Capitolo 17 - Paparazzi
Prima di lasciarvi al capitolo è giusta una piccola premessa. Siamo state molti mesi ferme e non era mai successo. Alcune ci hanno contattato preoccupandosi del fatto che magari avessimo deciso di mollare la storia ma vogliamo dirvi fin da subito che non è affatto così. Adrenalin ha un seguito ed una fine e poi ne abbiamo un’altra in cantiere che attende la fine di questa per poter essere pubblicata quindi non abbiamo nessuna intenzione di fermarci. Questa collaborazione ci ha portato tanto belle cose oltre ad un’amicizia che pare più un pool di cervelli gemelli (quando siamo sulla stessa lunghezza d’onda siamo implacabili ahahahahahahah). Purtroppo questi mesi di fermo sono stati la conseguenza per Passion di avere i figli a casa da scuola, quindi il tempo a disposizione anche solo per pensare è stato veramente nullo. Per me invece (Mikkiko) si tratta di stimoli. Sono stati mesi duri, non tanto per la salute, che comunque non è stata delle migliori, ma soprattutto per il mio cuore. Sono successe tante cose che non vi sto qui ad elencare altrimenti vi annoiereste e basta, ma vi basti sapere che mi hanno messa a dura prova e solo grazie a delle anime pie, che tutti i giorni mi ricordano cosa altro c’è a questo mondo, che mi sono rimboccata le maniche ed ho deciso di rimettermi con la testa nelle mie passioni perché poi alla fine questa è una passione, lo sfogo dei pensieri che ci passano per la testa. Io e Passion ci facciamo certe risate quando prepariamo i capitoli su skype che non vi dico quindi spero che comunque possiate continuare a leggerci, a farci compagnia, a sostenerci perché amiamo sapere che vi piace ciò che scriviamo e lo seguite con passione. Ora vi lasciamo alla lettura sperando di non aver perso “il tocco magico”…… ci leggiamo giù.
POV Emmett
Avevo trovato comico, all’inizio, assistere alla scena di mia sorella davanti ad un’orda impazzita di giornalisti che brandiva l’avvitatore elettrico, sembrava un pochino Clint Eastwood in “Per un pugno di dollari”, pronta a fare fuoco contro chi si fosse avvicinato. Tutti la guardavano confusi non sapendo se li avrebbe picchiati oppure no, poi però avevo realizzato che se loro cercavano lei doveva esserci stata una fuga di notizie e ciò avrebbe portato domande imbarazzanti che sicuramente Bella non era pronta ad affrontare. Presi posto di fronte a lei come a farle da scudo mentre i miei sospetti diventavano certezze
–Signorina Swan è vero che lei ed il Sig. Cullen pensate al futuro????-
-Perché non ci ha detto subito che lei era la misteriosa moretta della terrazza???-
-Avete già pensato a quando finirà il campionato???-
-Se non dovessero confermare il contratto al Sig. Cullen lei che farà?? Lo seguirà in un’altra scuderia???-
Basta, avevo sentito abbastanza ed avvertivo la tensione crescere anche in Bella,
dovevo portarla via da li subito altrimenti l’avrebbero assalita. Abbracciai stretto mia sorella mentre cori di protesta si levavano dalla folla e rientrammo a fatica nel box per poi riuscire a dirigerci verso il retro dove solo gli addetti ai lavori potevano accedere. Mi scostai da lei per guardarla negli occhi e la trovai persa –Cos….cosa cavolo sta succedendo Emm??? Io non capisco??? Come hanno fatto a sapere ma soprattutto perché già parlano di noi in quel modo??? Io non voglio tutto questo??? Emm…..- poi singhiozzi forti scossero il suo petto e la strinsi a me mentre piangeva forte. Alla fine faceva tanto la dura ma io sapevo che era fragile e quando avevo scoperto della sua storia con Edward avevo avuto paura perché quel circo mediatico che girava intorno alla nostra vita,
ma soprattutto a quella dei piloti, aveva il brutto vizio di travisare, di travolgerti, di sconvolgerti. Noi lo sapevamo bene, eravamo figli di uno di loro e c’eravamo già passati, speravo solo che per Bella sarebbe stato diverso. Avevo fiducia in Edward e nell’amore che provava per lei, volevo crederci.
Mentre ancora si stringeva a me e via via si stava calmando, avvertimmo l’audio di uno dei monitor posti all’interno del box dal quale di solito seguivamo la conferenza stampa -……si sono barricati dentro il box quindi non possiamo chiedere nulla alla Signorina Swan anche se il Sig. Cullen ieri sera ci ha detto palesemente che stanno insieme quindi una conferma da parte di lei a questo punto sembra superflua…..- il giornalista continuò il suo servizio mentre io ormai avevo gli occhi puntati su mia
sorella. Si era scostata da me per sentire bene quello che stavano dicendo appena aveva avvertito il suo nome chiamato in causa, poi si era irrigidita ascoltando e capendo finalmente chi era la causa di tutto quel trambusto.
