degno figlio di tua madre....- al sentire quelle parole mi irritai ancora di più
-Lascia stare mia madre, quella donna ti sta accanto perchè ti ama con tutto il cuore e non si
rassegna che tu sia solo uno stronzo uomo d'affari. Il giorno che sarò diventato importante la porterò via da te, lontano, dove riceverà l'amore dei suoi figli, quell'amore che tu non sei in grado di darle- si alzò di scatto fronteggiandomi con uno sguardo pieno di ira -Non t'azzardare ad aprire ancora quella bocca, specialmente se non sai quello che dici! Vuoi viverti la tua vita con quella.... ragazza, bene fallo, ma quando ti sveglierai e ti accorgerai che lei cercava solo il tuo conto in banca... sai dove trovarmi-
Ecco il punto di non ritorno……..
-Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, vai al diavolo, non ti voglio più sulla mia strada, nella mia vita, in
quella di mio fratello e di tutte le persone che amo e soprattutto non azzardarti mai più a pensare a Bella come ad una poco di buono perchè se ti sento un'altra volta dire qualcosa in merito giuro che non rispondo di me stesso. Non ho più rispetto per te quindi non mi costa nulla metterti le mani addosso- e senza dargli il tempo di rispondere lasciai la stanza sbattendo la porta dietro le mie spalle. Uscii correndo e salii le scale fino all’appartamento di Bella. Avevo bisogno di un posto che mi parlasse di lei, di noi. Mi buttai sul suo letto ed annusai il suo cuscino che profumava di lei.
Immerso nell'oscurità della sua camera, sdraiato sul suo letto cercai di liberare la mia
mente dall'ultima discussione con mio padre stringendo forte il suo cuscino, lasciando che il suo profumo mi entrasse nella testa e lenisse le mie ferite. Perché non voleva capire, perché doveva sempre comandare la vita delle persone? Ero talmente perso nei miei pensieri che a stento sentii il cellulare vibrare accanto a me. Risposi senza neanche guardare, anche se la voglia di spegnerlo era tanta.
-Pronto?- ma fortunatamente dall’altra parte non c’era la voce di mio padre -Edward, che hai? Stai bene dimmi la verità- era il mio angelo, solo lei calmava il mio cuore in tempesta
-Amore.... si sto, sto bene, non ti preoccupare, è solo che mi manchi tanto, non sono abituato a stare senza te- le dissi cercando di mascherare il mio effettivo stato d’animo, non volevo sapesse che mio padre la odiava, lei non si doveva preoccupare di nulla –Sicuro tesoro, ti sento così strano….- mi risollevai tentando di essere più convincente possibile –Tranquilla tesoro, tutto ok, ero sul tuo letto abbracciato al tuo cuscino cercando di immaginarti qui con me- una mezza bugia era sempre meglio di nulla –Oh povero amore mio, pensa che io qui non ho nemmeno nulla di tuo da potere tenere con me però stringo spesso la catenina che mi hai regalato e chiudo gli occhi in modo da immaginarti qui- che dolce era quella donna, come si poteva minimamente pensare che fosse
un’arrivista interessata ai soldi. Misi da parte quei pensieri prima di ricominciare ad innervosirmi –Li è tutto ok, piccola??- lei rise mentre sentii la voce di Riley che la prendeva in giro dando per scontato che ci fossi io con lei al telefono e la sua risata calmò nuovamente il mio animo inquieto.
-Si tesoro, stiamo per scendere in pista però mi mancavi e volevo salutarti, magari poi ci sentiamo con calma quando rientro in albergo dopo la gara, ok???-
-Certo tesoro, spaccategli il culo come sempre, salutami tutti quanti. Ti amo- ridacchiò a quella confessione –Anche io ti amo da morire, a dopo- e riattaccò. Accesi la televisione in camera di Bella e mi misi seduto sul letto per guardare la corsa mentre ancora stringevo il suo cuscino.
