
http://www.youtube.com/watch?v=ZGoWtY_h4xoPOV Edward
Era stata la serata più sensazionale della mia vita. La mia donna finalmente, non ne potevo più di stare nascosto come un ladro ma lei mi aveva assicurato che avrebbe parlato con suo

padre ed avremmo risolto tutto. Capivo perfettamente che volesse essere lei a parlargliene prima che lo venisse a sapere da qualcun altro ed anche Emmett ci aveva messo in guardia. Era ovvio che se Charlie avesse saputo da terze parti della nostra relazione non l’avrebbe presa molto bene però non capivo perché Bella stesse perdendo tutto quel tempo. In fondo suo padre mi conosceva, sapeva che non ero un puttaniere oppure un ragazzo senza principi, magari li per li avrebbe fatto storie ma avrei potuto dimostrargli che facevo sul serio, che per me lei era più importante di tutto, soprattutto della mia carriera, che avrei voluto con lei una famiglia un giorno, che avrei fatto di lei la mia unica ragione di vita, ma lei perdeva tempo, diceva sempre che non era l’occasione giusta, anche se poi alla fine anche Emmett premeva perché si desse una mossa. Mi sembrava come se mi stesse nascondendo qualcosa e quella strana sensazione non mi piaceva per niente. Ero più che

convinto di parlargliene alla festa di Riley ma poi lei è arriva vestita, anzi svestita, con quella tutina nera di pizzo ed il mio cervello……o magari qualcosa più in basso…..aveva iniziato a dare i numeri. Era bellissima, indossava la catenina che le avevo regalato e che l’aveva mandata in catalessi un paio di volte. Il mio amore, era così inconsapevole di essere la luce della mia vita che non si rendeva conto tante volte di farmi perdere la testa con una semplice gesto. Alla fine la lontananza da lei stava diventando insopportabile, quel fare finta di essere appena conoscenti mi stringeva il cuore in una morsa quindi avevo controllato che non ci fossero occhi indiscreti e l’avevo portata ai bordi della terrazza dove tutti erano così concentrati a ballare e bere che non potevano certo fare caso a noi. Lei aveva provato in tutti i modi a farmi desistere dalle effusioni in

pubblico ma piano piano sentivo come si stava abbandonando, anche la sua forza di volontà, accanto a me, vacillava, e ne avevo approfittato per ridurla al mio volere prima di baciarla appassionatamente. Quello era stato solo l’anticipo di ciò che sarebbe arrivato dopo, una volta a casa. La festa era stata grandiosa ma avevo passato tutta la serata avvinghiato a lei, come se fosse stata la mia bombola di ossigeno, senza la quale nemmeno respirava risultava facile.
Avevamo dovuto lasciare la festa separati, proprio come eravamo arrivati, io ero tornato con Jasper mentre lei era insieme ad Alice. Avevo temuto quel tragitto fin da subito. Il locale era distante da casa e sapevo che Jasper non sarebbe rimasto a lungo in silenzio sulla mia relazione con Bella. Per tutto il tempo che era stato in sede avevo evitato di restare da solo con lui proprio per non affrontare il

discorso. Alla fine sapevo come la pensava ma non volevo ascoltare nulla in merito. Sapevo bene che anche Bella ci era rimasta malissimo di quello che lui aveva detto appena saputo ed avrei dovuto rimettere a posto mio fratello. Capivo la carriera e tutto il resto ma per me Bella contava più di tutto e nessuno, nemmeno lui, mi avrebbe tenuto lontano da lei. Fu proprio la sua voce a risvegliarmi, appena montati in macchina –Edward dobbiamo parlare- ma lo bloccai subito sul nascere –Senti Jaz, io capisco tu abbia a cuore il marketing, la pubblicità, la carriera e tutte quelle stronzate li ma io voglio vivere la mia vita e Bella è la cosa più stupenda che mi sia mai capitata- ma voltandomi verso di lui lo vidi scuotere la testa e sorridere –E tu pensi davvero che il mio primo pensiero siano i soldi e la carriera??? Che cazzo di idea hai di tuo fratello???- lo interruppi nuovamente –No Jaz aspetta…- ma lui fece un gesto per farmi zittire –No Ed, ascoltami tu. Quando decisi di farti da agente fu il

