Capitolo 9 - Just can't get enough

Just can’t get enough

“Emozioni guidano
I lenti movimenti del corpo
In affondi dettati
Dal feroce battito del cuore.
Nell'eterna danza
Tra luci ed ombre
Il respiro solletica
La pelle accaldata.
Sussurri,
Gemiti
Si rincorrono e
In grida di piacere
Si ritrovano
Unendosi,
Amandosi
Come se non ci fosse domani,
Come se fosse per sempre” - scritta da Passion80 -







POV Edward
Non potevo crederci……….lo avevamo fatto, e non una sola volta. Il box quella sera sembrava essere stato travolto da un tornado e non dalla nostra passione e quella strega mi aveva dato in testa la chiave inglese lasciandomi li come un fesso a chiedermi cosa avessi mai combinato mentre lei, ancora nuda e di una bellezza sconvolgente, si era rintanata dentro il bagno. Avevo cercato di calmare l’istinto di buttare giù la porta per prendermi la mia rivincita quando poi, dopo un’ora di attesa come uno stoccafisso li fuori, ero entrato rendendomi conto che era sgattaiolata fuori dalla finestra e mi aveva lasciato un messaggio sullo specchio “Cullen, ti ci vuole un criceto nuovo, FIDATI!!!!!!”. Li per li c’ero rimasto come un idiota poi ero scoppiato a ridere e la tensione che sentivo dentro si era sciolta. Avevo paura di aver rovinato tutto, che il nostro rapporto di amicizia, appena nato, si fosse distrutto, che avessimo complicato ogni cosa ma sembrava così non fosse. Il nostro non era amore, era passione allo stato puro e quando i nostri corpi si toccavano, si sfioravano, anche solo avvertivano la presenza dell’altro, reagivano di conseguenza. Bella in quel poco periodo era diventata un’esigenza per il mio corpo, per i miei polmoni, eravamo due incoscienti di sicuro perché ogni posto era buono per lasciarsi andare e non ci eravamo mai curati di poter essere sorpresi, anche perché la nostra relazione era segretissima, lo avevamo deciso di comune accordo, non volevamo interferenze da parte di nessuno.
Eravamo “amici di letto” e ci bastava quello per essere soddisfatti. Lavorare a stretto contatto era diventato interessante, eccitante anche, tranne quando mi toccava montare in sella con un erezione micidiale. Una volta, piegando ad una curva, avevo rischiato pure di schiantarmi contro i piloti di fondo pista, troppo intento a mettere il mio “Junior” comodo, in modo che non mi castrassi da solo in una manovra azzardata. Lei, ovviamente, non perdeva di vista nessun mio movimento e tornando nei box mi era scoppiata a ridere in faccia già consapevole della causa del mio quasi incidente di percorso.
Avevamo due settimane di preparazione prima del gran premio di spagna e non vedevamo l’ora che arrivasse la trasferta; avremmo avuto molto tempo a nostra disposizione, una stanza d’albergo, finalmente un letto dove poter fare le peggiori porcate che ci venivano in mente e nessuno in mezzo alle palle con cui far finta di nulla.
Un giorno mi trovavo nello stanzino del garage dove parcheggiavamo le moto, ovviamente già sapevo che sarebbe andata a fare la sua solita scampagnata in moto al mare, ormai conoscevo bene le abitudini di quel demonio in gonnella. Aveva tolto il telo alla sua bambina, come la chiamava lei, la guardava e la rimirava e poi era andata allo scaffale solito a recuperare il casco, ovviamente io ero già conscio che non lo avrebbe trovato. Avevo osservato ogni suomovimento, ogni più piccolo spostamento e sapevo benissimo che la sua pazienza stava per finire. Stava diventando matta a cercare il suo casco che avevo pensato bene di far sparire, qua nello spogliatoio dove mi trovavo, appiattito come carta da parati, in attesa che venisse attirata verso di me. Vidi la porta aprirsi ed il suo inconfondibile polso che impugnava ancora la maniglia; non le diedi tempo di far nulla, l'attirai verso di me. Le mie labbra sulle sue chiedendo ed ottenendo una risposta immediata…….e fu come tornare a respirare.
