Capitolo 10 - Innuendo
Innuendo
“Velluto sotto le mie mani
Scivola addosso
Lento come il mare
Che accarezza le rive
Insinuandosi tra gli
Spazi nascosti tra le rocce.
Alimenta il mio
Fuoco
Invadendo con la sua presenza
Il mio animo agitato.
Sospiri dettati dal tempo
Di essere amati” (scritta da Passion80)

POV Bella
Non solo dovevo sottostare alla clausura imposta da parte di mio fratello che magari si illudeva anche che, alla veneranda età di 25 anni, fossi ancora vergine!!!! Poi mi ero trovata anche un “trombamico” idiota che lasciava pezzi in giro per la stanza tanto per rendermi la vita ancora più complicata. In effetti odiavo tutti quei sotterfugi ma sapevo anche che se tutta questa storia fosse venuta alla luce del sole tutto si sarebbe complicato invece così era semplice. Ci trovavamo un pochino ovunque e la scintilla scattava automaticamente. Avevamo un affinità che non avevo mai raggiunto con nessuno e mi piaceva come mi sentivo insieme a lui.
Non avevamo ne pensieri ne preoccupazioni, nessuna inutile gelosia, eravamo liberi di fare quello che ci pareva e poi, quando avevamo bisogno di sfogarci, ecco che, come due calamite, i nostri corpi si cercavano e si regalavano attenzioni uniche che sfociavano sempre in orgasmi più che soddisfacenti. Riflettevo ancora fra me e me appoggiata alla porta che pochi minuti prima avevo sbattuto sul naso di quel bell’imbusto del nostro campione quando sentii bussare con una forza ed
una violenza da mandarmi ai pazzi; cosa cavolo voleva ancora quell’idiota. Aprii di scatto la porta –Se hai intenzione di chiedermi scusa….- ma non feci in tempo ad ultimare la frase che un uragano mi trascinò dentro di forza portandosi dietro pure Edward e sbattendo la porta alle sue spalle.
- Rose?! Cazzo ci fai tu qui, non dovevi essere sotto la doccia con mio fratello?- lei mi guardò storta –Ho fatto finta di andarmi a fare la doccia per farmi seguire da tuo fratello visto che avevo voglia di un pochino di coccole sotto l’acqua e invece quell’imbecille è uscito non capendo il mo segnale….allora mi sono rivestita per vedere dove cazzo fosse finito e mentre cercavo ho trovato questo allocco mezzo nudo nel corridoio davanti alla tua porta!!!!! Adesso mi dite cosa cazzo state combinando voi due????? Sentiamo geni, come avete intenzione di continuare questa cosa????- Rosalie era livida in volto e sbraitava come uno scaricatore di porto
-Semplice Rose, tu tieni la bocca cucita e nessuno lo verrà a sapere- le dissi semplicemente sorridendole
tranquilla –Quindi mi stai dicendo che tu butti fuori dalla porta della tua camera, nel corridoio di un albergo aperto a tutti, il tuo uomo in mutande e maglietta con il resto della roba in mano come se niente fosse e non ti preoccupi nemmeno del fatto che fuori al posto mio ci sarebbe potuto essere chiunque???? Bella ma che cazzo dici??? E se ci fosse stato un paparazzo ci hai pensato??? Se fosse stato Black???? Magari li fuori ci potevano essere tuo padre o Emmett???? Ma dico che cosa ti dice il cervello????- era ormai evidentemente incazzata nera e parlava a raffica come un treno in corsa –Sai bene che se Emmett si accorge che lo state prendendo per il culo ti fa la pelle e credo che al signorino sparerà nelle chiappe…..non penso gli lascerà la possibilità di riprodursi ancora- disse in tono di sfida fissandomi negli occhi e poi rivolgendo lo sguardo verso Edward –Per favore Cullen puoi rivestirti invece di stare li impalato come uno stoccafisso, non sei il mio tipo quindi non mi interessa lo spettacolo-.
Edward sembrò riaversi da uno stato di catatonia istantanea ed iniziò a rivestirsi in fretta.