tuo modo di correre che mi convinse che saresti diventato qualcuno. Di solito andavi da solo al circuito vicino casa a provare ma un giorno, se ben ricordi, la tua macchina non partiva e tu hai chiesto a me di accompagnarti. Io feci finta di andarmene perché tu eri categorico e non volevi che nessuno fosse li a vederti ma in verità parcheggiai e mi infilai nelle tribune per guardarti dagli spalti. Riconobbi il tuo casco col leone serigrafato che ti avevo regalato per natale e rimasi affascinato dal tuo modo di guidare la moto. Eravate un tutt’uno, sembravi veramente un leone in pista, la tua grinta era spettacolare e fu li che capii che potevi davvero avere un futuro e decisi che ti avrei

aiutato a raggiungere il tuo traguardo facendoti da manager. Qui stiamo parlando dei tuoi sogni Ed non dei tuoi soldi!!!! C’ero anche io quando papà ti portò la prima volta a vedere la Nascar a Daytona Beach, ho notato la luce nei tuoi occhi la prima volta che sei salito in sella alla tua prima moto, ho visto quanto ami correre in pista….non sono cieco, sono tuo fratello. Però so anche che hai 27 anni e fra poco non sarai più un giovincello e non ti verranno più fatte proposte come quella che hai adesso, di correre per team prestigiosi come la Ducati o di sponsorizzare varie marche per farti conoscere nel mondo. Guarda dove sei arrivato in un paio di anni. Ti rendi conto che sei la punta di diamante del Moto GP???? Tu e quell’altra testina di cazzo di Black, anche se ultimamente fa più compagnia all’asfalto che al traguardo, fortunatamente. Voglio che sia ben chiaro, Edward, che io trovo Bella una ragazza adorabile e che non smetterò mai di ringraziarla per averti cambiato così tanto. E’ solo merito suo se ora sei diventato quello che sei….- lo guardai stranito –E cosa sarei diventato, scusami???- lui scosse di nuovo la testa. Mi sembrava di essere dallo psicologo, mi stava mettendo in mutande e le sue parole erano così vere, cazzo!!!! –Quando sei arrivato qui in Italia Edward, eri solo un mocciosetto spocchioso e pieno di se, molto Cullen e poco

Edward, insomma, molto nostro padre- si bloccò voltandosi verso di me per guardare la mia reazione mentre io sgranavo gli occhi, poi riprese –Pensa a quando hai conosciuto Bella ed il vostro rapporto all’inizio. Tu non concepivi che il tuo futuro fosse in mano ad una donna, non capivi perché tutti la rispettassero quando per te non era nulla, non capivi come era possibile che ricoprisse quel ruolo. Poi ti sei reso conto che faceva il suo lavoro in modo supremo ed in quel momento hai iniziato a vederla con occhi diversi ma alla fine ti sei innamorato di lei e quando nostro padre l’ha offesa tu ti sei mosso in sua difesa facendoti anche insultare da Carlisle pur di difendere lei. Ora dimmi sinceramente…..quando mai, in questi 27 anni, sei andato contro il volere di nostro padre????- in effetti non ci avevo mai pensato. Carlisle non c’era quasi mai e per farsi perdonare la sua assenza ci ricopriva di regali e accontentava tutti i nostri capricci, compreso quello di correre in moto, che mia madre non aveva mai condiviso. Era proprio per quello che il suo modo di pensare era sempre stato radicato in me come quello giusto, fino a

