Capitolo 5 - Untouched

Untouched  





POV Edward



Non pensavo che tutto sarebbe stato così travolgente, in fondo la mia vita era cambiata in tante cose in poco tempo che faticavo a stare dietro a tutte le novità. Mi ero ritrovato

catapultato nella serata di gala in mio onore per la mia presentazione e per quella del nuovo prototipo, dall’oggi al domani, che ancora non mi sembrava vero. Eppure al centro di quella sala, gremita di gente che si complimentava con me mentre sorseggiavo spumante e parlavo un pochino con tutti, c’ero proprio io, la nuova punta di diamante della scuderia Ducati Corse, la loro speranza di vittoria per il nuovo gran premio 2012-2013. Accanto a me mio fratello Jasper sfoggiava tutta la sua sicurezza di mio manager intrattenendosi con personalità di cui io a malapena ricordavo il nome ma d’altronde era il suo mestiere e mi stava dando prova di saperlo fare benissimo. Finalmente riuscimmo a rimanere un pochino da soli per scambiare quattro chiacchiere, la testa iniziava a fare male; troppe novità……ed ancora non avevo visto il meglio!!!!!
-Hei fratello hai capito cosa ti sto dicendo???-
-Scusa Jaz, ho la testa che mi scoppia, tutta questa gente, sai bene che non ci sono abituato. Dicevi???-

-Dicevo, fratello, che abbiamo dei contratti importani all’orizzonte, ovviamente non ti voglio anticipare nulla perché sai come sono fatto, finchè non vedo la firma sul contratto non mi faccio false speranze ma sappi che mi hanno chiesto la tua disponibilità a diventare testimonial di alcune pubblicità-
-Come scusa???? Ma hai detto di no, vero???-
-Ma scherzi??? Come si vede che in testa hai solo i motori e non il senso degli affari!!!! Dobbiamo battere il ferro finchè è caldo, tu ora sei la promessa del momento, la tua immagine se la litigano quindi dobbiamo sfruttare la tua fama finchè dura!!!!-
-Sia ben chiaro, io non mi spoglio per i favori di nessuno, non mi metto in mutande a fare le pose da minchione davanti alla fotocamera!!!!-
-Ma dai, per chi mi hai preso??? Non ti ho mica detto che devi sponsorizzare un sexy shop,

idiota di un fratello!!!! Hai un genio di manager, al momento si parla di orologi, deodoranti, ma quello a cui punto in assoluto sarebbe un bel colpo per la tua carriera. Se riusciamo ad avere l’esclusiva perché tu diventi il testimonial della Ducati abbiamo svoltato mio caro!!!!! Sarebbe un contratto assicurato almeno finchè resti a correre con loro, ti rendi conto???? Se riesco in questo devi farmi un monumento!!!!!-
-Va bene, ora non ti scaldare tanto che oltre al manager sei anche il fratello maggiore e continuando di questo passo ti piglia un infarto- gli dissi ridendo a crepapelle lasciandolo con una faccia tra l’offeso e lo sconcertato che di punto in bianco divenne esterrefatta, come se avesse visto un fantasma oltre le mie spalle –Mio dio ma chi è quella visione????-
Mi girai lentamente cercando di guardare nella direzione del suo sguardo e appena misi a fuoco ciò che aveva catturato l’attenzione di mio fratello lo champagne mi andò di traverso. Coofff…..Cooffff…..oddio muoio. Jasper iniziò a darmi violenti colpi sulla schiena finchè non mi ripresi ma non riuscivo a staccare gli occhi da quell’immagine.