Piano piano il suo volto aveva assunto un’espressione molto diversa da quella precedente. Dalla disperazione passò direttamente all’esasperazione per poi culminare nella vendicativa. Mi scostai piano dal suo fianco in preda al panico che stesse per scoppiare la bomba ma invece, contro le mie previsioni, la vidi partire a passo di carica verso il kart che l’avrebbe
riportata in albergo. Sapevo bene che non mi avrebbe minimamente calcolato ma stavolta non ero disposto a lasciarla tornare a casa con il primo volo da sola, anche perché avevo sinceramente il brutto presentimento che al mio rientro non avrei più ritrovato nemmeno le mura si casa. Per non parlare poi di Edward……come minimo lo avrebbe polverizzato. A quel pensiero la mia parte sadica ebbe il sopravvento, un sorrisino sardonico si dipinse sul mio volto…..no, no non mi sarei perso la scena del loro incontro per niente al mondo.
-Si può sapere cosa stai ridendo li da solo e soprattutto perché Bella è partita
come un razzo col kart, sembrava al volante di una Ferrari!!!- la voce di Rosalie mi risvegliò dai miei pensieri. Mi avvicinai, l’abbracciai stretta e la baciai senza nemmeno lasciarle il tempo di respirare –Amore mio non ho tempo per spiegarti ma le devo correre dietro, credo che Edward ne abbia fatta un’altra delle sue e penso proprio che Bella stia per tornare a casa col primo volo per polverizzargli il culo a suon di calci. Non voglio lasciarla andare da sola- ma lei si allontanò e mi guardò alzando il sopracciglio –Di la verità, tu non vuoi perderti la scena, curioso che non sei altro!!!- una risata mi scappò spontanea –Tu si che mi conosci, tesoro- le lascia un ultimo bacio e poi veloce recuperai il mio kart –Ti chiamo dopo- e le lanciai un bacio prima di buttarmi all’inseguimento di Schumacher, alias la mia sorellina.
Arrivai in albergo in tempo record e mi accorsi che il suo kart era abbandonato malamente nel parcheggio, doveva essere proprio livida. Presi il cellulare mentre rientravo per dirigermi alla mia camera, chiamai il nostro referente all’aeroporto che si occupava di organizzare i nostri voli e lo preallertai nel caso in cui mia sorella avesse richiesto un anticipo della partenza in modo da far automaticamente spostare il mio volo con il suo e poi farmelo sapere. Stavolta l’avrei fregata ben benino!!!!
Una volta in camera mi feci una doccia lampo e mi cambiai, poi buttai tutto in valigia e preparai un biglietto per Rose spiegandole meglio l’accaduto proprio mentre il mio cellulare squillava. La mia sorellina era stata fin troppo prevedibile stavolta. Aveva richiesto un cambio quindi eravamo tutti e due sul prossimo volo per l’Italia che sarebbe partito da li a due ore, giusto il tempo di andare in aeroporto e fare il check-in. Controllai se avevo preso tutto e chiamai la hall per farmi prenotare un taxi.
Chiesi se mia sorella era già andata via e mi informarono che stava prendendo un
taxi per l’aeroporto proprio in quel momento…….santo cielo era un razzo porca miseria, la pantera rosa e la primula rossa le facevano un baffo!!!!! Risi ancora pensando a quale bello spettacolino avrei gustato una volta a casa poi presi il mio trolley e scesi di sotto ad attendere il mio taxi.
Sapevo bene che avvicinarla sarebbe stato solo peggio quindi, fino a che non ci imbarcarono, non mi palesai, tanto, una volta sull’aereo non sarebbe più scappata quindi…… Attesi che si sedesse al suo posto e poi presi posto accanto a lei. Il suo sguardo era concentrato fuori dall’oblò e nemmeno si rese conto di avere qualcuno accanto finchè non mi schiarii la voce e lei si voltò. Se gli occhi potessero uccidere io sarei sicuramente stato un cumulo di cenere in cinque secondi.
-Che cazzo ci fai tu qui????- ovviamente non mi aspettavo che mi buttasse le braccia al collo ma cavolo come era difficile quella donna –Ti accompagno a casa- le dissi semplicemente sorridendo –E chi te lo ha chiesto???- ma siamo sicuri di avere lo stesso dna in corpo???? Questa secondo me l’hanno allevata i lupi altro che i miei genitori. Ommmmmmmm Ommmmmmmm Ommmmmm, calma e sangue freddo Emmett, è la minore, la tua sorellina ricordatelo sempre –Non ti lascio andare da sola, non quando sei così incazzata col mondo- lei indurì ancora di più lo sguardo, ero certo che da un momento all’altro le sarebbe anche uscito il fumo dalle narici, sembrava in effetti un toro davanti al panno rosso –Ti hanno mai insegnato che quando uno è incazzato col mondo va lasciato perdere????- ma non aspettò la mia risposta, voltò nuovamente lo sguardo all’oblò e indossò le cuffiette dell’mp3 mentre ci preparavamo al decollo. Mi accomodai meglio sul sedile e piano mi lasciai cullare dal rollio dei motori fra le braccia di Morfeo.