che ero arrivato qui ed avevo scoperto tutto un mondo diverso. LEI mi aveva aperto gli occhi e mi aveva incantato con la sua semplicità –Si, in effetti non era mai successo fino a quel giorno in cui ho difeso Bella e lui mi ha detto che sono una femminuccia- Jasper scoppiò in una risata –Sai Ed, credo che venire in Italia sia stata la cosa migliore per entrambi. Anche conoscere Alice mi ha cambiato la vita, devo a lei molto, soprattutto il fatto di essere riuscito a staccarmi da dosso tutte quelle impostazioni del cazzo che nostro padre ci ha sempre fatto passare per principi di vita e cose giuste da pensare- mi rivolse un sorriso che ricambiai –Ora però il discorso è un po’ diverso. La mia unica paura è che tu trascuri tutto o, peggio ancora, mandi all’aria il tuo sogno per stare solo ed esclusivamente con Bella. Io non ho mai pensato che tu debba rinunciare al tuo amore, assolutamente, però ti dico solo di andarci piano. Avete tutta una vita per amarvi. Il tuo

sogno è sempre stato quello di fare corriera nel motociclismo ed allora fallo!!!! Hai il mio appoggio esclusivo, tutti qui abbiamo fiducia in te, sappiamo che ce la puoi fare ed anche Bella sicuramente, ma non trascurarlo perché un giorno non molto lontano, magari, potrei ritrovarti sposato con una famiglia e sentiti triste perché hai mollato di punto in bianco il tuo sogno arrendendoti senza mai sapere se avresti potuto davvero realizzarlo oppure no. La vita è una sola Edward e le occasioni come quella che ti è stata data ora non capitano mai due volte- lo guardai –Jaz…..- mi guardò anche lui serio –Non voglio tu mi risponda adesso. Voglio solo che ci pensi, per bene, e poi mi dirai cosa hai deciso- ed uscì dalla macchina. Solo in quel momento mi resi conto che eravamo a casa. Scesi anche io con la testa in fiamme; non erano sbagliate le sue parole però, per un attimo, avrei voluto essere solamente un ragazzo qualsiasi che viveva il suo amore con la donna che amava profondamente.
Triste e sconsolato arrivai fino alla porta di casa e trovai un biglietto attaccato con solo disegnato un cuoricino. Sapevo di chi fosse ed ebbe il potere di annullare tutti i miei pensieri e ridarmi il sorriso. Era sempre lei la mia fonte di felicità, sempre e comunque. Feci a due a due le scale che mi portavano al suo appartamento e bussai piano. Era tardi e non ci eravamo mai concessi di passare la notte uno in casa dell’altro ma quella sera era diversa, ne avevamo bisogno, e poi la mattina successiva avremmo dormito di più, quindi potevamo

coccolarci fino a tardi. Quando mi aprì la porta mi ritrovai davanti una visione. Lei coperta solo da una camicia bianca che mi guardava sorridendo. Eccola la mia dea….davanti a lei anche il pensiero più brutto si dissolveva in una bolla di sapone.
Mi prese per la cravatta che ancora indossavo e mi spinse con se dentro casa. Chiuse la porta con un calcio e poi si avventò sulle mie labbra. Quando mi erano mancate quelle dolci e succose labbra. Mi feci subito strada nella sua bocca alla ricerca della sua lingua che, insieme alla mia, iniziò un danza lenta e sensuale. Le miei mani accarezzavano la sua schiena sopra la stoffa mentre lei mi slegava la cravatta, portava la giacca oltre le mie spalle facendola ricadere a terra e sbottonava la mia camicia lentamente lasciando della carezze sul mio petto in grado di far guizzare i miei muscoli al passaggio delle sue mani. Una