Non poteva essere lei……..Isabella Swan era appena entrata nella sala al braccio di suo fratello, fasciata in un elegante vestito rosso con uno strascico vistoso ed una scollatura ampia che lasciava intravedere il suo seno libero dalla costrizione del reggiseno e niente di meno uno spacco sulla gamba destra che lasciava in vista quelle gambe alte, slanciate, sinuose…….da urlo…….ma dov’era tutto quel ben di dio quando indossava la tuta da meccanico????? E chi se lo aspettava un fisico così. Avevo notato che era ben messa ma non credevo fino a questo punto. I nostri sguardi si incrociarono e quando la vidi rivolgermi la solita occhiata astiosa mi ripresi e distolsi lo sguardo…..il mio cuore però ancora palpitava a ritmo impazzito ed avevo difficoltà a farlo calmare…….era troppo…..troppo tutto.
Mi voltai verso Jasper che rideva sotto i baffi –Hei fratello, ti è rimasta un pochino di bava al bordo delle labbra- e scoppiò in una risata sonora che mi fece imbestialire –Ma stai scherzando??? Quella è un diavolo in gonnella, mi sta facendo rimpiangere di essere nato, non proverei attrazione per lei nemmeno se fosse l’unica donna rimasta sulla faccia della terra- rimbrottai Jasper con tutto il disprezzo possibile –Ok, ok, non ti scaldare tanto….ricorda fratello che chi disprezza compra…..-
-Jaz ma che cazz…..- ma non feci in tempo a rispondergli che se ne era già andato lasciandomi a parlare da solo come un deficiente. Mi guardai intorno e lo vidi puntare dritto

proprio nella direzione dove Bella e sua cugina Alice si erano fermate, lo raggiunsi per capire cosa avesse in mente proprio nel momento in cui si avvicinò ad Alice mettendole le mani sui fianchi e lasciandole un bacio sulla guancia…..ALT, che stava succedendo????? Non capivo il comportamento di Jasper e mi resi conto dallo sguardo scioccato di Bella che anche lei fosse nella mia stessa condizione. Alice presentò Jasper a Bella e nel momento in cui la attirò a se per delle spiegazioni io domandai a mio fratello –Ma sei sicuro di quello che fai??? E’ la cugina del diavolo quella!!!!!!- ma ovviamente mi resi conto che le orecchie del diavolo in questione avevano captato tutto visto l’occhiataccia di rimando che mi riservò Bella prima di portare via Alice.
Jasper mi spiegò per sommi capi come aveva conosciuto Alice ed il fatto che lo avesse colpito subito con la sua esuberanza fino a conquistarlo ed a prendere la decisione di iniziare a frequentarsi. Il presidente poco dopo mi chiamò sul palco per la mia presentazione

quindi non ebbi nemmeno il tempo di approfondire l’argomento. Rimasi colpito quando, ancora prima di chiamare il secondo pilota, il nostro presidente volle sul palco Bella per scoprire il nuovo prototipo che proprio lei aveva ideato e progettato. Il modo in cui ne parlava mi lasciò esterrefatto. In effetti pensare che una donna tutta sola avesse creato quel gioiello mi lasciava davvero senza parole ma non volevo ammetterlo nemmeno con me stesso…..e poi la nostra era guerra ed io non mi sarei tirato indietro mai per primo, avrei vinto e basta!!! Io ero l’uomo, io dovevo primeggiare, non lei!!!!!
Quando scendemmo dal palco finalmente ebbi il piacere di conoscere quello che di li in

avanti sarebbe stato il mio secondo: Riley Biers, venticinquenne pure lui, simpatico, dall’aspetto sveglio, mi fece subito simpatia ovviamente finchè non arrivò lei……
-Straniero, ce l’hai fatta a tornare da Imola??? Credevo ti fossi stufato di noi e fossi andato a cercare un’altra casa motociclistica- la voce di Bella arrivò chiara alle nostre spalle. Riley si girò e le rivolse un radioso sorriso che lei ricambiò. Era la prima volta che la vedevo sorridere così serena e tranquilla –E stare lontano da te??? Ma scherzi??? Come potrei stare senza la mia vita!!!!!- e le andò incontro abbracciandola stretta e facendola girare mentre lei rideva di gusto scherzando con lui.
Quella scena mi fece contorcere lo stomaco. Che tipo di rapporto c’era fra quei due??? Era inaudito che il pilota se la facesse con il meccanico ufficiale del suo team così sotto il naso di tutti….e suo padre e suo fratello non le dicevano nulla????
Ne