POV Carlisle
Osservai ancora la porta dietro la quale era sparito Edward per un tempo infinito. Uno strano sentimento si fece largo dentro di me: orgoglio per quel figlio che finalmente aveva deciso di tirare fuori le palle e dimostrare al mondo che era un vero Cullen e non uno stupido figlio di papà viziato. Non potevo però comunque lasciar perdere il fatto che rischiasse di rovinarsi con le sue mani, perché ammaliato dalle dolci fattezze di quel finto ragazzino dalla lingua biforcuta che lavorava con lui.
Volati la mia mano fino a portarla davanti ai miei occhi dove l'anello di mio padre faceva bella mostra di se. Fu come se mi suggerisse cosa fare; in fondo era pur sempre una donna e loro vogliono solo una cosa oltre a qualcuno che le faccia godere e le scaldi il letto... soldi tanti, bei soldoni. Io le avrei dato quello che cercava così mio figlio finalmente sarebbe stato libero di vivere la sua vita senza quell’arrampicatrice in mezzo ai piedi. Fermo nella mia convinzione lasciai l’appartamento di Edward…..fra poco finalmente tutto sarebbe andato a posto.

POV Bella
La gara era stata un successo e Riley aveva guadagnato di nuovo la prima posizione. Adesso
mentre mettevo apposto tutto non vedevo l’ora di tornare in camera per poter sentire di nuovo Ed. Prima al telefono era sembrato così strano che un brutto senso di ansia aveva fatto capolino nei miei pensieri. Ad un certo punto un brusio di sottofondo catturò la mia attenzione. Osservai i giornalisti aggirarsi impazziti nei box, chissà cosa era successo adesso, non mi sembra ci fossero stati problemi, Eddy ed il demente sono
ancora fuori dalla gara, forse cercavano Riley per complimentarsi. Riportai la mia attenzione alla moto, ma quel tremendo vociare mi distrasse nuovamente dal lavoro,
-Ma che diavolo è tutto sto casino?- dissi arrabbiata cercando di farli uscire solo che si voltarono verso di me sgranando gli occhi -È lei!- Sentii urlare all'improvviso e senza rendermi conto mi ritrovai circondata da telecamere, microfoni e fotocamere.
Angolino delle autrici
E come sempre questi due tranquilli non ci sanno proprio stare ma anche papà Carl è una brutta bestia, non trovate???? Cosa ci dite in merito???? Aspettiamo il vostro punto di vista. Grazie come sempre di seguirci con tanta costanza, grazie a chi ci lascia il suo pensiero che apprezziamo sempre immensamente e grazie anche a quelle presenze silenziose che ci leggono ogni settimana. Vi adoriamo!!!!!!!
POV Edward
Ed io che credevo che la scazzottata con Black fosse la punta dell’iceberg invece era solo l’inizio della “caduta libera”!!!!! Cazzo!!!!!!
Ci eravamo resi conto troppo tardi di avere decine di telecamere puntate contro ed a malapena i nostri team erano riusciti a convincere i direttori di gara a farci gareggiare lo stesso anche se eravamo partiti in fondo a tutti dalla corsia dei box ed avevamo fatto un piazzamento tristissimo dopo il decimo posto non concludendo altro che un’umiliazione davanti a tutto il nostro pubblico.
Quando ero rientrato ai box il silenzio regnava sovrano ma avvertivo la tensione intorno a me. Ero avvilito, sapevo di avere deluso tutti quanti però, dentro di me, sentivo che dovevo farlo, nessuno poteva permettersi di dire quelle cose alla mia donna. A tal proposito avevo già in mente alla prossima conferenza stampa di rendere pubblica la mia relazione con Bella proprio per tutelarci dai media….. ma come sempre avevo fatto i conti senza l’oste. Una volta tornato in albergo avevamo organizzato una riunione tra di noi per parlare dell’accaduto, quello che non avevo previsto era che Bella fosse innescata come una bomba pronta ad esplodere…..sulla mia testa ovviamente.