volta rimasto in pantaloni scostai le sue mani per poter sbottonare la sua camicia e rivelare ai miei occhi quello che speravo……non indossava nulla sotto. Quando cadde a terra restai in estasi a contemplare quel meraviglioso corpo mentre lei mi guardava sorridendo ed arrossendo. Posai una mano sulla sua guancia e col il pollice accarezzai le sue labbra –Arrossisci amore mio??? Non ti credevo così pudica visto che mi hai atteso senza nulla addosso praticamente- e le sorrisi malizioso mentre lei scherzando mi mordeva leggermente il dito...poi portò le dita alla cinta dei miei pantaloni e mi spinse verso se

lasciando che i nostri bacini aderissero e mente faceva scendere pantaloni e boxer insieme ricominciai a baciarla lentamente. Il fuoco divampò in noi in poco tempo e quel bacio così dolce diventò presto un esplosione di lussuria. La afferrai per il sedere e lei con un semplice balzò saltò in braccio a me facendo scontrare le nostre intimità e riducendoci a gemere per l’attesa di quello che fra poco sarebbe successo. La portai fino al letto e poi ce la gettai sopra mentre lei rideva come una bambina. Mi regalai un altro attimo per poterla ammirare fra le lenzuola bianche mentre aspettava solo che la facessi mia e poi piano salii sul letto a gattoni fino ad arrivare accanto a lei. Appoggiai la testa sul braccio sinistro mettendomi di fianco per poterla ammirare mentre accarezzo il suo fianco e lei mi sorrideva accarezzando il mio petto –Mi sei mancato così tanto oggi- mi disse sussurrando –Anche tu…..mi sembrava di impazzire- e le accarezzai una guancia mentre riportavo le sue labbra sulle mie. Lei piano assecondò i miei movimenti e poi si portò seduta sopra di me

mentre ancora mi accarezzava il petto lasciando dolci carezze ovunque. Non avevamo mai fatto l’amore così, perché in quel momento di amore si trattava….non avevamo fretta, nessuno che poteva scoprirci, avevamo solo bisogno di ritrovarci.
Si alzò piano e poi ridiscese accogliendomi dentro di lei ed io posai le mani sui suoi fianchi mentre iniziava a muoversi piano su e giù prendendo un ritmo lento che mi stava portando al delirio. Portai le mie mani a coppa sui suoi seni ed iniziai a stuzzicare i suoi capezzoli mente lei abbandonava la testa indietro preda delle sensazioni che ci stavamo regalando. Mi alzai a sedere portando la mia bocca ad un seno mentre l’altro veniva pizzicato dalla mia mano sinistra. La stanza ormai era piena dei

nostri gemiti ed il ritmo si andava intensificando –Bella……amore mio….vieni con me…..- lei aumentò ancora di più il ritmo –Edward……Edwa…rd…- iniziò ad ansimare ancora di più mentre il fiato le mancava e le nostre spinte ormai diventavano l’eco dei nostri gemiti. Avvertivo le sue contrazioni eco del mio orgasmo che montava quando all’improvviso venimmo colti dal piacere nello stesso momento urlando i nostri nomi e ricadendo sul letto stremati ed appagati come mai prima d’ora. I nostri battiti tamburellavano dal mio al suo petto mentre piano cercavamo di regolarizzare il respiro. Lento le accarezzavo i capelli mentre lei lasciava dei ghirigori sul mio petto e fu così che ci

colse Morfeo….uno nelle braccia dell’altro….ancora uno dentro l’altro, nella nostra perfetta bolla d’amore.
Furono dei piccoli raggi di luce provenienti dalla finestra di Bella a farmi svegliare. Quando aprii gli occhi mi ci volle un pochino per ricordarmi l’accaduto delle ore prima poi avvertii un piacevo calore accanto a me e quando mi voltai mi ricordai tutto. Lei era li che ancora dormiva, i capelli sparpagliati sul cuscino ad incorniciare quel volto etereo e stupendo, la bocca un pochino aperta, ancora nuda e mezza aggrovigliata nelle lenzuola. La cosa più bella che avessi mai potuto chiedere di vedere come prima cosa la mattina appena sveglio.