Mi risvegliai di colpo col brutto presentimento che mia sorella già si fosse data alla fuga invece, girandomi, mi resi conto che si era addormentata anche lei. Aveva un’espressione così dolce quando dormiva…….giusto quando dormiva ormai, di solito mi pareva Terminator….è proprio vero che l’amore ti cambia……povero Edward,
ridacchiai fra me e me. Mancavano ormai pochi minuti all’atterraggio ed attesi che si svegliasse da sola, non avrei mai voluto che la sua ira si scaricasse con me prima di potersela prendere col diretto interessato.
Recuperammo i bagagli e mi tenni di alcuni passi dietro di lei mentre la sua sembrava una carica contro il nemico. Mi chiedevo ancora come facesse dopo tutto quel tempo a non aver ancora sbollito al rabbia, anzi, se era possibile, mi sembrava stesse pure peggio di prima. Come accesi il cellulare mi arrivarono subito delle notifiche di chiamate perse mentre eravamo in volo fra cui alcune di Edward. Ovviamente avevo lasciato precise istruzioni di non avvertirlo,
mi volevo godere l’effetto sorpresa quando ci avrebbe visto arrivare. Lo so, sono bastardo, ma alla fine mica ci devo beccare solo io a questo mondo, no?????? Un po’ per uno ihihihihihihih
Varcammo i cancelli di casa un’ora dopo e lei mi mollò il borsone per poi correre dritta in palestra dalla quale dopo pochi secondi iniziò a propagarsi una canzone che non lasciava molto all’immaginazione.
http://www.youtube.com/watch?v=QEjgPh4SEmU (aprite in un'altra finestra)
Ridendo mi diressi su per le scale per posare la valigia di Bella a casa sua e proprio
mentre voltavo l’angolo sul pianerottolo mi scontrai con Edward –Emmett ma che ci fate qui??? Quando siete tornati?? Dov’è Bella e soprattutto….. che è sta musica????-
Non potei fare a meno di scoppiargli a ridere in faccia, povera vittima inconsapevole –Hei, una domanda per volta, siamo appena tornati e questa musica è la tua Bella in palestra, fossi in te starei attento a scendere, ora sono veramente cazzi tuoi, amico!!!!- e continuai a ridere lasciandolo sempre più perplesso –Comunque devo posare la valigia di Bella a casa sua, mi raccomando se scendi, non dire nulla fino a che non arrivo pure io, non voglio perdermi la scena- e me ne andai continuando a ridere, stavolta davvero lo avrebbe polverizzato.

POV Edward
Ero tornato da poco nel mio appartamento per sincerarmi che mio padre se ne
fosse andato ed avevo trovato un biglietto “Pensaci bene figlio mio” che ovviamente avevo stracciato in mille pezzetti per poi buttarmi sul divano, esausto con gli occhi chiusi e la testa rovesciata all’indietro, cercando di smorzare la tensione fumandomi una sigaretta. Stavo cercando di riordinare le idee quando una musica a tutto volume mi fece sobbalzare. Che io sapevo non c’era rimasta molta gente in sede e non erano certo tipi da mettere lo stereo a palla di domenica pomeriggio. Corsi alla finestra e notai subito Emmett con due borse in mano, la sua e quella di Bella, che stava entrando nel palazzo. Mi fiondai fuori e lo incrociai all’altezza delle scale. Non capivo perché se la rideva tanto, alla fine volevo solo raggiungere Bella e, senza chiedermi troppo cosa lo divertisse, scesi di sotto diretto in palestra. Mi sembrava strano che la prima cosa che aveva fatto era stata andare in palestra ed accendere lo stereo a tutto volume invece di correre a salutarmi e poi quel rientro anticipato e del tutto inaspettato non mi faceva ben sperare.
Le porte erano aperte e dentro la luce era soffusa mentre la musica invadeva tutto l’ambiente. Varcai la soglia e la vidi. Era in pantaloncini e canotta con i guantoni alle mani mentre inveiva contro il sacco da boxe. In quel momento restai sbalordito, non sapevo che praticasse anche quello sport, ormai nel tempo che ci eravamo conosciuti avevo capito quanto amasse lo sport in generale e tenersi in forma ma in effetti era la prima volta che la vedevo cimentarsi col sacco ed anche quella visione mi parve la cosa più erotica al mondo, finchè non cominciò a prenderlo anche a calci e mi resi conto che il suo umore era più che nero ed iniziai a sudare freddo.
Mi diressi con passo cauto verso lo stereo per abbassare la musica e come smorzai
lei si voltò di colpo –Chi cazzo ha spent…..- ma appena mi mise a fuoco si bloccò sul posto. Mi riservò uno sguardo gelido che mi bloccò il respiro in gola per poi tornare a prendere a pugni e calci il sacco ancora più violentemente di prima. Adesso avevo il sospetto, se non la certezza, che stesse sfogando col sacco quello che avrebbe voluto fare a me, peccato che non sapessi cosa aveva scatenato questa reazione così violenta. Avevamo litigato tante volte ma mai fino ad ammazzarci e lei al momento sembrava un killer spietato. Sicuramente figurava la mia sagoma al posto del sacco.