Sentivo il nervoso montarmi dentro, insomma tutti sempre pronti a dirmi quello che dovevo o non dovevo fare ma non ero più una bambina –Adesso basta, ma cosa crede Emmett che la terrò sotto-spirito finchè campo o che magari ho in progetto di farmi suora di clausura???? Insomma ho 25 anni e scelgo io cosa sia meglio per me!!!!!-
Ma lei non si arrese –E questo sarebbe il tuo meglio???? Voi due dovete lavorare a stretto contatto tutti i giorni per la durata del suo contratto- disse indicando Edward –se qualcosa dovesse andare storto hai pensato a cosa succederebbe???-
-Ma quanto la fai lunga, insomma, andiamo a letto insieme quando ci va, quale sarà mai il problema io non capisco proprio- a quelle parole la vidi guardarmi perplessa poi squadrare Edward e sospirare, finalmente sotterrando l’ascia di guerra –Perfetto, ma poi non mi venire a dire nulla perché ti ho avvertito…..per te Cullen è chiaro l’avviso vero????- lui non disse nulla con gli occhi sbarrati ma annuì solamente.
Si voltò un secondo e mi prese per un braccio –Vieni con me un attimo- e mi trascinò in bagno chiudendo
la porta. Mi fissò negli occhi, ora più che arrabbiata sembrava preoccupata, aveva assunto un’espressione seria che non mi piaceva per niente - Senti bambina, ti conosco da quando ancora avevi i brufoli, non eri maggiorenne e la tua cosetta aveva il sigillo di garanzia!!!!! Puoi infinocchiare tutti ma non me. Potete raccontare finchè vi pare la storia degli amici di letto, è solo sesso, ecc, ecc, ma io ci vedo tesoro!!!!!- disse intensificando il suo sguardo su di me. Non capivo proprio dove volesse andare a parare -E cosa vedresti di grazia????- le dissi con tono di sfida - Che vi state prendendo per il culo e nel momento in cui vi renderete conto di quanto ci state dentro ormai sarà troppo tardi!!!- restai sbalordita dalle sua parole -Rose ma che cazzo dici????- le chiesi con gli occhi fuori dalle orbite ed una voce stridula. Lei mi guardò attentamente -Non dire che non ti avevo avvertito. Ora vado a recuperare lo scimmione, vorrei sapere dove cazzo è finito- e sculettando uscì dalla stanza, non prima di aver riservato ad Edward un'altra occhiata di fuoco e chiudendosi la porta alle spalle.
Restai li impalata non capacitandomi di quello che era successo finchè un rumore mi risvegliò. Edward si stava rimettendo le scarpe e senza voltarsi si diresse alla porta –Io torno in camera mia- e senza aggiungere altro uscì lasciandomi sola con i miei pensieri. Non capivo cosa avevano tutti quanti. Insomma, mi pareva di avere detto la realtà dei fatti eppure nessuno sembrava credere a quello che dicevo. Pensai che un bagno avrebbe sciolto i miei nervi così mi spogliai e mi infilai nella doccia cercando di togliermi di dosso quello che era rimasto della nutella che ormai si era cementificata sul mio seno.
Ringraziai il fatto che fossimo in Spagna e che per tornare a casa ci sarebbe voluta solo un’ora e mezzo di aereo. Ero stanca, stressata, tutto quel difendersi dagli altri che volevano impormi come stare al mondo mi aveva sfiancata ed ora non vedevo l’ora di rilassarmi finalmente con la mia piccolina, magari facendo un
bel giro al mare come avevo abitudine.
Il ritorno fu tranquillo, chiusi il mondo fuori inforcando i miei occhiali da sole e le cuffiette del mio i-pod anche se lo sguardo costante di mio fratello mi perforava le scapole ma non avevo voglia di stare a sentire le sue paternali.