Il giorno dopo, in lavanderia, avevo caricato la lavatrice ed ero andato fuori a fumarmi una sigaretta ma quando ero tornato il mio bucato non era più presente finchè non notai i pezzi della mia biancheria sparsi nella stanza come a formare un sentiero. Lo seguii fino ad arrivare al locale caldaia dietro la lavanderia. Aprii la porta e trovai lei, illuminata solo dalla fioca luce di una torcia tascabile con indosso solo un paio di miei boxer ed il fiato mi si fermò in gola –Spero non ti sia dispiaciuto se ho rimesso mano al tuo bucato….- mi disse sensuale venendo verso di me e strusciandomisi addosso per farmi avvertire i suoi seni nudi anche attraverso la mia maglietta. In poco meno di un minuto i vestiti diventarono superflui e volarono chissà dove in quel locale in cui ci saranno stati quaranta gradi e che non ritenevo fosse molto indicato per attività di quel genere. Lentamente ondeggiava sul mio corpo in una sensualissima danza. Le mie mani vagarono lungo la sua schiena per poi riafferrare i suoi seni e tenerli fermi nella mia bocca, mentre la mia lingua stuzzicava sapientemente i suoi capezzoli ormai eretti e sensibili all'inverosimile. Scivolavo in profondità, sempre di più, toccando punti che non avrei mai pensato riuscire a raggiungere e le sue labbra intime avvolgevano la mia asta chiedendo di più di quanto già mi stava dando. Uno scatto e la misi sotto di me, le sue gambe avvolte al mio corpo. La mia bocca tracciava le linee del suo collo lasciando una fresca scia sulla sua pelle bollente. Le mie mani frenetiche alla ricerca delle sue gambe, le accarezzavano più volte, lentamente, quasi a voler segnare ogni più piccolo centimetro di lei
-Adesso comando io piccola- Un attimo dopo, le sue gambe sulle mie spalle, le mie forti spinte ci mandarono in delirio entrambi. Mi sentivo, tutto... nel profondo di lei, s'inarcò ancora di più ed io aumentai il ritmo in risposta alla sua muta richiesta.
Credo fossimo dimagriti di venti kili ciascuno in due settimane. Ormai ogni scusa era buona per imboscarci per poi riapparire in posto diversi, in momenti diversi, per non destare sospetto. Il lavoro in compenso ci aveva guadagnato perché ormai entrambi eravamo sempre nel box, dalla mattina alla sera ed, ovviamente per chi non sapeva, apparivamo come una coppia di stacanovisti dediti solo al lavoro.
La scena più buffa mi capitò il giorno prima della trasferta in Spagna, quando mi ritrovai a chiacchierare con Emmett da soli.
-Edward, vieni un attimo- mi allontanai dalla moto per dirigermi verso Emmett, chiedendomi cosa cavolo volesse, vista l'espressione cospiratoria che aveva -Dimmi Emm- domandai curioso -Ascolta, mi è difficile separarmene, ma ho come la sensazione che in questo periodo ne hai bisogno più tu di me, mi è servito molto con Rose, ma ora... beh è tuo- abbassai lo sguardo sul volume che teneva in mano e rimasi colpito dal titolo "Come conquistare una donna: i 10 passi fondamentali". Sgranai gli occhi e poi, guardandolo in faccia, non potei fare a meno di scoppiare a ridere –Hei Emm, mi spieghi perché pensi io ne abbia bisogno???-
Lo vidi come in difficoltà –Senti Ed, ormai siamo amici, sai che con me tu puoi parlare se hai bisogno di un consiglio…..dimmi la verità…..sei gay????- per un attimo credetti di essere in preda alle convulsioni, dopo la seconda affermazioni di Emmett, le risate prodotte, che credevo si stessero calmando, si amplificarono fino a farmi mancare il fiato –Oddio, amico ma come ti vengono in mente certe idee????