Capitolo 18 - TNT


Dove eravamo rimasti……
Edward è stato sospeso insieme a Jacob per due turni a seguito di una zuffa nei box davanti alle telecamere dei giornalisti. Vive male questa divisione dalla sua amata Bella perché lei continua a seguire il team su i circuiti mentre lui è costretto a casa a vedere le corse alla tv ed a sentirla al telefono. A seguito della visita di suo padre Edward si stranisce a morte fino a trovarsi a dover uscire per respirare un pochino e tornando a casa trova fan e giornalisti fuori dai cancelli della ditta che gli chiedono l’identità della moretta sconosciuta con cui è stato beccato a baciarsi sul balcone dove si svolgeva la festa di compleanno di Riley, suo compagno di team. Nel momento in cui Edward, senza preoccuparsi delle conseguenze, dichiara di essere innamorato del suo capo meccanico dei box scoppia il putiferio. Lui non si rende conto di aver lanciato una vera e propria bomba mentre Bella, subito dopo l’ultima gara, si ritrova un nutrito gruppo di giornalisti che chiedono conferma della sua storia con l’astro nascente del motomondiale……e Bella capisce che Edward ha parlato troppo. Ormai sul piede di guerra, e convinta più che mai a farlo fuori, parte col primo volo per tornare a casa a dare una bella strapazzata al suo ragazzo seguita a ruota da Emmett, suo fratello, che per nulla al mondo vuole perdersi la scena. Al rientro in sede Bella si dirige direttamente in palestra per scaricare la rabbia ed appena arriva anche Edward, Emmett viene rispedito a casa abbattuto perché si perde tutto il divertimento. Bella urla verso Edward le sue paure, avendo visto la storia dei suoi genitori derisa e disturbata dai rotocalchi di gossip, Edward cerca di rassicurarla che per loro sarà diverso finchè, giocando sporco, inizia a farla eccitare lasciandola sul più bello accaldata, vogliosa ed eccitata da matti in palestra mentre lui se la da a gambe dicendole che l’aspetta a cena da lui quella sera. Perfetto, lui vuole giocare…..avrà pane per i suoi denti; Bella è decisa a controbattere sporco al gioco di Edward e si mette in tiro per farlo stramazzare dal piacere……ci riuscirà?????


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Me ne ero andato lasciandola eccitata, vogliosa, pronta per me, proprio come lo ero io per lei ed era stato un dolore fisico per entrambi, ne ero certo. Era così pronta e reattiva che maledivo la mia testa bacata e la stupida idea dell’attesa. Presi un profondo respiro cercando di calmare ogni singola cellula del mio corpo; le avevo promesso una cena e volevo donarle una notte speciale che avrebbe ricordato per sempre. Non essendo mai stato un mago ai fornelli avevo deciso per qualcosa di facile e speciale. Un veloce giro al supermercato e avevo trovato tutto ciò di cui avevo bisogno. Controllai l’ora compiacendomi della scelta fatta, sarei riuscito a compiere la mia opera in tempo per accogliere la mia amata senza farmi trovare impreparato. Ricontrollai tutto per bene: le candele profumate erano accese e davano alla stanza un profumo inebriante ed un aspetto rilassante; il cibo era pronto: ostriche già belle sgusciate, cruditè di verdure e gelato cioccolato e menta, proprio come piaceva a lei. Lo spumante nel cestello bello fresco, pronto per essere aperto. Feci una doccia veloce e mi preparai Quando il campanello suonò stavo finendo di arrotolare l’ultima manica della camicia bianca alla quale avevo abbinato jeans slavati blu scuro. Buttai nel cesto della biancheria sporca l’asciugamano con cui avevo tamponato i miei capelli ribelli senza asciugarli o domarli…..sapevo che lei impazziva per il mio ciuffo sbarazzino. Mi diressi veloce verso la porta ed aprii ritrovandomi davanti una dea di rosso vestita……un diavolo in gonnella…..la mia più grande tentazione…..la delizia dei miei occhi……mi mancò immediatamente il respiro mentre nei piani bassi qualcuno già pregustava la festa…..in effetti pensandoci bene forse non avevamo poi così fame.