Una volta in sede nemmeno mi presi la briga di portare la valigia a casa, avevo il giubbotto ed il casco di sotto nello spogliatoio e mi preparai uscendo dal garage e rischiando anche di far fuori mezzo team per la mia irruenza. In men che non si dica ero già sulla litoranea a godermi il paesaggio e sentivo i miei muscoli rispondere e tranquillizzarsi. Io e la mia moto eravamo un essere unico. Lei era parte di me e per sentirmi completa dovevo guidarla. Solo in quei momenti non sentivo più la pressione di papà ed Emmett, le teorie folli di Rosalie, i pregiudizi degli sconosciuti sul mio lavoro, gli sguardi strani di Edward…..tutto mi scorreva addosso e scivolava via proprio come l’asfalto sotto le ruote.
Mi fermai quando ormai il sole era tramontato oltre l’orizzonte fondendosi con il mare, e parcheggiai la moto sulla sabbia poco distante da me. In quel posto non c’ero mai stata, essendo maggio ancora la spiaggia non era molto frequentata e le ultime persone se ne stavano andando via in quel momento. La vibrazione del cellulare mi fece sussultare. Lo presi dalla tasca interna del giubbotto e guardai il display. Svogliatamente accettai la chiamata –Papà??- dissi cercando di non far trapelare la mia stizza, in fondo almeno lui ancora non aveva aperto bocca e sentenziato sulla mia vita nell’ultimo periodo –Bells??? Ma che fine hai fatto??? Credevo che venissi a dare un bacio al tuo vecchio e a raccontarmi la trasferta invece mi sono visto arrivare tuo fratello che mi ha detto che sei
montata in sella come una furia e sei sparita già diverse ore fa. Allora…. cosa opprime la mia principessa??? Lo sai che al tuo papà puoi dire tutto!!!!- Si, come no…..si papà ho una favolosa storia di solo sesso con il nostro primo pilota ma tutti mi rompono l’anima perché non dovrei e non sono capace di prendere le decisioni per conto mio…..no, decisamente non era un discorso da affrontare con mio padre, non gli avrebbero retto le coronarie, specialmente al telefono. Sospirai cercando di raccogliere la pazienza per non essere scortese –Avevo bisogno di ricaricarmi, sai meglio di me che quando sono stanca e stressata solo una cosa può farmi bene, la mia piccolina. Non ero in forma ottimale, scusami papà-
Mi sentii in colpa, in effetti di solito passavo subito a salutarlo di ritorno dalle trasferte ma quel giorno ero allo stremo, non volevo che mi leggesse negli occhi che qualcosa non andava –Bhe tesoro comunque non credi sarebbe ora di rientrare. Sta facendo buio e lo sai che non mi sento tranquillo a saperti in giro di notte da sola……..- come era dolce il mio papino, stavo per rispondergli quando la sua affermazione mi gelò sul colpo –Bella tesoro, non è che sarà stata la Nutella????-
-COMEEEEEEEEEEEEEE?????????????- urlai fin troppo forte, forse, sturandogli un timpano –Heiiiiii, non c’è bisogno che urli, che ti prende!!!!! Emmett mi ha detto che avevi trangugiato la nutella fino a non sentirti bene allora pensavo fosse quella ad averti fatto stare ancora così male- tirai un sospiro di sollievo capendo che non sapeva la verità –No, tranquillo, comunque sto per rientrare. Quando sarò a casa passo da te, ok???-
-Perfetto tesoro, a fra poco e guida con prudenza!!!-
-Certo papi come sempre!!!- e riattaccai. In fondo quel momento di “coccole familiari” aveva giovato al mio spirito quindi ero pronta a rientrare. Montai in sella e tornai a casa.
POV Edward
Ero perplesso, continuavo a rivivere quegli istanti nella mia testa a ripetizione e c’era qualcosa che mi aveva scosso dentro, nelle parole di Rosalie. Già il fatto di essere stati beccati mi aveva lasciato di stucco ma fortunatamente Rose era come una sorella per Bella e, nonostante tutti i casini e le parole che si erano urlate contro, alla fine si era arresa lasciandoci al nostro destino, però le sue parole mi erano rimaste dentro. Lei diceva che c’eravamo “immischiati” più di quanto pensassimo, che la nostra non fosse una storia di sesso ed io ero rimasto li come un fesso, fermo su quelle parole……….ero come stordito perché in fondo mi ero accorto che mi avevano toccato e quando Bella aveva affermato che il nostro rapporto non era nulla ma solo una questione di placare i nostri piaceri mi ero sentito ferito.