avevo le palle piene di quella scena così decisi di congedarmi, in fin dei conti la serata era finita quindi la mia presenza non era più necessaria.
Tornai in sede con una delle tante macchine messe a disposizione dalla ditta per la serata, salutai mio fratello, troppo preso dalla sua nuova fiamma e poi mi diressi a casa. Ero scazzatissimo al massimo e nemmeno io sapevo perché, sentivo montarmi un nervoso dentro e non ne capivo il motivo. Mi rendevo conto che non riuscivo più a ragionare lucidamente su nulla, ormai ero all’esasperazione.
Mi buttai sul letto ancora vestito e fortunatamente il sonno ebbe la meglio. Aprii gli occhi che era già giorno. Mi resi conto che la strega del piano di sopra non si era fatta viva, magari si era rotta l’aspirapolvere oppure lo stereo???? Poi un pensiero mi oscurò l’umore…..magari non era proprio tornata a casa…..magari era rimasta con Riley……magari aveva dormito da lui……magari………………………-BASTAAAAAAAAA!!!!!-
Urlai prendendomi la testa fra le mani. Possibile che dovevo rovinarmi le giornate a pensare

a quella donna che mi stava rovinando la vita????
No, almeno quella domenica me la volevo godere in tutto e per tutto, avevo bisogno di rilassarmi e c’era solo una cosa che leniva i miei nervi e calmava il mio spirito…….la mia piccolina. Una bella passeggiata con la mia moto e tutto sarebbe passato. Magari avrei potuto andare al mare così da distendermi e non pensare più a nulla. Si, era proprio quello che mi ci voleva!!!!
Mi feci una bella doccia e mi vestii, poi presi il mio casco ed il giubbotto di pelle e scesi di sotto in cortile dove la mia principessa dormiva sotto una bellissimo telo.

Purtroppo non era la mia giornata fortunata perché al portone incontrai lei, il mio incubo personale, indossava una tuta di pelle nera che le aderiva addosso come una seconda pelle e portava in mano il casco. Aveva avuto la mia stessa idea. Mi concessi qualche secondo, fintanto che era ancora di spalle e non mi aveva visto, per ammirare quel corpo fasciato dentro quella tutina aderente che lasciava poco all’immaginazione ed avvertii subito i pantaloni diventare più stretti. Mi costrinsi a riprendermi, non potevo provare attrazione per colei che mi stava dannando la vita, non era una cosa possibile. Cercai di palesare la mia presenza prima di farmi prendere da chissà quale istinto animalesco……non era proprio il caso; non aveva la chiave inglese ma con il casco poteva sempre essere nociva.
-Vai a fare un giro in triciclo????- la vidi girarsi, il suo sguardo era di fuoco, so perfettamente cosa sente dentro, la stessa voglia di attaccare che mi sento scorrere nelle

vene, quella di avere sempre l’ultima parola su tutto e di non lasciarsi mai sopraffare dall’altro.
-Triciclo??? Sarà il tuo un triciclo, la mia è una moto degna di nota mio caro Cullen!!!!!-
Scoppiai in una sonora risata –Mia cara la mia è una signora moto, troppo per una ragazzina come te, non saresti capace nemmeno di tenerla in piedi, ci scommetterei le palle-
Si spostò di lato guardandomi con le mani sui fianchi –Perfetto, vediamo questo miracolo della meccanica che è così fuori dalla mia portata e poi ti farò vedere quello che guido io, sono proprio curiosa- disse in tono strafottente. Le feci strada passandole davanti e