Deglutii a fatica e poi cercai di attirare la sua attenzione –Amore che succede????- ma lei si voltò ancora più furiosa. Il primo istinto fu di filare via di corsa se non fosse stato che il mio corpo era una statua di sale inchiodato sul posto dal suo sguardo gelido –Amore????? AMORE???????? AMORE UN CAZZO!!!!!- e tornò a sfogare la sua rabbia sul sacco. Stavo per voltarmi ed andarmene quando lei riprese a parlare –Sei la solita testa di cazzo, dai fiato ai polmoni senza accendere il cervello prima!!!! Hai pensat
o per un momento che dovevi chiudere il becco????? Potresti ogni tanto ragionare col cervello invece che con quel fagiolo che ti ritrovi in mezzo alle gambe??? Sei così brillante come pilota quanto deficiente come ragazzo!!!!! Possibile che io sia innamorata di un completo idiota?????- aveva parlato a raffica ed io con gli occhi sbarrati riuscii finalmente a replicare –Ma scusa, adesso mi spieghi cosa avrei combinato??- lei si volto per rispondermi ed in quel momento la vidi girare lo sguardo verso la porta. Mi voltai a mia volta per accorgermi che Emmett era con le braccia conserte al petto appoggiato allo stipite della porta e si godeva la scena con un sorriso alla
stregatto dipinto in volto –Scusate non volevo interrompere, cosa mi sono perso??? Posso avere il riassunto???- avvertii solo uno spostamento d’aria alle mie spalle e per un attimo ebbi paura che Bella avrebbe tirato uno dei pesi da cinque kili contro in fronte a suo fratello mentre, in verità, aveva solo dato una spinta al sacco spostandosi e portandosi accanto a me –Fuori dalle palle scimmione!!!!- secca senza possibilità di replica, pensai che l’ingresso di Emmett avrebbe potuto stemperare la tensione ma mi resi conto che invece stava solo peggiorando le cose e la voglia di scappare tornò prepotente ad animare le mie gambe, mi spostai anche io verso la porta ma un guantone si artigliò sul mio braccio –Tu non vai da nessuna parte, solo Emmett deve uscire….SUBITO!!!!- Il sorriso scomparve dalle labbra di
Emmett che mise un broncetto degno di un bimbo di cinque anni, sfoderando lo sguardo languido da gatto con gli stivali –Uffa Bella, ma come mi togli tutto il gusto dello spettacolo, allora cosa sono tornato a fare prima con te????-
Bella respirava profondamente per cercare di rispondere a suo fratello senza abbattere le pareti della palestra mentre il suo guantone sinistro era fermo sul mio braccio come per sincerarsi che non tentassi la fuga…..in effetti forse non aveva tutti i torti.
-Emmett…..fuori- lui la guardò facendole una smorfia poi mi rivolse uno sguardo
affranto –Mi dispiace amico, ricorda che comunque, anche se per poco, è stato bello lavorare insieme ed essere amici…..anzi quasi parenti- e ridendo sguaiatamente uscì dalla palestra richiudendosi le porte dietro le spalle. Restai imbambolato a guardare la porta finchè un lungo sospiro di Bella non mi fece tornare al presente e la sua mano finalmente lasciò il mio braccio.
Si voltò a guardarmi dritto negli occhi. Ora il suo sguardo era fredda decisione e sinceramente non sapevo se fosse peggio questo oppure il killer spietato di prima.