Me ne ero andato senza voltarmi per non farle vedere la mia faccia delusa, non capivo nemmeno io cosa
mi stesse succedendo ma avevo bisogno di riflettere. Quando ci incontrammo sull’aereo lei era scostante, non aveva parlato con nessuno ed addirittura, al nostro arrivo in sede, come un fulmine era montata sulla sua moto e sfrecciata via senza dire nulla nemmeno ad Emmett. Sicuramente era stanca, tutti le stavano addosso ed ero certo che mantenere anche il nostro segreto iniziasse un pochino a pesarle, però quella fuga proprio non l’avevo digerita.
Mi ero rintanato in casa, stanco, svuotato, sentivo uno strano senso di vuoto dentro ma non sapevo dargli un nome finchè il campanello di casa non mi risvegliò. Possibile che Bella fosse rientrata ed addirittura avesse avuto voglia di parlare??? Mi alzai dal divano trascinandomi fino alla porta ma appena la aprii mi trovai davanti l’ultima faccia che mi sarei mai aspettato.
Lui mi sorrise e poi mi tirò una maglietta –Hei Romeo, questa credo proprio che sia tua…..posso entrare???- ma senza attendere avanzò fino a ritrovarsi al centro del mio soggiorno. Abbassai piano la maglietta che mi aveva tirato Emmett riconoscendola come quella che avevo lasciato in camera di Bella e che lei aveva regalato a suo fratello per camuffare la mia disattenzione. Guardai Emmett sbalordito e lui mi scoppiò a ridere in faccia –Ma daiiii, non fare quella faccia da triglia, pensavate davvero che fossi così stupido???? Ragazzi come mi conoscete poco. Ringrazia che mi stai simpatico altrimenti ti avevo già polverizzato le palle Cullen!!!!!- un brivido gelato mi corse sulla spina dorsale…..faceva quasi più paura di sua sorella con una chiave inglese in mano.
-Accomodati Emm, vuoi qualcosa da bere???- si sedette sul divano bello comodo e mi rivolse uno
sguardo che la sapeva lunga –Dammi una birra và e poi vieni qui e chiariamo questa situazione-
Raccolsi il coraggio, alla fine prima o poi lo sapevamo entrambi che quel discorso avrebbe dovuto essere affrontato. Appoggiato contro il divano, mi fissava con un sopracciglio alzato ed un sorriso sarcastico disegnato sul volto. Non parlava, mi guardò soltanto per un tempo che mi parve eterno e questo mi mandò in confusione, insomma… aveva scoperto che andavo a letto con sua sorella e l'unica sua reazione era quella di non fare nulla? Non so quanto rimanemmo a studiarci; una cosa era certa, potevo quasi sentire le rotelle del suono cervello che si muovevano frenetiche, mentre ripassavo lentamente la strada che mi separava dalla porta. Basta con questa Impasse, era ora di farla finita e parlare - Emm.. senti.. – ma non mi fece
finire la frase, con la sua mano m'impose il silenzio, per poi parlare lui - Ma davvero credevate di farmi fesso? Tu non mi conosci, ma mi stupisco di mia sorella, sicuramente il sesso ha un effetto strano su quella ragazza, limitandone le funzioni mentali- disse con tono tranquillo –Sai, vi ho osservato molto in questo periodo. Inizialmente trovavo strano il vostro sparire ed apparire quasi in simultanea, accampando scuse che non stavano né in cielo né in terra, ma ho sempre taciuto e fatto finta di nulla, volevo vedere fin dove avevate intenzione di arrivare- Una leggera risata gli vibrò nel petto, ed io mi ritrovai scioccato nel constatare che aveva sempre saputo tutto -Quindi.. quando..- alzò gli occhi al cielo ridendo -Edward, secondo te perché ti