portandola fino al parcheggio dove la mia piccolina dormiva sonni tranquilli sotto il suo telone. La scoprii con aria solenne e poi le rivolsi uno sguardo vittorioso aspettandomi uno suo stupito ma incontrai solo la sua espressione di scherno e capii di essermi evidentemente perso qualcosa…….
-Hei, ragazzina, questa è una Ducati Monster 796 bicilindrica ad L, distribuzione Desmodronica due valvole per cilindro, raffreddamento ad aria, 8.250 giri al minuto……- ma la vidi farmi un gesto come di lasciar perdere mentre stavo enumerando le meraviglie della mia piccina. Non sembrava minimamente scalfita dalla sua vista, poi la vidi farmi gesto di seguirla e si avvicinò ad un’altra moto poco distante, coperta sotto un altro telo e lo scoprii facendomi mancare il fiato.
-Mr. Cullen, sono lieta di presentarle la MIA bambina. Credo lei già conosca la Ducati

Monster 1100EVO, bicilindrica ad L, distribuzione desmodronica, due valvole per cilindro, raffreddamento ad aria, 7.500 gri al minuto, questa è la serie speciale per il ventesimo anniversario…..vuoi che continui oppure mi fermo qui?????- mi guardò con un sorriso di scherno sul volto, non ci potevo credere, quella donna guidava un bolide….come cazzo faceva?????? Non volevo dargliela vinta, non volevo passare per un ragazzino senza esperienza –Insomma, vorresti farmi credere che questa è la tua moto. Dai di la verità sarà di Riley o di Emmett o magari è di tuo padre. Scommetto che non riesci a tenere in piedi nemmeno il suo peso ahahahahahahahah- non può essere altrimenti.
Lei diventò livida in volto –Ok Cullen, ora mi hai proprio rotto i coglioni.  Io e te, in pista ADESSO!!!!!!!-

Montò in sella senza nemmeno infilarsi il casco, mise in moto e si diresse verso il nostro circuito. La seguii poco distante finche non entrammo in pista e ci fermammo sulla linea di arrivo entrambi ancora senza casco.
-Facciamo tre giri, chi arriva primo sulla linea di partenza ha vinto e vedi di giocare pulito ragazzino- mi disse in tono odioso, in segno di sfida e prima ancora che potessi risponderle si infilò il casco ed iniziò a sgasare.
Misi il casco e sgasai anche io, lei alzò la mano ed iniziò a fare il conto alla rovescia da tre e quando mi fec cenno partimmo in contemporanea.
La vidi sfrecciare sicura e decisa, si piegava in curva con una maestria fuori dal comune, proprio come la prima volta che l’avevo vista correre restai abbagliato da tanto talento sprecato rinchiuso in una officina.
Mi riscossi dai miei pensieri, ora non era proprio il momento di perdersi in sua

contemplazione, ora volevo darle una bella lezione. Accelerai fino a passarla e portai la moto al massimo delle sue potenzialità fino ad arrivare in curva, mi piegai ed assecondai la strada. Sentii l’asfalto correre sotto la mia ruota, passai per primo la linea di partenza e non vedendola dietro di me mi gasai già con la vittoria in pugno,; percorsi il secondo giro in stato di grazia e mentre mi allungavo sul rettilineo per ultimare il terzo giro la vidi sfrecciarmi accanto come una saetta e tagliare il traguardo per prima lasciandomi come un coglione in una frazione di secondo ed una bella figura di merda per aver perso in una corsa in moto contro una donna. Oddioooooooooooooooooooooooo

In preda ai nervi rientrai nei box, spensi la moto e scesi togliendomi il casco, lei era li: appoggiata alla porta con le braccia conserte ed uno sguardo vittorioso che aleggiava sul suo viso. E pensare che con quella tutina di pelle sarebbe così arrapante se solo non avesse quel carattere dannatamente ostinato e fastidioso.
-Allora ragazzino, brucia la sconfitta????-
Non so nemmeno come rispondere, insomma mi da i nervi ma stavolta mi ha proprio fatto nero, come cavolo faccio a tirarmi fuori da questa situazione del cacchio????
-Tu conosci bene il circuito come le tue tasche, io ancora mi ci devo abituare, non vale come prova, dovremmo rifarla su un percorso sconosciuto per entrambi-
-Lo sapevo che ti saresti attaccato agli specchi, come al solito se un ragazzino viziato, non