Lei mi sorrise conscia di quello che stava succedendo al mio cuore ma soprattutto al mio amichetto –E’ qui la festa???- mi chiese spiritosa mettendosi ancora più a favore dei miei occhi. Quel vestitino rosso peccato la fasciava mettendo in risalto quelle adorabili curve che amavo venerare; le sue lunghe gambe erano tutte alla mercè dei miei occhi e lo scollo lasciava che io potessi godere la vista del suo decolté senza molto lasciare all’immaginazione. Alla quarta volta che deglutii a vuoto lei mi appoggiò le mani sul petto avvicinandosi al mio orecchio –Posso entrare oppure passiamo la serata sul pianerottolo???- il suo fiato caldo mi solleticò e mi fece riempire di brividi, sapeva come mandarmi in pappa il cervello. Troppo scosso per rispondere mi feci da parte lasciandola entrare per poi richiudermi la porta alle spalle con un calcio senza nemmeno guardare per non perdermi nemmeno un secondo dello spettacolo che lei mi stava riservando. Camminava lenta e sinuosa per il mio soggiorno dandomi una visuale perfetta del suo lato B da urlo finchè non si fermò guardando le candele e la tavola apparecchiata. Si voltò con il viso illuminato ed io mi presi la mia prima rivincita –E’ di suo gradimento mia signora????- le dissi avvicinandomi e stringendola a me. Era emozionata, non si aspettava che l’avrei accolta così e, non potendo più farne a meno, la strinsi forte a me e poggiai le mie labbra sulle sue in un bacio che di casto aveva veramente poco. Volevo che capisse quanta era la mia voglia e che, molto probabilmente, non saremmo arrivati nemmeno all’antipasto.
Fu il suono del campanello a destarci dalla magia di quel bacio. Ci guardammo confusi poi lei abbozzò un sorrisetto –Sarà sicuramente Emmett che vuole controllare se ci siamo ammazzati oppure no- io sorrisi alle sue parole –Vado io tesoro e lo liquido in un secondo così poi riprendiamo il discorso- e lasciandomi un bacio fugace si avviò verso la porta mentre io tornavo in cucina. Ma certo che avremmo ripreso il discorso ed ero anche più che convinto che avrebbe apprezzato il modo in cui lo avremmo affrontato. Avevo qualche minuto, giusto il tempo che ci avrebbe messo a dare il ben servito a suo fratello, quindi mi diressi di corsa in camera per poter mettere in atto la mia sorpresa per la mia adorabile tentatrice……a questa tentazione sarebbe stata lei a non poter resistere…….





Ero entrata pronta a fargli mangiare la polvere proprio come quando correvamo in moto ma vedere quanto amore e cura aveva messo nella preparazione della tavola, non trascurando nulla, mi aveva intenerita ed ora avevo voglia solo di baciarlo fino a non avere più fiato nei polmoni……in effetti ero certa che anche lui pensasse la stessa cosa e fosse dell’idea di saltare a piè pari la cena per concedersi svaghi molto più interessanti, ma a rompere la magia di tutto era arrivato il campanello. Emmett ci aveva lasciato a scannarci in palestra, era probabile che fosse passato a controllare i danni, quindi dissi ad Edward che ci pensavo io a dare all’orso un bel calcio nel posteriore per poi tornare ai nostri divertimenti.
Quando aprii la porta però mi trova investita da un piccolo ciclone in gonnella seguita da un Jasper ormai esasperato….anzi rassegnato; in effetti stare con Alice era un vero e proprio lavoro a tempo pieno, io lo sapevo bene, mia cugina certe volte aveva la delicatezza di un elefante in una cristalleria
–Belllaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa…..- i miei poveri timpani ormai erano completamente andati –Tesoro, siamo passati da te ma non rispondeva nessuno quindi abbiamo provato qui da Ed, ma fatti vedere, sei uno spettacolo, dove ve ne andate di bello a passare la serata???- Era difficile parlare con Alice finchè non aveva esaurito le sue domande, quindi attesi pazientemente finchè non arrivò il mio turno –Veramente volevamo cenare qui a casa….. ma che ci fate qui???- lei strabuzzò gli occhi come se avessi appena bestemmiato –Ma come perché siamo qui!!!!! La prossima settimana a Milano c’è la fashion week, credi davvero che me la potrei perdere????- le sorrisi mestamente mentre Jasper mi regalava uno sguardo di comprensione. Li feci accomodare sul divano e gli offrii un aperitivo –Bella ma mio fratello che fine ha fatto??- allungai lo sguardo fino alla porta della cucina ma non sentivo arrivare nessun rumore –Forse è in bagno. Quando avete suonato è andato di là a controllare la cena quindi dovrebbe arrivare a mo….- ma fui interrotta da una musica a tutto volume.