ho dato quel libro? Ma davvero hai creduto che avessi pensato che tu fossi gay? Andiamo!- s'avvicinò e riprese in mano la maglietta aprendola e mostrandomi bene il disegno -Quando voglio fare lo scemo ci riesco benissimo, ma ricorda che non lo sono. Questa te l'avevo vista addosso mezz'ora prima, due più due riesco ancora a farlo- in effetti mi resi conto che avevamo dato troppo per scontato che non facesse caso ai dettagli, sbagliandoci di grosso oltretutto -Senti Emmett io….- ma lui continuò imperterrito -No, sentimi tu, Edward e per bene, lo dirò una volta sola, non mi piace ripetermi. Sono un fratello geloso e possessivo ma non posso sperare che mia sorella si faccia monaca di clausura per far contento me e mio padre. Non mi sono mai illuso fosse ancora vergine, anche
se segretamente c’ho sempre sperato- rise da solo delle sue affermazioni cercando anche di stemperare l’atmosfera che si era fatta più pesante –Capisco benissimo che abbia dei bisogni, delle necessità, delle pulsioni e non mi aspetto che mi stia a raccontare tutti i ragazzi che si porta a letto però non voglio vederla soffrire ed è per questo che ti ho voluto parlare. Mia sorella sembra una roccia ma non lo è. La perdita di nostra madre l’ha segnata duramente ed, anche se non lo da a vedere, dentro porta cicatrici profonde, quindi vorrei evitarle la sofferenza gratuita, non so se mi spiego signorino!!!!!- ribadì guardandomi con aria di sfida. Sentii montarmi la rabbia dentro, stavo per esplodere ed anche se mi rendevo conto che sarebbe stato un errore non potei fare a meno di buttare fuori tutto il mio risentimento -Ah, grazie tante!!!! Capisco che vi preoccupiate dei sentimenti di Bella, d'altronde io non sono nessuno per voi. ma dei mie sentimenti, del mio cuore non vi interessa?? Del fatto che la amo e non so come potrei farglielo capire, visto che per lei siamo solamente questo... degli “scopamici”. Che poi.... cazzo vorrà dire
quella parola! Porca miseria due amici non scopano, due amici manco si baciano, ed io per lei non voglio essere solo un amico, cazzo, proprio no! Lei è mia!- avevo il fiatone, le parole erano uscite da sole e mi resi conto dell’importanza di quello che avevo detto nel momento in cui vidi il sorriso di Emmett allargarsi sul suo viso avvicinandosi a me - Ohhh, finalmente te ne sei reso conto, felice di esserti stato d'aiuto. Mi stai simpatico Edward, ti do la mia approvazione, ma ora sono serio: prenditi gioco di mia sorella e di te non rimarrà nemmeno la polvere- e con una poderosa pacca sulla schiena uscì di casa fischiettando allegro e contento lasciandomi solo con i miei pensieri e con la verità che prendeva sempre più forma davanti ai miei occhi: io AMO Bella!
Quella consapevolezza ebbe l’effetto di una doccia gelata. Appoggiai la fronte alla finestra del soggiorno cercando di schiarirmi le idee proprio nel momento in cui rientrava con la moto. Si era fatto buio e lei era stata tutto il pomeriggio fuori e mi resi conto per la prima volta che un moto di gelosia aleggiava nel mio cuore solo al pensiero di non sapere dove fosse stata ma soprattutto con chi……cazzo, pure geloso nooooooooo.