- non riuscii a dire altro perché il fiato corto e le lacrime dovute alle risate mi impedirono di proseguire oltre –No, oddio, allora mi sono sbagliato???? Meno male, che salvata, già mi vedevo a doverti stare lontano e camminare raso muro….e dentro il box non è mica facile “guardarsi le spalle”- continuava a spararne mentre io non riuscivo più a contenere le lacrime –Comunque, prima che ti strozzi, ero preoccupato per te perché sei sempre nei box a lavorare sulla moto, non ti ho mai visto con una donna e non volevo tu avessi problemi relazionali con l’altro sesso- in quel momento il mio ridere cessò di colpo. Capivo le preoccupazioni di Emmett ma non potevo dirgli che il mio divertimento non era fuori da queste mura ma qui dentro, Bella mi avrebbe scuoiato vivo quindi improvvisai sul momento –Tranquillo amico, grazie per l’interessamento ma al momento voglio pensare solo al lavoro, non è ancora tempo per me di darmi allo svago, voglio prima essere sicuro che tutta la mia carriera viaggi sul giusto binario per poi potermi concedere degli svaghi- e lo vidi sorridermi sincero dandomi la solita pacca sulla spalla procurante fratture multiple –Perfetto amico!!!!!- ma non mi ero accorto che alle mie spalle una presenza fin troppo familiare ci aveva raggiunti –Hei, cosa combinate voi due qui????- e quando mi girai i miei occhi si scontrarono con i suoi e repressi a stento la voglia di fiondarmi su quella bocca che attraeva la mia come una calamita. Lei, per cercare di placare il mio stesso bisogno, distolse lo sguardo posandolo sul libro che mi aveva dato Emmett e che ancora non gli avevo restituito ed un brivido gelato percorse la mia spina dorsale quando mi resi conto che il suo sguardo faceva intendere “Guai in arrivo” –Bene, Emmett….. vedo che i tuoi manuali non solo li tieni ancora da parte come cimeli ma li pubblicizzi con i tuoi amici. Mi fa piacere- e lanciandomi uno sguardo infuocato ed incazzato si voltò e ci lasciò li –Vado a farmi la doccia. Buona serata…..Ah Cullen mi raccomando segui il manuale alla lettera altrimenti non farai mai colpo su una donna- e sculettando sparì nel portone li vicino. Guardai Emmett che fortunatamente non si era reso conto del nostro battibecco
–Scusami Emm, ora devo andare, ho bisogno di una doccia anche io- gli restituì il libro e mi fiondai a casa. Aprendo la porta mi resi subito conto di un biglietto passato sotto la porta. Già sapevo di chi fosse. Con mani tremanti lo aprii, poche parole che bastarono a farmi capire che ERANO CAZZI!!!!!
CULLEN, IN PALESTRA…..SUBITO!!!!!!!!!
Richiusi la porta di casa e scesi di sotto in palestra facendo bene attenzione che non ci fosse nessuno nei paraggi. Entrai ma era tutto buio. Mossi qualche passo a caso in avanti finchè non sentii la corda per saltare intorno al mio collo ed il mio corpo schiacciato contro il muro
–Allora sentiamo, a cosa ti serve il manuale di mio fratello??? Chi devi conquistare???- ero schiacciato fra il suo corpo e la pertica, in effetti le mie scotole stavano chiedendo pietà a contatto col duro legno ma al contrario, il contatto con le sue tette sulla schiena era piacevole. Mi ripresi da quel momento di vaneggiamento quando la sentii mordermi un orecchio non molto sensualmente –Cullen vuoi rispondere o devo farti fuori…..e sai che ne sarei capace!!!!- in effetti lo era di sicuro, non dubitavo quindi mi affrettai a chiarire i suoi dubbi –Nessuna, Emmett ha fatto tutto da solo, mi ha portato quel manuale perché era preoccupato che avessi problemi a trovarmi una donna e pensava addirittura fossi gay!!!!- la corda si allentò ed avvertii la sua risata cristallina alle mie spalle –Oddio, davvero??? Pensava fossi gay???? Ahahahahahahahah, ma mio fratello non cambierà mai ahahahahahahaah- e riuscì a coinvolgere anche me in una risata senza fine finchè riacquistò un po’ di fiato –E tu cosa gli hai risposto???