Mi avevano comunicato che, oltre alla punizione della gara in corso con la partenza in ultima
Non avevo fatto in tempo a trovarmi davanti Bella, Emmett e Charlie che lei subito era esplosa……Hiroshima in confronto sarebbe sembrato un petardo cinese!!!!!!
In quel momento una voce alle nostre spalle ci ricordò che non eravamo soli –Bella tesoro, lascialo parlare. Certo, ha fatto una cazzata madornale, però…..forse ha reagito così perché troppo sotto pressione, forse c’è stato qualcosa che lo ha turbato….- in quel momento guardai dritto negli occhi Charlie e capii che doveva avermi visto al telefono a parlare con mio padre poco prima, forse aveva intuito che
-Pronto…-
-Cazzocazzocazzocazzo, no dico Edward.... cazzo! Ma ti rendi conto? Ti lascio solo un
Sconsolato passai i primi giorni in compagnia solo di Jasper. Era lui che parlava con il resto
Mi aveva rincuorato assicurandomi che nessuno degli sponsor aveva recesso i nostri contratti in essere ma al momento l’unico problema che catturava tutti i miei pensieri risiedeva al piano sopra al mio, nel suo appartamento, troppo silenzioso da quando eravamo tornati da quella maledettissima corsa. Passava poco tempo a casa, di solito era da suo fratello oppure da Charlie e la sentivo rincasare sempre tardi. Avevo provato tante volte a chiamarla ma non avevo mai ricevuto risposta. Ero anche entrato di soppiatto nel box
E così l’Olanda……si stavano preparando per partire, per la prima volta senza di me. Vedevo dalla finestra tutti intenti negli ultimi controlli, Bella ed Emmett ome sempre stavano dando una mano ai camionisti in modo da essere sicuri che tutto fosse a bordo e fissato al meglio per poi dare l’ok alla partenza. Mi si stringeva il cuore al pensiero
Sfrecciai sull’asfalto al massimo della velocità che mi permetteva la strada. Imboccai la litoranea ed aumentai ancora di più aprendo il gas al massimo. Sperai di non essere fermato da una pattuglia, mi ci sarebbe mancata solo una multa per eccesso di velocità. L’aria mi colpiva violentemente la faccia attraverso la visiera lasciata alzata ma il profumo di salsedine in qualche modo stava lenendo il mio dolore e rilassando i miei muscoli tesi. Correre era ormai parte del mio essere e solo su quelle due ruote ormai mi sentivo me
D’improvviso rallentai fino a fermarmi e come d’incanto riconobbi subito il posto dove ero arrivato. Era impossibile eppure senza volerlo mi trovavo nel posto in cui la prima volta avevo seguito Bella con la moto. Qualsiasi cosa facessi……ovunque io andassi…..comunque…..per
Questa volta però non ero solo in quel paradiso, diverse famiglie sparse sulla spiaggia avevano portato i loro bambini al mare, a godersi un po’ del caldo che iniziava a farsi sempre più estivo. Eravamo a fine giugno e la temperatura era molto calda, le giornate si stavano allungando e stare fuori era sempre più bello. La mia mente volò subito ad Assen; chissà come sarebbe stato il tempo e la temperatura della pista, se i ragazzi avrebbero montato a Riley le gomme da asciutto o quelle da bagnato. Sorrisi amaramente, mi mancava da morire tutto quanto, mi mancava lei.