Mi avvicinai alle sue labbra e le lasciai un dolce bacio. Le sue palpebre iniziarono a tremolare, segno che si stava svegliando e quando aprì gli occhi e mi mise a fuoco un dolcissimo sorriso prese vita su quel viso da angelo –Buongiorno amore mio- soffiai sulle sue labbra mentre la baciavo nuovamente. Si stiracchio nelle coperte portando le sue nudità ancora di più davanti ai miei occhi –Bella, non potresti muoverti di meno altrimenti non rispondo di me- le dissi ridendo. Fu allora che mi guardò, poi si rese conto che era nuda

e quasi del tutto scoperta così si alzò per prendere le lenzuola ed in quel momento lanciò un urlo disumano che mi fece sbilanciare fino a cadere dal letto per poi tirarmi su e rendermi conto che accanto alla porta c’era Charlie che ci guardava con gli occhi fuori dalle orbite. Presi al volo il cuscino cercando di coprirmi anche se in quel momento mi sentivo una statua di sale. Ora si che eravamo nella merda –Per l’amor di dio vestitevi, vi aspetto di la!!!!- e si voltò lasciandoci li a guardarci increduli per quello che era appena successo. Vidi Bella agitatissima mente si rivestiva –Bella calmati, capirà, tranquilla- ma lei sembrava come non ascoltarmi. Mi misi di

fronte a lei e mi rivolse uno sguardo serio –Tu non capisci Edward, dovevo essere io a dirglielo e non l’ho fatto, lo ha saputo nel peggior modo possibile ed ora sicuramente sarà deluso. Non posso nemmeno pensare a come si sente tradito in questo momento- cercai di prenderla fra le braccia per confortarla ma lei si dimenava cercando di sfuggire alla mia presa –Amore, io non capisco….- ma lei mi interruppe guardandomi con le lacrime agli occhi –Certo che non capisci, tu non hai perso uno dei tuoi genitori quando ancora eri troppo piccolo per potertelo ricordare e soprattutto non sai cosa voglia dire crescere con un padre che cerca di portare, con tanti sacrifici, avanti la famiglia ed ogni sera sentirlo piangere nella sua stanza perché pensa di non essere in grado di dare ai suoi figli quello che meritano. Io l’ho deluso Edward e lui non se lo meritava- la lasciai

subito come scottato da quelle parole. Possibile che Charlie l’avrebbe giudicata così gravemente per la nostra relazione??? Aveva ragione io non potevo capire ma volevo starle accanto mentre lei mi stava tagliando fuori –Per favore vestiti e vattene, devo parlare da sola con mio padre- non me la sentii di aggiungere nulla, in quel momento Bella comunque non mi avrebbe ascoltato quindi finii di vestirmi e, mentre lei si stava ancora vestendo, io feci per andarmene ma prima ero convinto di dover fare una cosa, mi sembrava doveroso. Passai in cucina dove c’era Charlie che maltrattava un bicchiere di acqua cercando di calmare i nervi –Signore…- lui non si voltò nemmeno –Edward

se ci tieni alla pelle stammi alla larga per il prossimo secolo….- capivo come si sentiva ma sapevo anche di dovergli dire una cosa molto importante. Lui doveva sapere –Signore, capisco che il momento non è dei migliori ma voglio che lei sappia che Bella è la luce della mia vita. Io farei di tutto per lei, non mi importa del resto. La nostra non è una storiella, io ho intenzioni serie con lei, la voglio con me per sempre e mi creda se le dico che sarei disposto a morire piuttosto che farla soffrire- lo vidi piano girarsi e farmi un sorriso accennato –Ti ringrazio ragazzo per avermelo detto e forse, quando mi sarà passata la voglia di polverizzarti il culo a suon di calci, magari ne riparleremo, ora sparisci dalla mia vita altrimenti non mi trattengo- lo salutai ed uscii. Il suo tono di voce si era un po’ tranquillizzato e sperai che credesse alle mie parole ed avesse capito che erano sincere. Mentre scendevo per tornare a casa incontrai Emmett per le scale che saliva come una furia. Appena mi vide inchiodò i suoi passi –Oddio, dimmi che non vi ha beccato a letto insieme????- lo guardai senza