-Ti rendi conto che in tre nano secondi saremo su tutti quei giornaletti scandalistici di merda che tanto odio e che diffondono il gossip mondiale??? E’ questo che è per te la nostra storia??? Un flirt della stella del motomondiale???? E’ questo Edward????-
Finalmente riuscii a capire a cosa era dovuto tutto quello; sicuramente doveva aver
saputo della mia dichiarazione ai giornalisti. Ora mi rendevo conto che forse la mia affermazione era stata presa molto più in considerazione di quanto avessi pensato, però io la vedevo come un bene, volevo amarla alla luce del sole, Ero stufo di doverci nascondere, noi ci amavamo e volevo godermi tutto del nostro amore –Come??? Ma cosa stai dicendo, vedrai che ora non romperanno le palle con la loro curiosità ossessiva, dai ormai hanno svelato il mistero ed il discorso è chiuso, no???- ma lei mi rivolse uno sguardo triste scuotendo la testa –Si vede che tu in questo mondo non ci hai vissuto per molti anni!!!!- la sua voce sembrava ormai rassegnata, la rabbia era scemata tutta ma vederla così mi faceva male al cuore
–Io l’ho vissuta sulla mia pelle Edward. Quando i miei genitori si sono messi insieme ne hanno detto di ogni ed è stato un vero miracolo se alla fine mia madre non ha lasciato mio padre perché era stufa. Sono stati capaci anche di inventarsi che lei fosse rimasta incinta apposta per incastrarlo e poi obbligarlo a lasciare la sua carriera perché lei non era disposta a seguirlo….nulla di più falso, ma ancora adesso, a venti e passa anni di distanza, la cosa mi fa schifo solo a pensarla!!!!- il suo viso si fece ancora più triste e iniziò a fissare i suoi piedi –Tu non hai conosciuto mia madre ma non sarebbe mai stata il tipo di bassezze simili- mi avvicinai e le accarezzai la guancia finchè non riportò i suoi occhi nei miei –Tesoro, con noi non riuscirebbero mai ad attaccarsi a queste cazzate!!! Tu fai il tuo lavoro, sei una professionista, sai il fatto tuo, lavoriamo sempre insieme, vedrai che tutto andrà per il meglio- ma lei sembrava proprio non arrendersi, ferma sulle sue convinzioni. Accarezzò la mia mano ancora
sulla sua guancia e la portò fra le sue –Tante volte non mi rendo conto di quanto poco tu conosca questo mondo mediatico che ci circonda. Ti chiedo solo un favore: la prossima volta che rilasci dichiarazioni alla stampa che riguardano anche la sottoscritta parlane prima con me, in modo da sapere come comportarmi quando mi assalgono i giornalisti nel box mentre sto ancora lavorando!!!!-
Sgranai gli occhi, tutto mi sarei aspettato tranne che fosse stata proprio assalita dai giornalisti direttamente in pista –Che?? Cosa??? Chi ti ha assalito??? Stai bene vero??? Dimmi quello che è successo???- ma lei tornò a guardarmi storto –ADESSO TI PREOCCUPI?????? Credevi davvero che dopo la tua genialissima uscita non mi avrebbero cercato??? Si sono presentati davanti l’entrata del nostro box appena finita la corsa, mentre stavo riponendo l’attrezzatura per far ripartire i tir con le moto e d’improvviso
sono stata investita da flash e domande a raffica finchè Emmett non me li ha tolti di mezzo anche se credo di averli spaventati quando mi sono diretta verso di loro armata della pistola stringi bulloni- ed un sorriso finalmente apparve su quell’adorabile viso che contagiò anche me. Finalmente si stava di nuovo rilassando
–Tesoro mi spiace, non avrei mai voluto che succedesse tutto questo casino- e presi il suo viso fra le mani accarezzandola –Lo so….so che non te ne sei reso conto, sono arrabbiata ma soprattutto con loro, per questo modo che hanno di fare e disfare le notizie, tu non c’entri anche se da oggi in poi cammineremo su un campo minato, ma alla fine abbiamo appena iniziato a stare insieme, non sappiamo nemmeno noi dove ci porterà tutto questo; non dobbiamo ne sposarci, ne mettere al mondo dei figli quindi adesso il problema non si pone e vedremo di farli tacere il più possibile- e la vidi avvicinarsi alla panca e sciogliere i lacci dei guantoni mentre io riflettevo sulle sue parole.

POV Bella
Stavo sciogliendo i lacci dei guantoni ma tutto quel silenzio mi pareva strano. Mi
voltai e lo vidi assorto, come se stesse riflettendo su chissà cosa poi, nel momento in cui si rese conto che lo stavo fissando sembrò risvegliarsi ed a mezza bocca rispose
–Se lo dici tu…..Ehm….volevo dire…..hai ragione…..ora, per favore, possiamo pensare a goderci questa serata???- lo guardai alzando un sopracciglio, sembrava come assorto ed il mio radar captava strane vibrazioni –Sai Cullen, ogni tanto non ti capisco, ma in momenti come questo ho il vago sospetto che tu mi stia nascondendo qualcosa e tremo al solo pensiero di cosa stia macchinando il tuo acutissimo cervelletto- gli dissi squadrandolo. Lui sembrò come piccato ma cercò di mascherare le sue emozioni dietro la migliore faccia da poker
ed il suo sorriso sghembo che sapeva farmi piegare le ginocchia –Niente, davvero, volevo solo prepararti una cenetta romantica a casa mia per stasera alle 20.30!!!- ovviamente volevo giocare e non mi andava di dargliela vinta facilmente così iniziai a torturarlo –Come prego??? Non ci penso proprio mio caro, ho avuto una giornataccia, un viaggio allucinante sulle spalle e voglio riposarmi, il che non include te nel programma- ma lui ancora sorridendo non si arrese portandosi una mano al mento come se riflettesse sulle mie parole –Uhm…..ma il mio
programma invece include te, o meglio noi!! Quindi hai due possibilità mia cara Miss Swan: o scendi tu di tua spontanea volontà o ti vengo a prendere io…..- mi stavo troppo divertendo quindi decisi di continuare a tenergli testa –Uhhhhh che paura, sto tremando tutta!!!! Indosso ancora le fascette tesoro e sai bene che contro me non vinci, quindi abbassa le penne, galletto!!!!- il suo sorriso si allargò –Non mi sfidare tesoro…..- io risi sonoramente –Non vedi come sto tremando???- e ancora ridendo mi voltai di nuovo verso il sacco per ricominciare ad allenarmi.