-Scusami Jaz, sono al mare, avevo bisogno di una corsetta e sono venuto a sbrogliare la testa- lo sentii sospirare poi più calmo replicò –Vedi almeno di calmare un pochino il tuo animo tormentato che sei insopportabile in queste condizioni- stava cercando di allentare la tensione e bene o male un piccolo sorriso riuscì a strapparmelo –Torni almeno per cena???- mi riscossi, come cena??? Ma non avevo nemmeno pranzato, possibile fosse già così tardi??? –Scusami ma che ore sono???- ridacchio dall’altra parte –Sono le sei del pomeriggio rimbecillito- ero talmente perso che non mi ero nemmeno reso conto di essere fuori casa da ore. Ormai gli altri erano partiti, forse anche arrivati ma cercai di non prestare di nuovo troppa importanza a quei pensieri prima di ricadere nella tristezza –Ok, allora io sto per tornare indietro, ci pensi tu alla cena- lo sentii borbottare –Va bene, sbrigati però che ho già fame!!!- e senza nemmeno aspettare la mia risposta mi chiuse il telefono in faccia.
Mi alzai scrollandomi la sabbia di dosso e mi resi conto effettivamente che la gente era
Alle otto varcai la soglia di casa e trovai tutto pronto. Ovviamente Jasper aveva ordinato al take-away, non era mai stato un mago della cucina. Mi raccontò di come evolvevano le cose fra lui ed Alice e fui felice di constatare che almeno la vita affettiva di mio fratello procedeva senza scossoni. Alla fine ognuno si diresse a letto fino a cadere in un sonno profondo.
Il mio primo fine settimana senza Bella e senza corsa sembrava essere un incubo, ciondolavo per casa come una mummia ed a nulla servivano i tentativi di Jasper di tirarmi su i morale o
Quando fu il momento di prendere posto in pista notai Rosalie accanto a Riley mentre chiacchieravano amabilmente e mi si strinse il cuore dalla voglia di essere li. Il cellulare iniziò inaspettatamente a vibrare e quando guardai lo schermo mi prese un colpo.
-Bella? Piccola che hai?- sentivo che singhiozzava forte dall’altra parte del telefono ed ebbi
-Ti amo anche io tesoro, non vedo l’ora di averti fra le braccia- e riattaccammo.
La gara fu semplice, Riley, senza quel rompicoglioni di Black a dare filo da torcere, guadagnò il podio ed io fui felice, soprattutto quando lo sentii in conferenza stampa mandarmi i saluti e dedicarmi la vittoria. I giornalisti cercarono di metterlo in difficoltà con delle domande su di me ma lui fu bravissimo. In quel momento capii che dovevo fare qualcosa per questa gente, io li avevo delusi eppure erano comunque tutti con me, non mi avevano abbandonato. Volevo ripagare tutti i loro sforzi e mi resi conto che avevo un solo modo per farlo.
Chiesi a mio fratello di fissarmi un appuntamento col presidente della nostra società per la
Bella rientrò il giorno successivo alla gara e non ci staccammo un secondo per recuperare tutto il tempo perso la settimana passata. Martedì poi, con una scusa e senza farle capire nulla, mi recai dal presidente.
L’ala riservata alla sede amministrativa della società l’avevo vista solo il giorno del mio arrivo ed era sempre meravigliosa. Notai con grande felicità che al muro dove erano
La segretaria mi fece entrare nel lussuoso ufficio del presidente mentre lui mi aspettava seduto alla sua mega sedia in pelle e mi guardava con un’espressione interrogativa, in effetti la mia richiesta di un appuntamento era stata molto vaga e lui si stava chiedendo quale fosse la motivazione.
Si alzò verso di me e mi strinse energicamente la mano facendo segno di prendere posto in
Di ritorno a casa trovai il solito nugolo di fans assiepate davanti ai cancelli e mi concessi
Una volta in casa mi sedetti sul divano a pensare alle conseguenze delle mie parole, presi il cellulare per sentire il mio angelo ma, nemmeno il tempo di comporre il numero che il campanello di casa suonò.
-Un attimo, arrivo!- urlai verso la porta gettando sul divano il cellulare, maledetto me ed il momento in cui avevo deciso di prendere a pugni quello stronzo. Altri due colpi ed il mio nervoso iniziò a salire nel momento esatto in cui aprii la porta.