nemmeno risponderle, sicuramente la mia faccia rispondeva bene alla sua domanda –Cazzo!!!!!!! Però sei ancora vivo quindi le cose sono due, o gli è preso un colpo secco a lui o per l’amore del cielo sei un fottutissimo bastardo fortunato perché credimi mio padre non è un tenerone e non ti avrebbe lasciato vivere a lungo- mi scappò un sorriso –Diciamo che sta valutando se polverizzarmi il culo oppure no- Emmett scoppiò a ridere –Se sta valutando siamo già un pezzo avanti, almeno ti ha messo al corrente delle sue intenzioni, avrebbe potuto farlo e basta- gli sorrisi poi però tornai serio –Emmett non sono preoccupato per me, lo sono per Bella. Quando mi ha cacciato, dicendomi che doveva parlare con tuo padre, stava piangendo e non mi ha voluto dare retta. Ho paura che ora lei stia male e non so

cosa fare- lui mi poggio una mano sulla spalla –Edward, loro due sono uguali, sono quelli che hanno sofferto maggiormente la perdita di mia madre, non che io non lo abbia fatto ma ero più grande mentre Bella era piccola ed aveva ancora bisogno della sua mamma accanto per crescere. Hai visto quanto ci è voluto a Bella per aprirsi ed ancora ci sta lavorando. Papà ha continuato ad andare avanti sempre più convinto che non fosse mai abbastanza per noi e lei ha cercato invece di renderlo orgoglioso perché ha sempre pensato di essere lei la causa della fine della sue carriera- quella frase mi lasciò perplesso –Emm che intendi col dire che Bella crede di essere la causa della fine della carriera di tuo padre- Emmett sembrò come riprendersi poi si grattò la testa con la mano a disagio –Ho parlato troppo, come sempre, ma queste non sono cose che devo dirti io, dovrà essere Bella, quando si sentirà pronta, a dirti tutto. Ora vado prima di trovarli a tirarsi i piatti- e si allontanò in fretta verso l’appartamento di Bella lasciandomi li come un fesso sulle scale a chiedermi il perché di quelle parole.

POV Bella
Speravo di svegliarmi e rendermi conto che fosse tutto un incubo ma più mi pizzicavo le

guance e più mi rendevo conto che non stavo dormendo e che stavo vivendo veramente il peggior momento della mia vita. Eppure quella mattina era iniziata così bene. Per la prima volta ci eravamo svegliati l’uno accanto all’altro e vedere il suo sorriso appena aperto gli occhi era stata la cosa migliore che potesse capitarmi nella vita. Eravamo solo noi, sospesi nella nostra bolla di felicità, quando tutto era crollato. Mio padre alla porta con gli occhi sgranati ad assistere ad una scena che mai avrei voluto fargli vedere nella mia vita. Edward aveva cercato di tranquillizzarmi in tutti i modi possibili mentre io non volevo ascoltarlo ed alla fine lo avevo mandato via in malo modo. Mi