La volevo, volevo fosse mia come non avevo mai desiderato nulla nella mia vita. Rosalie aveva ragione, mi stavo prendendo per il culo ma Bella cosa provava per me???? Era quello il pensiero che non mi abbandonava mai, la paura che effettivamente io per lei fossi stato solo uno dei tanti che le scaldava il letto, magari davvero lei pensava che tra noi era un bene che non ci fosse una storia, io ero solo li a portata di mano quindi, al momento, era la soluzione più logica e facile. Mi sentii ancora peggio poi la rabbia prese il posto della delusione. Io ero Edward Cullen, non mi sarei mai fatto mettere sotto da lei, dove erano finiti i miei attributi, quelli che usavo i primi tempi con lei quando eravamo un litigio continuo??? Non mi sarei arreso, l’avrei conquistata……vabbè ma come???? Regalandole una nuova cassetta per gli attrezzi???? Oddio che impiastro, non ero mai stato uno da corteggiamenti, di solite le ragazze facevano la fila per volermi quindi non ero abituato a doverle conquistare ma stavolta sarebbe stato diverso, lei era diversa ed io volevo fosse mia. C’era solo una persona in grado di aiutarmi, l’unica donna oltre a Bella presente in quel team in esubero di testosterone, sperai solo che presentarmi alla sua porta non avrebbe dichiarato la mia condanna a morte, non le stavo poi così simpatico.
Uscii di corsa e percorsi le scale due scalini alla volta per arrivare più in fretta alla sua porta, volevo
subito risolvere la questione. Suonai il campanello e poco dopo Rosalie mi venne ad aprire in tuta e con i capelli legati in una coda, anche così era di una bellezza senza precedenti, Emmett era un uomo veramente fortunato ma anche lei lo era, quei due erano una coppia fantastica. Lei mi guardò con un sopracciglio alzato e poi, senza dirmi niente, si scostò per farmi entrare. Il suo appartamento era molto particolare, il design era moderno ma alle pareti invece dei soliti quadri, c’erano targhe, foto di gare, bandiere del nostro team e rimasti estasiato a vedere quel pezzo di storia –Hai mai sentito parlare di Thomas Hale???- mi chiese sedendosi sul divano e facendomi segno di accomodarmi –Si certo, il famoso pilota di Formula Indy prematuramente scomparso per un incidente durante una corsa, giusto??- e solo in quel momento mi resi conto che oltre alle foto del nostro team c’erano anche quelle di corse automobilistiche. Una in particolare attirò la mia attenzione, su un podio un uomo biondo e
longilineo vestito con la tuta da corsa teneva in alto la coppa della vittoria della gara e dall’altra parte aveva una bambina bionda con lunghi boccoli che lo abbracciava stretto dandogli un bacio sulla guancia. Mi voltai verso Rose incredulo e lei rispose alla mia muta domanda –Si era mio padre. Mi portava spesso alle corse con lui ed io lo aspettavo ai box alla fine della corsa. Quella è stata la sua ultima vittoria, la gara successiva ho aspettato nei box invano il suo rientro- e la vidi intristirsi –Scusami Rose, non sapevo questa storia, mi dispiace- ma lei mi sorrise guardandomi negli occhi –Non è nulla, sono passati venti anni da allora ma lui è sempre con me. Ecco perché ho deciso di seguire Emmett in ogni tappa, voglio essere sempre al suo fianco, non perdere mai un solo attimo del tempo che ci è messo a disposizione- le sorrisi anche io, adesso che avevo chiari i miei sentimenti capivo perfettamente le sue parole –Credo che tu ora sappia quello di cui sto parlando vero Edward???- come se mi avesse letto nel cervello capii al volo a cosa
stavo pensando –Si Rose e sono qui proprio per questo. Io non voglio essere per lei uno “scopamico”, io voglio che lei sia mia, voglio che sia la prima cosa che vedo al mattino appena aperti gli occhi e l’ultima prima di andare a dormire……io la amo- mi sorrise –Meno male che dei due almeno uno ha il buon senso di ammettere le proprie debolezze. Quella capocciona preferirebbe essere torturata piuttosto che dire le cose come stanno-