Due braccia mi bloccarono in una morsa ferrea. Provai a liberarmi ma invece di
stringere di più, quelle mani presero vita sfiorando leggere il profilo del mio corpo, risalendo sul mio seno fino ad intrappolarlo, mentre con una dolcezza disarmante, le sue labbra disegnavano una scia infuocata sul mio collo. Avrei potuto resistere, ma quando la sua voce roca chiamò il mio nome, non riuscii più a trattenere il gemito di piacere che mi stava donando. Lentamente le dita spostarono la stoffa ingombrante della canottiera e del reggiseno sportivo, pelle contro pelle, il cuore iniziò a battere frenetico –Bella….Bella….Bella….- il mio nome sussurrato come una preghiera alimentò il fuoco che ardeva dentro di me.
I miei capezzoli, ormai sensibili, vennero stuzzicati ad arte, mentre la pelle del collo cedeva sotto l’attacco di baci umidi e bollenti alternati da soffi leggeri.
-Edward….ti prego- sussurrai
Intrappolata tra lui ed il sacco, il viso appoggiato alla plastica, le mani appoggiate ad
esso, lo sentii muoversi lentamente contro il mio corpo –Ti prego cosa, Bella???- la sua voce ruvida per l’eccitazione accesa da un sorriso divertito, lo sentii chiaramente –Ti prego Edward……io…..- ma non riuscii a finire la frase…..la canottiera scivolò via dalla mia testa per bloccarsi lungo le braccia, mentre la sua bocca esplorava ogni centimetro della mia schiena scendendo sempre più in giù, accarezzando con le sue dita affusolate punti dove non riusciva ad arrivare con la bocca.
Le sue dita nascoste tra le mie piaghe più intime, iniziarono a muoversi lentamente in modo circolare, affondando sempre di più, portandomi alla soglia del piacere senza riuscire ad afferrarlo –Ti prego Edward, ti voglio, non resisto più- e lo sentii ridere sussurrando accanto al mio orecchio –Anche io ti voglio piccola e tanto anche; sento quanto sei eccitata e questa eccita anche me- mentre le sue mani continuavano a torturarmi –Allora smettila di giocare e muoviti- gli dissi senza troppi giri di parole
-Ahaahahahahahahahah, ma piccola, come ben sai l’eccitazione non è nient’altro che l’anticamera del piacere- e mentre parlava continuava a torturarmi in quel modo così delizioso che per un momento credetti di essere ad un passo dalle porte del paradiso dove uno splendido orgasmo aspettava solo me, ma appena prima di lasciarmi andare, sfilò le dita e mi ricordò l’appuntamento nel suo appartamento per quella sera, lasciandomi un pizzicotto sul sedere e se ne andò sogghignando.
Non feci n tempo a girarmi per tirargli dietro qualcosa per vendetta che quello sbruffone era già fuori dalla porta e se l’era richiusa alle spalle.
Mi accasciai a terra cercando di riprendere fiato, calmare il battito impazzito del mio cuore e far passare le vampate che mi stavano facendo prendere fuoco; certo avrei potuto provvedere per conto mio ma sinceramente preferivo che fosse lui a prendersi cura di me. Certo che il mio uomo sapeva perfettamente come farmi
impazzire. Guardai l’orologio sulla parete che indicava le sette e mezza, avevo giusto un’ora per potermi fare la doccia e prepararmi e, dato che il signorino mi aveva fatto impazzire e mollato sul più bello, decisi che gli avrei reso pan per focaccia, lo avrei torturato e fatto impazzire dalla voglia di possedermi. Mi tolsi le fascette e poi chiusi la palestra per risalire in casa. Mi fiondai sotto la doccia e mi dedicai un pochino al mio corpo cercando di sciogliere tutta la tensione accumulata in quella giornata infernale. Speravo solo che la serata sarebbe stata meravigliosa. Mi cosparsi di crema e poi mi infilai un completino rosso fuoco perizoma e reggiseno di pizzo. Me lo aveva regalato Alice per un natale insieme al vestito rosso lacca aderentissimo che stavo per indossare per quella serata e che mai, prima di oggi, avrei pensato nella mia vita di avere l’occasione di poterlo mettere. Alice aveva ragione quando mi aveva detto “Nella vita non si può mai sapere”…..come ci aveva preso!!!!!
Angolino delle autrici
Il più è stato detto sopra quindi ci pare superfluo tediarvi ancora. Ci scusiamo ancora per l’enorme ritardo e cercheremo di riprendere i vecchi ritmi piano piano. Speriamo che il capitolo vi sia piaciuto e che ancora apprezziate questa storia da seguirci e magari lasciarci un vostro pensiero, bello o brutto che sia ci fa comunque piacere.