ero finita di vestire e poi avevo raggiunto mio padre in cucina, seduto su uno sgabello dell’isola, beveva un bicchiere d’acqua e le sue spalle ricurve sembravano portare tutto il peso del mondo addosso. Questo mi fece stringere ancora di più il cuore. Quando si rese conto della mia presenza si voltò verso di me fissandomi dritto negli occhi –Bella……perché non mi hai detto nulla!!!!- la sua voce ricca di sofferenza mi fece stringere il cuore in una morsa. Mi sedetti sullo sgabello di fronte al suo e raccolsi il coraggio, era giunto ormai il momento –Non sapevo come dirtelo papà, avevo paura della tua reazione…..esagerata- lo vidi scuotere la testa –Tesoro, avresti fatto meglio a dirmelo, quantomeno mi sarei risparmiato un mezzo infarto!!!!!- abbassai il mio sguardo sulle mani mentre le torturavo in preda all’ansia –e tanto perché tu lo sappia non è stato vedere il nostro miglior pilota con i gioielli al vento che mi ha sconvolto la giornata, anche se non nego che ancora resisto a

stento alla voglia di gambizzarlo, ma è stato un servizio alla tv di stamattina- rialzai lo sguardo di scatto incredula –si, tesoro, è inutile che mi guardi così, siete in TV, siete stati paparazzati ieri sera sulla terrazza mentre vi scambiavate la saliva e sei stata indicata come una misteriosa mora ma ovviamente per me non sei un mistero visto che ti ho messo al mondo quindi mi è bastato poco per capire cosa stesse succedendo-
La delusione nella sua voce era palpabile e tutto il senso di colpa che mi sentivo dentro mi stava schiacciando ma era doveroso che una volta per tutte parlassimo cuore a cuore –Mi

dispiace papà, so di averti deluso e non te lo meritavi. So di non essere la figlia che ti aspettavi e me ne rammarico ogni giorno di più. Per me tu hai dovuto rinunciare a tutti i tuoi sogni e credimi se ti dico che se tornassi indietro preferirei non essere nata!!!!- e le lacrime sgorgarono dai miei occhi senza che potessi porre rimedio –Bella ma che cosa stai dicendo- mio padre allarmato si alzò di scatto portandosi davanti a me, afferrandomi per le spalle e prendendomi tra le sue braccia, stringendomi in un caldo abbraccio –Adesso piccola mia mi devi spiegare il significato di quello che hai appena detto perché devo essermi perso qualcosa ma non ti seguo- i singhiozzi mi faceva scuotere il petto e mi ci volle un po’ prima di recuperare il fiato per poter spiegare a mio padre ciò che mi tenevo nel cuore da sempre –Io so tutto papà. Non ti ho mai detto nulla ma

so perfettamente che quando sono nata io, tu hai dovuto abbandonare la tua carriera- ma lui mi scansò da se per guardarmi negli occhi –Bella spero tu stia scherzando- ma io cercai di evitare il suo sguardo –Bella guardami negli occhi e dimmi che stai scherzando- ed inchiodò i miei occhi prendendomi il mento con la mano –Amore mio, io non so chi può averti detto una cosa del genere ma è una balla colossale- ma io stizzita mi dimenai uscendo dalla sua presa e mettendomi a camminare infuriata per la cucina –Papà per favore, ho 25 anni ormai e posso sapere la verità. La mamma, quando ero piccola, mi ha

raccontato la vostra storia. Mi ha detto che vi eravate conosciuti sul circuito, lei era venuta a vedere una corsa e quando, con suo fratello, era riuscita ad accedere ai box per chiederti l’autografo, era rimasta colpita da te proprio come tu lo eri rimasto da lei. Avevate iniziato a frequentarvi quando non avevi le trasferte ed alla fine avevate deciso di sposarvi. Quando era nato Emmett eravate felici per questo bimbo che allietava le vostre vite e per i tre anni successivi la mamma ti seguì ovunque insieme ad

Emmett, portandolo a vederti anche in trasferta, finchè lei non restò incinta di me e tu decidesti di lasciare le corse. So che è colpa mia se hai dovuto rinunciare a tutto ed anche se non me lo avete detto apertamente io l’ho capito. Ho cercato di diventare un meccanico, un ingegnere, di darti tante soddisfazioni e fare in modo che tu fossi fiero di me ma solo ora mi rendo conto che qualsiasi cosa io faccia non potrà mai ripagarti di tutti i sogni che non hai potuto realizzare per colpa mia……mi dispiace tanto papà- e mi ributtai fra le sue braccia di nuovo in lacrime.