Strabuzzai gli occhi conscia che stava per succedere qualcosa che avrei ricordato per gli anni a venire. Di punto in bianco, proprio come nella scena del film, Edward entrò strisciando sui calzini “vestito solo di una scopa” mostrando al vento, ma soprattutto a suo fratello ed a mia cugina, il suo superbo lato B, ignaro del pubblico alle sue spalle. Iniziò a cantare a squarcia gola e si voltò gelandosi sul posto. Mi voltai per vedere i miei ospiti e trovai una paonazza Alice che si copriva gli occhi mentre Jasper tentava di farle scudo dalle grazie al vento di suo fratello. Mi voltai verso Edward che stava cercando, nemmeno tanto efficacemente, di coprirsi con la scopa. Gli tirai un cuscino che raccolse al volo per poi dileguarsi in un nano secondo oltre la porta della camera, lasciandomi come una fessa a chiedermi da quale male ero affetta nel momento in cui mi ero innamorata di quel soggetto!!!!
Cercando di riacquistare lucidità mi sedetti sul divano invitando Jasper ed Alice a fare lo stesso mentre ancora ci guardavamo l’un l’altra senza trovare parole per commentare. Un colpo di tosse annunciò il ritorno di Edward in soggiorno. Era rosso in volto e non aveva il coraggio di guardare nessuno in faccia, soprattutto la sottoscritta. Fu Jasper a rompere il silenzio imbarazzato –Eccolo qui il nostro moderno Tom Cruise- e scoppiammo tutti in una risata a crepapelle. Restarono ancora poco e poi ci salutammo con la promessa che ci saremmo rivisti spesso in quella settimana raccomandando ad Edward di avvertire se prima aveva intenzione di replicare qualche altra prestazione cinematografica, tipo Streaptease con Demi Moore.
Risi fino alle lacrime….ero certa che Jasper non l’avrebbe fatta passare tanto liscia al fratello e se, disgraziatamente, Emmett fosse venuto a saperlo, sarebbe stata la fine della reputazione di Edward…..per un attimo mi fece tenerezza…..solo per un attimo però, finchè non tornai a pensare alla figura barbina che mi aveva fatto fare con mia cugina e suo fratello. Appena chiusi la porta mi accomodai sul divano guardandolo in cagnesco; sapeva che non se la sarebbe cavata a buon prezzo stavolta.
-Mi spieghi cosa ti è saltato in mente???- mi aspettavo delle scuse ma solo silenzio avvertii alle mie spalle. Non feci in tempo a girarmi per vedere cosa stesse combinando o dove cavolo fosse finito e soprattutto perché diamine non mi rispondeva che fui bloccata dalla sua voce roca che mi sussurrava in un orecchio –Come scusa?- quel sussurrò scatenò brividi in tutto il mio corpo. Le sue mani presero a massaggiare le mie spalle lasciate scoperte dal mini abito che indossavo. Reclinai la testa indietro e subito la sua bocca trovò la mia. Piano si staccò da me e non perdendo il contatto con i miei occhi fece il giro del divano. Il suo sguardo parlava più di mille parole; sapevo cosa voleva ed un sorriso divertito affiorò sulle mie labbra. Il cuore iniziò a battere come un forsennato nel momento in cui si abbassò verso di me ancora seduta sul divano. La sua bocca lasciò una scia bollente lungo il mio collo mentre le sue mani iniziarono ad accarezzarmi le gambe tirandomi verso di lui e divaricandole. Fu in quel momento che si rese conto del filo interdentale di pizzo che avevo indossato come biancheria intima e preso da un impeto improvviso lo raccolse fra i denti e lo strattonò via fino a romperlo –Ma……insomma, mi piaceva!!!!- mi lagnai come una bambina capricciosa per prenderlo in giro –Anche a me….non sai quanto…..domani te ne compro una valanga…..poi però ti voglio sulla moto con la tuta di pelle e solo questo sotto- quel pensiero ebbe la potenza di una bomba e sentii la mia eccitazione aumentare esponenzialmente mentre lui riprendeva posto fra le mie gambe lambendo la mia intimità con la lingua e con le dita. Quando l’orgasmo mi colpì in pieno come una fucilata lui restò li a coccolarmi ancora per un po’ lasciandomi dolci baci fra l’intero coscia ed il ginocchio, poi lo vidi rivolgermi uno sguardo serio. Di punto in bianco la sua espressione era cambiata e non capivo proprio cosa potesse essere successo –Sposami!!!!- mi disse più diretto di una padellata in testa. Inarcai le sopracciglia e poi scoppia in una sonora risata –Come???!!!- lui rimase serio ed anche indispettito direi dalle mie risate –Ho detto sposami Bella- ma io non riuscivo a smettere di ridere –Stai scherzando vero???- Edward mi rivolse uno sguardo ancora più serio incrociando le braccia al petto –Perché dovrei scherzare?? Non scherzo su un discorso del genere, non ho mai scherzato con i tuoi ed i miei sentimenti e lo sai- non poteva davvero dire sul serio. Insomma ero a gambe spalancate e gioie al vento davanti a lui, ancora in preda ai postumi di un megagalattico orgasmo e lui mi chiedeva di sposarlo. A parte il romanticismo latente della situazione, del quale ovviamente il mio ragazzo era carente, non poteva dire sul serio –Edward, siamo insieme da solo tre mesi- ma lui si spazientì alzandosi e puntando i piedi come un bambino capriccioso –A me bastano per sapere che voglio passare la mia vita con te!!!!-