capisci proprio nulla, pur di non ammettere che hai perso contro una donna preferiresti farti torturare- e continuava a parlare con stizza ed una carica di odio che non nascondeva mai quando mi rivolgev la parola.
Ennesima discussione, ormai ho perso il conto di quante volte litigo con quel demone in gonnella, certo qualche volta ci metto del mio, tanto da sembrare un pochino maschilista e prepotente, però anche lei... Deve sempre avere ragione, non sopporta che le si dica nulla. Come ora, ad esempio, continua a triturarmi i maroni con la sua lagna -Vuoi chiudere quella cazzo di bocca Swan o vuoi che te la faccia chiudere io?-
-Voglio proprio vedere come fai a farmela chiudere, sei solo un bambinetto troppo cre...-

Non le do tempo di finire la frase, le mie labbra si scontrano bollenti con le sue. La lingua ottiene impertinente l'accesso alla disperata ricerca della sua, per trovarla ed iniziare a torturarla con una lenta e dolce danza. Le mani stringono i suoi fianchi mentre schiaccio il suo corpo al mio. Le mani risalgono, animate da vita propria, lungo le mie braccia infilandosi sotto le maniche in lente carezze che mi procurano brividi che arrivano direttamente al mio cervello facendomi approfondire sempre di più il nostro bacio. La sento indietreggiare lentamente, come se voglia scappare da questo contatto che mi sta bruciando dall'interno ma il mio corpo non vuole saperne di lasciarla

andare, così ci troviamo addossati al banco da lavoro. Le mani stringono il mio volto addossato al suo, mentre il peso del mio corpo la fa abbassare verso la superficie ingombra di attrezzi. Un braccio s'allunga oltre lei per sgomberarla e farla addossare sopra. Le labbra seguono la delicata linea del suo collo, assaggiando ogni centimetro di quella pelle morbida e particolarmente profumata. Le mani

scivolano sul tessuto liscio della sua tuta, sembra siano mosse da vita propria, fino a risalire verso il suo seno, per incontrare il freddo metallo della lampo. I denti pizzicano delicatamente quel piccolo triangolo di pelle nivea del petto, mentre la lingua percorre la linea che divide i seni, che s'intravvedono dalla piccola scollatura.
-Lo sapevo, che sotto questo aspetto da tigre, sei anche tu una gattina pronta a fare le fusa. Sei proprio come tutte le altre- ma non feci in tempo ad alzare lo sguardo per incontrare il suo che un violento schiaffone si abbattè sulla mia guancia. Rimasi ad occhi sbarrati mentre mi lenivo il bruciore della guancia. Lei aveva il volto rosso paonazzo ed il fiato corto, mi guardò furente –Vai a farti fottere Cullen- ed uscì di corsa dai box lasciandomi ad accarezzare la guancia….peccato che il bruciore dello schiaffo non sia la cosa che mi brucia di più……
Avvertii dei rumori alle mie spalle e credevo fosse tornata, mi volto per poterle parlare ma mi

ritrovo davanti Emmett che mi guardava storto. In effetti il box è tutto sotto sopra, nel momento in cui ci siamo fatti trascinare dalla passione abbiamo buttato a terra tutto quello che c’era sul banco da lavoro….e poi sono sicuro che la mia faccia, la mia guancia rossa ed i capelli per aria lascino molto intuire su quello che è successo.
-Emmett io….- ma mi fece un gesto con la mano per farmi tacere.
-Edward, noi lavoriamo insieme ed io non sono tenuto a sapere tutto della tua vita privata. Non voglio sapere cosa è successo qui ma quella che è uscita di corsa abbastanza sconvolta è mia sorella. Lo so che è stronza quando ci si concentra, so che è difficile da sopportare, so che tante volte te le toglie dalle