- io la guardai negli occhi, per quel poco che potevo vedere visto che eravamo illuminati solo dalla luce della luna che filtrava dalle finestre della palestra. Pensai di stuzzicarla per vedere come avrebbe reagito –Cosa vuoi che gli abbia detto, la verità!!!!!! Che non mi serve nessuna donna da conquistare perché io e te andiamo favolosamente a letto insieme da due settimane- la vidi diventare seria tutto insieme, spalancare gli occhi e smettere anche di respirare –CHE COSA?????????????- urlò con tutto il fiato che aveva in corpo ed andò a prendere un pesetto da 5 kili tutta intenzionata a tirarmelo dietro –Hei, hei, bambolina, stavo scherzando!!!!- mi affrettai a chiarire prima che la mia testa diventasse, come al solito, il suo bersaglio preferito –Gli ho detto che per il momento non volevo distrazioni ma solo dedicarmi al lavoro e lui ci ha creduto. Il manuale gliel’ho restituito, chiedi a lui se non mi credi!!!!- La vidi tranquillizzarsi ma senza mollare la presa sul peso
–Bella, potresti lasciare quel peso che mi spaventi così, sei pericolosa tu…..- lei mi sorrise, venne verso di me sensuale come una pantera, mi accarezzò il petto facendomi rabbrividire, mi baciò trattenendo tra i denti il mio labbro inferiore per poi passarci la lingua -Fai bene ad avere paura di me Cullen, so essere molto pericolosa quando mi ci metto…..ricordatelo- mi sfiorò il membro da sopra i jeans e poi di colpo lasciò il peso facendolo cadere proprio sul mio piede –Cazzoooooooo, Bellaaaaa- ma lei era già fuori che rideva come una matta mentre risaliva le scale e tornava a casa. Quella ragazza mi avrebbe fatto fuori…..un pezzo alla volta.
La trasferta fu semplice, un’ora di aereo fino in Spagna non cistancò troppo e ci mettemmo subito a lavoro per la messa a punto e le prove libere. Stavolta avevamo superato noi stessi, io avevo il primo posto e Riley il terzo mentre stronzetto-Black partiva in sesta posizione, con nostro grande piacere, almeno tra noi e lui ci sarebbero stati altri a subire le sue angherie e scorrettezze e così fu. Il bello della gara fu che mantenemmo le posizioni di partenza, io vinsi il primo posto e Riley il terzo mentre Black, a metà del decimo giro, riuscì a sbagliare uno stacco in curva andando fuori pista ed annullando la sua possibilità di proseguire la corsa. Ero al settimo cielo sul podio, le paure ed i tormenti dello scorso circuito erano spariti, sembrava come se Bella fosse riuscita a cancellare di punto in bianco mio padre e tutti i problemi che avevo nella testa. Riley si era ripreso alla grande ed aveva fatto una gara con i fiocchi anche se gli avevamo consigliato di non esagerare e riguardarsi, quindi aveva preferito mantenere la posizione piuttosto che arrischiarsi e magari perdere posti. Dopo la conferenza stampa ero rientrato correndo ai box ed, appena avevo trovato Bella, le ero corso incontro e l’avevo abbracciata di slancio facendola volare in aria. Era la nostra vittoria quella, ce l’avevamo fatta insieme e non avrei potuto essere più felice. Prima che arrivassero gli altri ai box la rimisi a terra e prima di staccarsi del tutto si avvicinò sussurrando al mio orecchio –In camera mia, tra mezz’ora- e mi lasciò li impalato con il mio amichetto già sull’attenti al solo pensiero di quello che lo aspettava. Avrei dovuto dire al sarto se poteva allargarmi la tuta da corsa, non era fatta per maniaci in continua erezione ma che ci potevo fare se il mio ingegnere-collaudatore mi eccitava da morire 24 ore su 24!!!!!!
Come un pinguino cercai di liberarmi il prima possibile da tutti i ragazzi e dai festeggiamenti per poi fiondarmi in camera a cambiarmi, una doccia veloce e poi jeans e maglietta e di corsa da lei.