In quel momento mi resi conto che non stava per niente scherzando. Mi misi seduta meglio calando il vestito in modo da riprendere un pochino di decoro per affrontare un discorso del genere –Edward…..anche io voglio passare la vita insieme a te ma non mi voglio sposare dopo solo tre mesi….non cambia nulla aspettare, non ti pare??- stavo cercando le parole migliori perché non mi fraintendesse. Avevamo sempre corso nella nostra storia ma il matrimonio era una cosa seria e non poteva essere fatta così su due piedi, presi dalla frenesia del momento. Era dubbioso ora, sembrava stesse riflettendo –Mh, ne riparleremo- e così dicendo si diresse in cucina per portare in tavola la nostra cena. Ero certa che presto quella sua idea strampalata sarebbe tornata a galla. Non era che non volevo sposarlo, lo avrei fatto di certo, lo amavo davvero, ma sarebbe successo a tempo debito, su questo non avrei mai ceduto!!!!





Tornare in pista era stato come tornare alla vita. Avevo vinto quindi come rientro non potevo ambire a meglio ma la corsa era stata davvero dura. La pioggia si era abbattuta incessantemente durante tutte le prove libere, le qualificazioni e poi proprio durante la gara. Avevamo lavorato al meglio e non ci eravamo risparmiati, Bella mi aveva seguito anche diverse volte in pista sotto l’acquazzone ed in effetti, nel viaggio di ritorno, mi era sembrata non proprio al massimo della forma ma alla fine eravamo arrivati alle tanto agogniate ferie. Saremmo stati fermi per un mese e finalmente io e Bella avremmo potuto goderci in santa pace il nostro amore, solo io e lei, senza in mezzo la squadra, il team, la società e tutto il resto. Laguna Seca per me era tornare in patria ma non era un’esperienza bella perché stare troppo vicino a quel soggetto che amava appellarsi come mio padre mi faceva sempre stare male. Sentivo addosso una pressione eccessiva. La fortuna aveva voluto che fosse solo mia madre a venirmi a vedere durante la corsa adducendo degli impegni lavorativi che avevano trattenuto Cullen Senior. Non potevo essere più felice, evidentemente l’ultima chiacchierata con mio padre aveva prodotto i sui frutti e lui aveva finalmente compreso di dovermi stare alla larga. 
Un leggero lamento mi strappò dalle braccia di Morfeo. Mi girai sul fianco e allungai la mano verso quel basso rumore. Trovai subito il corpo caldo di Bella……insomma definirlo caldo era riduttivo, era bollente!! Subito accesi la luce del comodino e la trovai rossa in volto per l’alta temperatura del suo corpo, povera cucciola. Mi sentivo responsabile, si era raffreddata per colpa mia, per assistermi nelle qualificazioni ed ora sembrava un cucciolo indifeso. Le misi un impacco freddo sulla fronte e la vegliai durante la notte ma dormì molto male, agitandosi di tanto in tanto. Quando aprì gli occhi la mattina seguente li aveva rossi e lucidi. Le sorrisi accarezzandole le guancie ancora belle calde –Buongiorno mio piccolo tesoro, come ti senti?- lei cercò di sorridermi abbozzando una smorfietta sul musetto adorabile –Indomma, non bi sento benissimo ma comunque meglio di stadotte- mi scappò un sorrisino mentre continuavo ad accarezzarle la guancia –Dod ridere, dod è divettente- Era adorabile con quel faccino corrucciato –Bene qui qualcuno deve andare assolutamente dal dottore- ma lei svogliatamente storse la bocca scuotendo la testa –Do!!!- era cocciuta come sempre, quel lato di lei non veniva mai messo ko nemmeno dall’influenza –Non te lo stavo chiedendo, te lo stavo ordinando- ma lei continuava a scuotere la testa –Dooooooooo, dod ci vado, putto e batta!!!!- e fece per alzarsi ma un capogiro la fece ricadere nel letto fra le mie braccia –Ok, cocciutona ma oggi pomeriggio starai insieme ad Emmett mentre io vado a portare del materiale ai box in modo da non rimanere da sola- lei mi guardò storto –Ok- e le baciai il broncetto adorabile stringendola a me.