Ricordiamo qui le nostre avventure già in corso:
My first, my last, my everything di Passion80
Pensieri in parole di Passion80
Passion of mind di Passion80
The book of the days di Mikkiko78
Everytime you touch me di Mikkiko78
BlackOut di Mikkiko78
Capitolo 17 – Paparazzi
POV Emmett
–Signorina Swan è vero che lei ed il Sig. Cullen pensate al futuro????-
-Perché non ci ha detto subito che lei era la misteriosa moretta della terrazza???-
-Avete già pensato a quando finirà il campionato???-
-Se non dovessero confermare il contratto al Sig. Cullen lei che farà?? Lo seguirà in un’altra scuderia???-
Basta, avevo sentito abbastanza ed avvertivo la tensione crescere anche in Bella,
Mentre ancora si stringeva a me e via via si stava calmando, avvertimmo l’audio di uno dei monitor posti all’interno del box dal quale di solito seguivamo la conferenza stampa -……si sono barricati dentro il box quindi non possiamo chiedere nulla alla Signorina Swan anche se il Sig. Cullen ieri sera ci ha detto palesemente che stanno insieme quindi una conferma da parte di lei a questo punto sembra superflua…..- il giornalista continuò il suo servizio mentre io ormai avevo gli occhi puntati su mia
Piano piano il suo volto aveva assunto un’espressione molto diversa da quella precedente. Dalla disperazione passò direttamente all’esasperazione per poi culminare nella vendicativa. Mi scostai piano dal suo fianco in preda al panico che stesse per scoppiare la bomba ma invece, contro le mie previsioni, la vidi partire a passo di carica verso il kart che l’avrebbe
-Si può sapere cosa stai ridendo li da solo e soprattutto perché Bella è partita
Una volta in camera mi feci una doccia lampo e mi cambiai, poi buttai tutto in valigia e preparai un biglietto per Rose spiegandole meglio l’accaduto proprio mentre il mio cellulare squillava. La mia sorellina era stata fin troppo prevedibile stavolta. Aveva richiesto un cambio quindi eravamo tutti e due sul prossimo volo per l’Italia che sarebbe partito da li a due ore, giusto il tempo di andare in aeroporto e fare il check-in. Controllai se avevo preso tutto e chiamai la hall per farmi prenotare un taxi.
Chiesi se mia sorella era già andata via e mi informarono che stava prendendo un
Sapevo bene che avvicinarla sarebbe stato solo peggio quindi, fino a che non ci imbarcarono, non mi palesai, tanto, una volta sull’aereo non sarebbe più scappata quindi…… Attesi che si sedesse al suo posto e poi presi posto accanto a lei. Il suo sguardo era concentrato fuori dall’oblò e nemmeno si rese conto di avere qualcuno accanto finchè non mi schiarii la voce e lei si voltò. Se gli occhi potessero uccidere io sarei sicuramente stato un cumulo di cenere in cinque secondi.
Mi risvegliai di colpo col brutto presentimento che mia sorella già si fosse data alla fuga invece, girandomi, mi resi conto che si era addormentata anche lei. Aveva un’espressione così dolce quando dormiva…….giusto quando dormiva ormai, di solito mi pareva Terminator….è proprio vero che l’amore ti cambia……povero Edward,
Recuperammo i bagagli e mi tenni di alcuni passi dietro di lei mentre la sua sembrava una carica contro il nemico. Mi chiedevo ancora come facesse dopo tutto quel tempo a non aver ancora sbollito al rabbia, anzi, se era possibile, mi sembrava stesse pure peggio di prima. Come accesi il cellulare mi arrivarono subito delle notifiche di chiamate perse mentre eravamo in volo fra cui alcune di Edward. Ovviamente avevo lasciato precise istruzioni di non avvertirlo,
Varcammo i cancelli di casa un’ora dopo e lei mi mollò il borsone per poi correre dritta in palestra dalla quale dopo pochi secondi iniziò a propagarsi una canzone che non lasciava molto all’immaginazione.
http://www.youtube.com/watch?v=QEjgPh4SEmU (aprite in un'altra finestra)
Ridendo mi diressi su per le scale per posare la valigia di Bella a casa sua e proprio
Non potei fare a meno di scoppiargli a ridere in faccia, povera vittima inconsapevole –Hei, una domanda per volta, siamo appena tornati e questa musica è la tua Bella in palestra, fossi in te starei attento a scendere, ora sono veramente cazzi tuoi, amico!!!!- e continuai a ridere lasciandolo sempre più perplesso –Comunque devo posare la valigia di Bella a casa sua, mi raccomando se scendi, non dire nulla fino a che non arrivo pure io, non voglio perdermi la scena- e me ne andai continuando a ridere, stavolta davvero lo avrebbe polverizzato.
POV Edward
Ero tornato da poco nel mio appartamento per sincerarmi che mio padre se ne
Mi diressi con passo cauto verso lo stereo per abbassare la musica e come smorzai
Bella respirava profondamente per cercare di rispondere a suo fratello senza abbattere le pareti della palestra mentre il suo guantone sinistro era fermo sul mio braccio come per sincerarsi che non tentassi la fuga…..in effetti forse non aveva tutti i torti.