Sgattaiolai fuori dalla porta come un ladro guardando a destra e sinistra per controllare che non ci fosse nessuno; le nostre camere erano a due porte di distanza……dovevo essere svelto e calcolatore. Ero nel corridoio, davanti alla sua porta, stavo per bussare quando avvertii una presenza alle mie spalle –Buonasera- una voce familiare mi riscosse dai miei pensieri; mi voltai e trovai Emmett che mi fissava con aria scettica -Ehm.... ciao Emmett, si scusa.... sai... ho, ehm... stavo andando a prendere una cosa in camera- ebbi appena il tempo di appoggiare la mano sulla maniglia che il suo braccio bloccò il movimento -Edward, e... stavi andando in camera di mia sorella a prenderla?- Cercai di tirare fuori la migliore faccia da poker che avevo nel mio repertorio -Oddio, guarda che sbadato, non me ne sono proprio reso conto, la mia è due camere più avanti.......troppo stressato, devo riposare, ciaoooooooooooooooooo- e scappai di corsa rientrando dentro la mia stanza col fiatone. Nemmeno il tempo di chiudere la porta alle mie spalle che il cellulare iniziò a vibrare; risposi senza guardare chi era -Dove cazzo sei? Ti sto aspettando e di te nemmeno l'ombra!!!!- la sua voce era incazzatissima -Bella? Ciao……si scusa, stavo venendo ma ho incontrato tuo fratello e...- ma non mi fece finire di parlare -e quindi muovi il tuo culetto d'oro e vieni!!!!!!- disse perentoria senza diritto di replica -Mi spieghi come cazzo faccio???? Controlla che lo scimmione non sia rimasto li, altrimenti mi frantuma con le sue mani- la sentii ridacchiare dall’altro capo del cellulare –Ok, Riccardo Cuor di leone, controllo….- un attimo di silenzio e la sentii trafficare -Qui non c'è nessuno, via libera Romeo…..ovviamente se non sei qui entro cinque secondi te la scordi, mio caro…..fino alla fine del gran premio- Sapevo che quella minaccia poteva avverarsi quindi aprii la porta ricontrollando il corridoio che sembrava vuoto e mi diressi verso la sua camera. Trovai la porta leggermente aperta e mi fiondai dentro richiudendola subito alle mie spalle. La camera era completamente avvolta nel buio se non per la fioca luce di qualche candela. Un profumo speziato avvolse i miei sensi, mentre una leggera stoffa coprii i miei occhi oscurandomi la vista. Due mani delicate sfiorarono il mio corpo da sopra la maglia, intrufolandosi al di sotto, e sfiorando la pelle trasmettendomi brividi in tutto il corpo - Bel... Bella? –
-Shhhh, lasciati andare Romeo - Senza vista, in balia dei sensi, attesi ogni contatto come un assetato in pieno deserto. Le mie mani sui suoi fianchi che ondeggiavano verso il mio bacino per poi allontanarsi quel tanto che bastava per mandarmi fuori di testa. Fermo al mio posto mentre sentivo che mi girava attorno facendo scivolare con naturalezza la sua mano sul mio petto, fino al bottone dei jeans, che stavano iniziando a diventare leggermente stretti. Provai a deglutire un paio di volte ma la gola era completamente asciutta. Iniziai ad avere caldo e per un attimo mi domandai se quel diavolo avesse acceso il riscaldamento, ma lentamente nella mia testa, si fece strada l'idea che questa pazza mi stesse trattando come un palo, visto il suo strusciarsi, il suo avvinghiarsi a me.
Afferrò la cintura dei miei jeans, aprendo il bottone e si avvicinò sussurrando al mio orecchio -Assecondami! – solo quel sussurro bastò a farmi diventare di travertino -Cazzo! Tutto ciò che vuoi!- La sua dolce risata rinfrescò il mio collo accaldato. Mi fece cadere all'indietro sul materasso che sentii contro le mie gambe e mi ritrovai così, sdraiato, bendato ed eccitato come mai mi era successo. Le sue dita giocavano con il tessuto dei jeans accarezzando il profilo della mia eccitazione, intanto che adagio faceva scendere la cerniera, per poi abbassarsi e lasciare un piccolo bacio al di sopra del cotone teso e far scivolare via tutto quel tessuto ormai inutile. La sentii risalire e le sue piccole mani tracciarono lo stesso percorso del suo corpo sulla mia pelle. Mi liberò della maglia, stando attenta a non spostare la benda. I capelli, sciolti e profumati solleticavano il mio viso ed il collo quando si abbassò per baciarmi in modo quasi famelico, prepotente, diverso dai nostri soliti baci ma ugualmente molto eccitante. Le mie braccia vennero portate in alto con l'avviso di non muoverle per nessun motivo. Irrigidii ogni muscolo quando avvertii una sensazione strana addosso; qualcosa di appiccicoso venne spalmato da un suo dito, intento a disegnare strani ghirigori sulla mia pelle.