-Tu che ci fai qua?- dissi alzando la voce di un tono
- Dobbiamo parlare!- mi rispose sicuro di se
-Noi due non abbiamo nulla da dirci- gli dissi in modo brusco. Feci per chiudere la porta, ma
-Forse è meglio se ci mettiamo comodi.- disse con un sorriso ammaliatore con cui stregava sempre tutti…..tranne il sottoscritto.
-Ti sei rammollito dietro le sottane di una donna. Sei un Cullen, non puoi infangare il nome della tua famiglia in stupide scazzottate da bettola, cosa credevi di fare comportandoti così eh? Sei ancora uno stupido ragazzino viziato! E dire che volevo affidarti la guida dell'azienda di famiglia- mi disse con tono gelido-
Quelle parole sembrarono toccarlo ma cercò di non darlo troppo a vedere mantenendo il suo cipiglio severo -Stai attento a come parli! Potresti pentirti di quello che dici, poi non venire da me a piangere-
-Lascia stare mia madre, quella donna ti sta accanto perchè ti ama con tutto il cuore e non si
Ecco il punto di non ritorno……..
-Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaa, vai al diavolo, non ti voglio più sulla mia strada, nella mia vita, in
Immerso nell'oscurità della sua camera, sdraiato sul suo letto cercai di liberare la mia
-Pronto?- ma fortunatamente dall’altra parte non c’era la voce di mio padre -Edward, che hai? Stai bene dimmi la verità- era il mio angelo, solo lei calmava il mio cuore in tempesta
-Si tesoro, stiamo per scendere in pista però mi mancavi e volevo salutarti, magari poi ci sentiamo con calma quando rientro in albergo dopo la gara, ok???-
-Certo tesoro, spaccategli il culo come sempre, salutami tutti quanti. Ti amo- ridacchiò a quella confessione –Anche io ti amo da morire, a dopo- e riattaccò. Accesi la televisione in camera di Bella e mi misi seduto sul letto per guardare la corsa mentre ancora stringevo il suo cuscino.
POV Carlisle
Volati la mia mano fino a portarla davanti ai miei occhi dove l'anello di mio padre faceva bella mostra di se. Fu come se mi suggerisse cosa fare; in fondo era pur sempre una donna e loro vogliono solo una cosa oltre a qualcuno che le faccia godere e le scaldi il letto... soldi tanti, bei soldoni. Io le avrei dato quello che cercava così mio figlio finalmente sarebbe stato libero di vivere la sua vita senza quell’arrampicatrice in mezzo ai piedi. Fermo nella mia convinzione lasciai l’appartamento di Edward…..fra poco finalmente tutto sarebbe andato a posto.
POV Bella
La gara era stata un successo e Riley aveva guadagnato di nuovo la prima posizione. Adesso
-Ma che diavolo è tutto sto casino?- dissi arrabbiata cercando di farli uscire solo che si voltarono verso di me sgranando gli occhi -È lei!- Sentii urlare all'improvviso e senza rendermi conto mi ritrovai circondata da telecamere, microfoni e fotocamere.
Angolino delle autrici
E come sempre questi due tranquilli non ci sanno proprio stare ma anche papà Carl è una brutta bestia, non trovate???? Cosa ci dite in merito???? Aspettiamo il vostro punto di vista. Grazie come sempre di seguirci con tanta costanza, grazie a chi ci lascia il suo pensiero che apprezziamo sempre immensamente e grazie anche a quelle presenze silenziose che ci leggono ogni settimana. Vi adoriamo!!!!!!!
Ricordiamo qui le nostre avventure già in corso:
My first, my last, my everything di Passion80
Pensieri in parole di Passion80
Passion of mind di Passion80
The book of the days di Mikkiko78
Everytime you touch me di Mikkiko78
BlackOut di Mikkiko78
My first, my last, my everything di Passion80
Pensieri in parole di Passion80
Passion of mind di Passion80
The book of the days di Mikkiko78
Everytime you touch me di Mikkiko78
BlackOut di Mikkiko78
Commenti
Posta un commento