mani ma è pur sempre mia sorella ed io la amo più della mia stessa vita. Ha sofferto tanto dopo la perdita di nostra madre ed è per questo ch tende ad essere un maschiaccio ma dentro è una donna favolosa, ma non sono io a doverti dire queste cose. Sappi solo che se ti azzardi a farla soffrire non terrò conto di nulla perché chi la tocca e la fa soffrire dovrà poi vedersela con me. Ti consiglio solo una cosa Edward. Non fermarti alle apparenze. In Isabella c’è molto di più ma solo se lo vuoi veramente lei ti mostrerà quello che ha dentro. Lei è la mia principessa quindi tienilo sempre a mente- e voltandosi su se stesso uscì dal box così come era entrato. Restai li a riflettere. La guancia non bruciava più…..la mia anima invece…….

 ANGOLINO AUTRICI
Donne eccoci qui con l'ultimo capitolo prima delle feste. Volevamo farvi questo regalo di Natale e speriamo davvero che lo gradiate. Cosa ne dite del nostro carissimo Eddy-autolesionista???? Come fa quest'uomo a fare semre casino???
Come sempre speriamo che vi sia piaciuto questo capitolo quando a noi è piaciuto scriverlo e vi ringraziamo di cuore per apprezzare questa storia e seguirci con affetto.
Un bacione grande

Mikkiko78 e Passion80

Ricordiamo qui le nostre avventure già in corso:

My first, my last, my everything di Passion80
Pensieri in parole di Passion80
Passion of mind di Passion80
The book of the days di Mikkiko78
Everytime you touch me
di Mikkiko78
BlackOut di Mikkiko78

Qui poi potete seguirci in un blog di amiche insieme a tante altre amanti di FF. Leggete, leggete, leggeteeeeeeeeee
My Big Hard Tool

Commenti

  1. -Sia ben chiaro, io non mi spoglio per i favori di nessuno, non mi metto in mutande a fare le pose da minchione davanti alla fotocamera!!!!-
    -Ma dai, per chi mi hai preso??? Non ti ho mica detto che devi sponsorizzare un sexy shop,

    idiota di un fratello!!!!


    Prima di dire la mia su questo capiutolo voglio dire due paroline....no cioè ma anche si.... jazz convincilo ti prego!!!!
    Sti due sono peggio di cane e gatto... lui provoca e lei incassa e risponde a dovere...
    Non capiscono che non ci sarà mai un vincitore... perchè sono uno peggio dell'altro.
    Con l'episodio di oggi poi... siamo nei casini... Bella prova qualcosa di forte per Edward e pure lui solo che ancora non lo sanno...
    lo scopriranno vivendosi o ammazzandosi... come è meglio pensarla...
    In questo capitolo si sono capite due cose...
    1. Edward è un coglione casinista...
    2. Quei due faranno faville appena capiranno che è più bello fare l'amore che la guerra...
    Che poi, con tante cose da dire, quello si perde in un bicchiere d'acqua....
    Cioè davvero credeva che dire:

    -Lo sapevo, che sotto questo aspetto da tigre, sei anche tu una gattina pronta a fare le fusa. Sei proprio come tutte le altre-

    Ma sei scemo?
    Oddio non ha capito nulla della vita....
    Adesso povero lui.... inizierà una guerra senza esclusione di colpi... le chiavi inglesi saranno solo un dolce ricordo...
    Devo dire che stavolta se l'è andata a cercare col lanternino dei pescatori...
    E pensare che è rimasto pure visibilmente geloso dalla comparsa di Riley...
    Eh vabbè... alla fine la storia è più bella quando ci sono casini a complicarne il lieto fine.
    Per oggi vi siete salvate... anzi devo farvi i complimenti... non sono certa di volere amoreggiamenti per il momento...
    E' bello leggere una storia d'amore che nasce da mazzate e fustigazioni varie... è più intensa...
    Ora non è che perchè vi dico così dovete portarla per le lunghe... sappiate dosare l'attesa...
    ultima cosa e poi chiudo....
    10 alla song.... SPACCA DI BRUTTOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!
    Ok finito.....
    Alla prox figliole...
    baciuzzi

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