- Bella, ma cosa diav… - Non finii la frase, non ne ebbi il tempo. La sua lingua ripercorse gli stessi ghirigori di prima -Tranquillo Edward, è solo nutella - e per darmi la conferma di ciò che aveva detto mi ribaciò, facendomi gustare il sapore meraviglioso di quella crema alla nocciola.
La tortura continuò, lenta e costante, aumentando il fuoco che sentivo dentro. Il respiro si fece sempre più affannoso e gemiti incontrollati abbandonarono le mie labbra, liberando la sua risatina dispettosa quando i miei fianchi si sollevarono verso l'alto, in cerca di sollievo, in cerca del suo corpo. I boxer vennero fatti scivolare via, lasciandomi nudo ed eccitato sotto il suo sguardo; avrei voluto vedere i suoi occhi in quel momento, leggervi dentro la passione e la frenesia che li animava. Le sue mani continuarono a muoversi su di me, tracciando segni scuri che vennero seguiti dalla sua lingua impertinente. Un sussulto, quando le dita avvolsero il mio membro duro, ricoprendolo di uno strato di nutella. Il respiro bloccato nel petto appena le sue labbra sfiorarono la punta scivolando fino alla base per poi tornare indietro, in un saliscendi lento e continuo.
Non riuscivo più a rimanere fermo, le mie mani strapparono via la benda liberando così la mia vista. Subito gli occhi s'abbassarono in direzione di quella cascata di fluenti capelli castani che si apriva a ventaglio su di me. Con dolcezza liberai il suo viso da quella setosa tenda e rimasi incantato nel vedere il mio membro sparire nella sua peccaminosa bocca. La lingua scivolava accarezzando la pelle sensibile e nello stesso momento i denti la graffiavano leggermente e la testa mi ricadde all'indietro nell’istante in cui un gemito di piacere abbandonava le mie labbra ed una mano s'appoggiò delicatamente tra i capelli, accompagnando i movimenti della sua bocca alternati a quelli della mano che si muoveva sulla mia asta, i testicoli accarezzati dall'altra per poi lasciar posto alla sua lingua. Sentii i miei muscoli irrigidirsi, sentii il piacere aumentare ed il fuoco che si propagava dentro il mio corpo; stavo per venire, ma non volevo così; cercai di spostarla -Be… Bella, ti prego sto per venire- i suoi occhi ancorati ai miei, il sorriso illuminò il suo volto, ma non accennava a muoversi dalla sua posizione, ed ormai era troppo tardi, venni dentro la sua bocca. Senza dare il tempo ad entrambi di riprenderci, l'attirai sul mio corpo. le braccia circondarono la sua vita e la mia lingua prese posto nella sua bocca. Scivolai in lei, nella sua carne calda facilmente per quanto era eccitata, e tutto ciò mi lasciò senza fiato. Mossi i fianchi contro i suoi mentre lei danzava sinuosa su di me. Le mie mani risalirono sui suoi seni riempiendosi di loro. La lingua ne tracciò i profili dell'aureola scura per raggiungere il capezzolo turgido per il piacere. Lo succhiai, lo torturai tra i denti, continuando a muovermi contro di lei, finché un'idea illuminò la mia mente -Dove hai messo la nutella?- Bella mi guardò bloccando per un attimo il suo movimento, poi un sorriso complice mi fece capire che aveva intuito ciò che volevo fare. Senza spostarsi, s'allungò per poi porgermi il barattolo. Affondai le dita in quella crema scura per poi passarle sulla sua pelle nivea e morbida. Rimasi rapito per un attimo ad osservare il contrasto con quei disegni scuri che le decoravano il seno quasi fossero deitatuaggi, l'irrefrenabile voglia di assaggiare la crema mischiata al gusto della sua pelle mi mandò fuori di testa; non potei fare a meno di chiedermi se anche lei aveva provato queste sensazioni. Le sue gote si colorarono di rosso, la bocca aperta in cerca d'aria per questo nostro amplesso senza fine. Mi abbassai sui suoi seni, leccando ciò che avevo disegnato. Mai assaggiato un sapore più buono! E mi domandai se fosse buona dappertutto.