Mi accordai con Emmett che, con una scusa, l’avrebbe portata a sua insaputa dal dottore. Sicuramente sarebbe tornata incazzata come un picchio ma la sua salute veniva prima di tutto…..al resto poi avremmo pensato dopo e magari, se mi diceva bene, avremmo poi fatto pace nel mio modo preferito….
Bella entrò in casa sbattendo la porta. L’avrebbero sentita a kilometri di distanza; ebbi il sospetto che la cornice della porta si fosse staccata dal muro con lo schianto. Mi affacciai dalla cucina pronto ad affrontare il mio adorato ciclone –Allora, cosa ha detto il dottore???- lei mi guardò mettendo le mani sui fianchi –Che scei un tradidore!!!!! Etcccciiiiiiiiii- tanto perché ancora si ostinava a non volersi far curare –Ahhhhhhh….E per quale motivo sarei un traditore???- la guardai sorridendole cercando di calmarla –Che bidogno c’ela di ditturbade mio fradello ed invendardi tutta quella sdoria per pordarmi dal doddore a tradimendo, non ho mica cingue addi!!!!- mi fermai ad osservarla. Quell’aria corrucciata, il piedino che batteva a terra….si, il mio tesoro faceva proprio i capricci ed io sorrisi a quel pensiero…..l’amavo anche per questo. Un flash mi colpì come un fulmine a ciel sereno “Pensa Edward come sarebbero belle due bambine con quel musetto e gli adorabili occhi della loro mamma che scorazzano per casa rendendo la tua vita un inferno…..” Mi meravigliai…… non avevo mai pensato a dei figli nostri ed all’improvviso ero riuscito addirittura ad immaginarmeli. Tornai a concentrarmi sulla mia donna che aspettava una risposta e rimisi quel pensiero da parte per poi riprenderlo con calma –Ti conosco bene, mascherina, avresti preso solo dell’aspirina ed avresti aspettato che ti fosse passato tutto, mandando sicuramente a fanculo le nostre vacanze, quindi…….- lei mi studiò attentamente, non era disposta a concedermi l’ultima parola…… mai!!!! –Quiddi nulla, mi ha dato ciolo l’antibiodico!!!!- A quella parola una lampadina si accese nella mia testa…..antibiotico….ed un sorrisino impertinente si disegnò sul mio volto –Edwadd pecchè stai ridedo???- mi riscossi subito dai miei pensieri –Nulla amore mio, sono solo contento che tu guarisca in modo da poter portare la mia principessa un po’ in vacanza- lei mi scrutò sospettosa poi la stanchezza la vinse e si avvicinò fino a strusciarsi sul mio petto per abbandonarsi al mio abbraccio in cerca di coccole.


Angolino delle autrici
Bene, adesso possiamo dirlo ufficialmente. Adrenalin è ripartita. Ci dispiace per la lunga attesa alla quale vi abbiamo sottoposto ma i problemi sono stati tantissimi. Ora invece che ci siamo liberate da molti ostacoli possiamo assicurarvi che non ci saranno più pause protratte ma aggiornamenti continui, fino alla fine della storia, perché siamo più che mai convinte di portarla fino alla sua conclusione. Speriamo siate ancora disposte a fare uno sforzo per leggerci e che magari questo capitolo possa esservi piaciuto come i precedenti. Qui sotto li lasciamo le nostre fatiche, attendiamo le vostre critiche e speriamo pochi lanci di frutta marcia.
Un bacione
Mikkiko e Passion
Prima di tutto, per chi ancora non lo sapesse, in concomitanza con gli aggiornamenti di adrenalin stiamo pubblicando una nuova long sempre frutto della nostra collaborazione, una storia speriamo che possa stregarvi come questa.
La trovate qui, vi attendiamo numerose
"Rebel Blades"
My first, my last, my everything di Passion80
Pensieri in parole di Passion80
Passion of mind di Passion80
The book of the days di Mikkiko78
Everytime you touch me di Mikkiko78
BlackOut di Mikkiko78

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