Mi portò con se sul divano, mi adagiò sulle sue gambe come quando ero piccola, e poi aspettò che le mie lacrime rallentassero il suo corso finchè con i pollici non mi asciugò le guance ed iniziò a parlami –Bella, adesso sentirai la storia come è esattamente andata e per favore ascoltami senza interrompere fino alla fine. L’incontro fra me e tua madre fu proprio come lei ti raccontò. Ci sposammo non molto dopo ed Emmett arrivò dopo nemmeno un anno di matrimonio. Lei mi seguiva ovunque portandosi dietro quel capoccione di tuo fratello ed era una vera gioia vederli a fine corsa dimenarsi sugli spalti ma ovviamente sapevo che prima o poi avremmo dovuto fermarci perché Emmett doveva andare a scuola ed avremmo avuto bisogno di una casa e di un posto fisso dove poter far crescere la nostra famiglia. Poi, il giorno di San Valentino di venticinque anni, fa tua madre mi fece il più bel regalo che potessi

mai volere. Mi regalò un pacchetto dove dentro trovai due scarpine rosa e un biglietto con scritto “Buon S. Valentino, Papà” e capii che tu eri in viaggio per arrivare ad allargare la nostra famiglia. Finalmente la principessa che speravo di avere stava per arrivare e mi sentii così felice che quel giorno stesso chiamai il mio team ed il mio manager dicendogli che avrei ultimato quella stagione e poi mi sarei ritirato dalle corse per sempre. Quello che però non sai è che io non ho rinunciato ai miei sogni angelo mio, perché il 13 settembre di venticinque anni il mio desiderio più grande si è avverato, nel momento in cui ho stretto fra le braccia la mia principessa, TE amore mio. Tu sei la cosa che ho desiderato maggiormente nella mia vita. Tu non sai che dopo aver partorito Emmett la

mamma ebbe delle complicazioni e le dissero che sarebbe stato molto difficile avere un altro figlio quindi, quando sei nata tu, sei stata fin da subito il nostro miracolo. Ecco perché da quando sei nata tu non ho avuto più bisogno di una carriera, avevo tutto quello che desideravo nella mia vita. Ti amo angelo mio, ora come il primo giorno, non dubitarne mai- mi strinse a se e finalmente, quel peso insostenibile che avevo sempre portato dentro di me convinta di aver fatto buttare la carriera di mio padre al secchio, piano piano mi lasciò libera. In quel momento nel nostro abbraccio si unirono altre due

braccia e quando alzai lo sguardo dal petto di mio padre mi resi conto che Emmett era li con noi e ci stava abbracciando. Mi guardò ridendo –Finalmente ti sei convinta capocciona di quale sia la verità???- lo guardai sorridendo ed annuì poi mi strinsi a loro di nuovo, finalmente felice di quello che avevamo e sapevo che la mamma da lassù in quel momento sorrideva contenta del nostro chiarimento.
Angolino delle autrici
Un bel capitolo puccioso e coccoloso, diciamo che abbiamo capito un pochino di cose in più di questa pazza famiglia….cosa ve ne sembra e soprattutto che ne dite, Charlie polverizzerà le chiappe ad Edward o no???? Ora sta a voi la parola, un bacione per tutte e grazie di seguirci con tanto entusiasmo ^_^
Ricordiamo qui le nostre avventure già in corso:
My first, my last, my everything di Passion80
Pensieri in parole di Passion80
Passion of mind di Passion80
The book of the days di Mikkiko78
Everytime you touch me di Mikkiko78
BlackOut di Mikkiko78
Qui poi potete seguirci in un blog di amiche insieme a tante altre amanti di FF. Leggete, leggete, leggeteeeeeeeeee
My Big Hard Tool
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