I miei pensieri furono però bloccati dal bussare alla porta della camera
–Bella, ci sei????- la voce di Emmett risuonò dall’altra parte della porta mandandoci nel panico. Mi alzai dal suo corpo di corsa ed, a malavoglia, raccolsi tutti i miei vestiti in giro per la stanza per poi andarmi a buttare sotto il letto di corsa, sperando che lo scimmione non si accorgesse di me. Bella si era rivestita di corsa e stava aprendo la porta. Ovviamente vedevo solo i piedi e sentivo le loro voci. Avrei pagato per guardarli in faccia e pregai con tutte le forze che Emmett non capisse nulla.
-Sorellina??? Ma che stavi facendo, hai una faccia!!!!- Emmett chiese a Bella con fare inquisitorio -Stavo.......dormendo......sonno agitato- non era mai stata una grande attrice e la sua voce era fortemente insicura -Forse se evitavi di mangiarti un barattolo di nutella non avresti avuto il sonno agitato- Porca miseria il barattolo sul comodino. Lo scimmione si sedette sul letto ed io pregai che non si muovesse troppo, ero nudo la sotto e non sarebbe stato bello far torturare il mio corpo dalle molle del letto.
-Bella questa maglia, ma non è un po' troppo .... maschile per te? – oddio, pure la miamaglietta era rimasta li vicino al letto, ma porca miseria, ma questo non aveva altro da fare che passare in rassegna tutta la camera della sorella -Eh infatti questa era una sorpresa per te, l'ho comprata questo pomeriggio, ma non ero molto convinta. – ma che cavolo si stava inventando!!!!!! –Ma che dolce la mia sorellina, dammi qua che il tuo fratellone la prova subito- se vabbè ora magari pretendeva anche di entrare dentro quella maglietta, io ero la metà di lui!!!!! -Bellina, ma non è un po' troppo stretta? – le disse mentre cercava di infilarsela -Ops, forse ho sbagliato taglia, dammela me la faccio cambiare-
-Naaaaaaaa, non ti preoccupare, me la tengo così, sai che ti dico, segna meglio i miei muscoli– Ma nooooo cazzo, e adesso come ci sarei tornato in camera mezzo nudo!!!! Ma Bella un pochino di fantasia, no???? Fa che esco da qua sotto e mi sente!!!!
-Emmy ma avevi bisogno di qualcosa?- le chiese finalmente lei cercando di cambiare il discorso e distrarre il fratello dalla perlustrazione della sua camera -Naa, ero solo venuto a trovarti-
-Ah! Ma non dovevi vederti con Rose?–
-Si ma sta facendo la doccia ed io ne ho approfittato per venire qui- quello scimmione aveva la segatura nel cervello??? Ma come ragionava, io mi sarei fiondato in doccia con Bella, altro che andare a rompere i coglioni a mia sorella!!!! -Emmy scusa, ma la tua fidanzata fa la doccia e tu perdi tempo a venire qua? Ma hai segatura nelcervello? – visto??? Anche lei la pensava proprio come me!!! -Perché?!- ma possibile che la materia grigia l’avesse ereditata tutta Bella???? -Ma come perché? Vai anche tu a farti una doccia con lei- così ti levi dalle palle!!!! -Ma io mi sono già lavato- era proprio uno scimmione -Appunto! Nella doccia non ci si lava solamente!!!! Porca miseria fratello, falle una sorpresa, da donna posso dire che le farebbe piacere e molto anche!!!!- Finalmente si alzò dal letto andando verso la porta ma un attimo prima di uscire esitò nuovamente -Sorellina, non sono affari miei di sicuro ma come mai hai la maglietta al contrario e tutta appiccicata alle tette?????- in quel momento sarei voluto scoppiare a ridere ma mi trattenni altrimenti sarei stato scoperto. Avvertii solamente il passo di carica di Bella che urlò -EMMETT! FATTI I CAZZI TUOI!!!!!- e lo sbattè fuori dalla stanza. Uscii in preda alle risate ma lei mi guardò di traverso –Tu, razza di idiota, cosa cazzo lasci le magliette in giro per la stanza!!!!