-Emmett…..fuori- lui la guardò facendole una smorfia poi mi rivolse uno sguardo
Si voltò a guardarmi dritto negli occhi. Ora il suo sguardo era fredda decisione e sinceramente non sapevo se fosse peggio questo oppure il killer spietato di prima.
-Ti rendi conto che in tre nano secondi saremo su tutti quei giornaletti scandalistici di merda che tanto odio e che diffondono il gossip mondiale??? E’ questo che è per te la nostra storia??? Un flirt della stella del motomondiale???? E’ questo Edward????-
Finalmente riuscii a capire a cosa era dovuto tutto quello; sicuramente doveva aver
Sgranai gli occhi, tutto mi sarei aspettato tranne che fosse stata proprio assalita dai giornalisti direttamente in pista –Che?? Cosa??? Chi ti ha assalito??? Stai bene vero??? Dimmi quello che è successo???- ma lei tornò a guardarmi storto –ADESSO TI PREOCCUPI?????? Credevi davvero che dopo la tua genialissima uscita non mi avrebbero cercato??? Si sono presentati davanti l’entrata del nostro box appena finita la corsa, mentre stavo riponendo l’attrezzatura per far ripartire i tir con le moto e d’improvviso
–Tesoro mi spiace, non avrei mai voluto che succedesse tutto questo casino- e presi il suo viso fra le mani accarezzandola –Lo so….so che non te ne sei reso conto, sono arrabbiata ma soprattutto con loro, per questo modo che hanno di fare e disfare le notizie, tu non c’entri anche se da oggi in poi cammineremo su un campo minato, ma alla fine abbiamo appena iniziato a stare insieme, non sappiamo nemmeno noi dove ci porterà tutto questo; non dobbiamo ne sposarci, ne mettere al mondo dei figli quindi adesso il problema non si pone e vedremo di farli tacere il più possibile- e la vidi avvicinarsi alla panca e sciogliere i lacci dei guantoni mentre io riflettevo sulle sue parole.
POV Bella
Stavo sciogliendo i lacci dei guantoni ma tutto quel silenzio mi pareva strano. Mi
–Se lo dici tu…..Ehm….volevo dire…..hai ragione…..ora, per favore, possiamo pensare a goderci questa serata???- lo guardai alzando un sopracciglio, sembrava come assorto ed il mio radar captava strane vibrazioni –Sai Cullen, ogni tanto non ti capisco, ma in momenti come questo ho il vago sospetto che tu mi stia nascondendo qualcosa e tremo al solo pensiero di cosa stia macchinando il tuo acutissimo cervelletto- gli dissi squadrandolo. Lui sembrò come piccato ma cercò di mascherare le sue emozioni dietro la migliore faccia da poker
Due braccia mi bloccarono in una morsa ferrea. Provai a liberarmi ma invece di
I miei capezzoli, ormai sensibili, vennero stuzzicati ad arte, mentre la pelle del collo cedeva sotto l’attacco di baci umidi e bollenti alternati da soffi leggeri.
-Edward….ti prego- sussurrai
Intrappolata tra lui ed il sacco, il viso appoggiato alla plastica, le mani appoggiate ad
Le sue dita nascoste tra le mie piaghe più intime, iniziarono a muoversi lentamente in modo circolare, affondando sempre di più, portandomi alla soglia del piacere senza riuscire ad afferrarlo –Ti prego Edward, ti voglio, non resisto più- e lo sentii ridere sussurrando accanto al mio orecchio –Anche io ti voglio piccola e tanto anche; sento quanto sei eccitata e questa eccita anche me- mentre le sue mani continuavano a torturarmi –Allora smettila di giocare e muoviti- gli dissi senza troppi giri di parole
Non feci n tempo a girarmi per tirargli dietro qualcosa per vendetta che quello sbruffone era già fuori dalla porta e se l’era richiusa alle spalle.
Mi accasciai a terra cercando di riprendere fiato, calmare il battito impazzito del mio cuore e far passare le vampate che mi stavano facendo prendere fuoco; certo avrei potuto provvedere per conto mio ma sinceramente preferivo che fosse lui a prendersi cura di me. Certo che il mio uomo sapeva perfettamente come farmi
Angolino delle autrici
Il più è stato detto sopra quindi ci pare superfluo tediarvi ancora. Ci scusiamo ancora per l’enorme ritardo e cercheremo di riprendere i vecchi ritmi piano piano. Speriamo che il capitolo vi sia piaciuto e che ancora apprezziate questa storia da seguirci e magari lasciarci un vostro pensiero, bello o brutto che sia ci fa comunque piacere.
Ricordiamo qui le nostre avventure già in corso:
My first, my last, my everything di Passion80
Pensieri in parole di Passion80
Passion of mind di Passion80
The book of the days di Mikkiko78
Everytime you touch me di Mikkiko78
BlackOut di Mikkiko78
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