- la guardai storto, ero io quello senza maglietta adesso e lei faceva la predica a me??? -Scusa Bella, ma perché cazzo gli hai dato la mia maglietta?- la vidi irrigidirsi ancora di più –Scusa, l'ha vista che dovevo fare? Dirgli “No, è di quell'imbecille che mi scopo e che non ha pensato di raccogliere tutte le sue cose prima di rintanarsi sotto il mio letto?”- ed incrociò le braccia al petto –No, ma almeno potevi inventarti che era tua. Ora mi spieghi come cazzo faccio a ritornare in camera mia?- svogliatamente si diresse verso il suo armadio -Aspetta genio che ti do una delle mie maglie- e si mise a cercare -Possibilmente niente di rosa, grazie! – Tirò fuori la faccia dall’armadio riservandomi un’occhiata inceneritrice -Non ho roba rosa, IO!!!! Tieni, la maglia della scuderia, ti dovrebbe andare bene, solitamente le uso una taglia in più- e mi lanciò una splendida maglietta delle nostre, adoravo il nostro vestiario del team e la infilai notando che aveva ragione, mi stava d’incanto. Le sorrisi ma appena misi a fuoco come era conciata non potei fare a meno di scoppiarle a ridere in faccia. Appoggiò le mani suoi fianchi –Cosa cazzo hai da ridere ora, si può sapere?????- mi tenevo la pancia dalle risate
–Dovresti vederti allo specchio, Emmett ha ragione, hai la maglietta al contrario tutta appiccicata alle tette con la nutella ed i capelli a nido di rondine….sembra ci sia scoppiata una bomba…..- ma non feci nemmeno in tempo a finire la frase che mi spinse fuori dalla porta buttandomi addosso i miei indumenti e sbattendomela direttamente sul naso, lasciandomi nel corridoio coperto dai boxer e dalla maglietta con in mano i jeans e le scarpe. Nel momento in cui feci per dirigermi alla mia stanza mi ritrovai davanti una persona…….Cazzo, ora si che eravamo nella merda!!!!!!

Angolino delle autrici
Salveeeeee, ehm, noi quasi quasi andremmo a nasconderci col nostro bel barattolone di nutella formato famiglia, a voi i commenti ^_^

Ricordiamo qui le nostre avventure già in corso:
My first, my last, my everything di Passion80
Pensieri in parole di Passion80
Passion of mind di Passion80
The book of the days di Mikkiko78
Everytime you touch me di Mikkiko78
BlackOut di Mikkiko78

Qui poi potete seguirci in un blog di amiche insieme a tante altre amanti di FF. Leggete, leggete, leggeteeeeeeeeee
My Big Hard Tool

Commenti

  1. Sono esattamente 24h che rido....
    Penso e rido... come un'ebete....
    VI SIETE SUPERATE....
    Questo è il miglior capitolo che abbiate scritto fino ad ora... troppo divertente!!!!!
    Voi due insieme spaccate come gli hamburger con le sottilette... ahahahahahah
    Avete due menti geniali...
    E comunque non è arrivato il momento di fare avere quanche rivincita al bel Cullen? Povero, sta iniziando a farmi pena...
    E prima il peso... poi la corda... adesso pure nudo in corridoio... Dio bono che resistenza... questo è vero amore...
    Ma la cara Beòllina deve stare attenta perchè chi di spada ferisce di spada perisce... e mi sa che la minaccia che ha rivolto a Eddyno potrebbe subirla lei stessa...
    cartepillar si, ma prima o poi anche un carrarmato può venire abbattuto... buahahaahha io proverei....
    Emmettino, l'amore mio, scimmione coccolone questa volta ha capito più di quanto loro credano.... anche se nn credo che li abbia scoperti lui.... sospetto più Charlino.... ahia ahia sento odore di batoste a non finire... ahahhaahah
    Attendo con ansia e trepidazione il prossimo capitolo....
    VI SUPPLICO NN FATEMI ASPETTARE TANTO!!!!!!
    BACIUZZI SICULI!!!!

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