-Rose, tu credi davvero che io possa conquistarla???- le chiesi come un bambino pauroso –Io credo tu lo abbia già fatto ma purtroppo, e te ne sarai reso conto da solo, Bella non è come le altre. Dopo quello che ha sofferto ha alzato una barriera intorno a se per paura di soffrire. Ti dico solo che 8 anni fa quando mi sono messa insieme ad Emmett è stato difficilissimo per me fare amicizia con lei. Per Bella ero solamente una che voleva portarle via l’amore di suo fratello. Da quando ha perso la mamma non vuole più
affezionarsi alle persone per paura di soffrire quindi posso dirti che sarà difficile farle ammettere quello che ha nel cuore ma non impossibile. Tu sei certo di esserne innamorato??? Sei certo che il tuo amore saprà andare oltre la sua scorza dura ed abbattere le sue barriere??? Sei certo che vorrai lottare con tutto te stesso per averla??? E soprattutto sei certo che tutto questo non sia uno stupido capriccio perché se la prenderai per il culo io nemmeno voglio entrare nel merito i quello che potrei farti!!!!!!- la guardai negli occhi cercando di essere più chiaro possibile –Rose, io amo Bella, ci ho messo un secolo a capirlo ma è così e farò di tutto per conquistarla non mi spaventa nulla e poi, sinceramente, tra te ed Emmett che mi avete promesso di spaccarmi la faccia un centinaio di volte sarei proprio masochista a farla soffrire!!!!!- lei rise ed io mi sentii finalmente più sereno, ora almeno che loro sapevano mi sentivo meno solo in questa avventura. Rose mi aiutò con dei consigli che cercai di mettere in pratica. Avevamo la preparazione per il circuito di Le Mans in Francia quindi con la scusa del lavoro sarei potuto starle sempre alle costole.
Il corteggiamento non era il mio forte e me ne resi conto subito come la mattina che le suonai portandole i
cornetti alla nutella che tanto amava ed una rosa bianca. Quando mi aprì la porta era in canotta e culotte ed i capelli un nido di rondini, l’avevo evidentemente svegliata ma prima che potesse uccidermi avevo mandato avanti i cornetti e la belva si era sedata. Peccato che poi, volendo fare il romanticone la avevo dato la rosa con cui si era inavvertitamente punta e cinque secondi dopo la belva mi aveva sbattuto fuori da casa sua con un sonoro calcio nel culo che faceva un male cane. Oppure quando ero arrivano in officina sapendola sola con un cd di musica per creare l’atmosfera ed una bottiglia di spumante. Lei ovviamente mi aveva guardato storto non capendo il mio comportamento ma dopo due moine aveva iniziato a fare le fusa. La musica aleggiava intorno a noi ed ero già riuscito a toglierle qualche indumento quando preso dalla frenesia aprii la bottiglia. Morale della favola: tappo della bottiglia in testa a lei…..chiave inglese in testa
a me……fuori dall’officina ed rigorosamente in bianco!!!!!! Ad ogni tentativo aumentava la mia tristezza e le risate di Emmett e Rosalie ai quali facevo un resoconto dettagliato dei miei insuccessi. Alla fine delle due settimane ero stressantissimo ed il bello era che non sapevo se fosse per il mio corteggiamento che mi stava facendo uscire di testa o per l’ansia della gara. Mentre giravo per il box come un anima in pena aspettando che ci dessero l’ok per portare le moto in pista per la gara Riley mi si avvicinò –Hei Ed come andiamo???- era sorridente e rilassato –Tutto bene Ry, tu come stai, ancora dolori o siamo di nuovo al massimo???- mi diede una pacca sulla spalle –Tranquillo, sono duro io, mi piego ma non mi spezzo- e scoppiammo a ridere entrambi –Sai amico, questi circuiti in Europa mi piacciono, sono quelli che preferisco perché non ci stressano troppo quindi diamo il meglio nelle gare-
-Si in effetti hai ragione ma comunque resta il fatto che questa volta la Pole Position la hai tu quindi sei
stato meglio di me nelle prove di qualificazione- ma Riley si fece serio –Ed non dirlo nemmeno per scherzo, sei stato sfortunato, ci ha beccato la pioggia e non hai potuto migliorare il tuo tempo tutto qui ma sei comunque in seconda posizione quindi ci metterai un secondo a farmi le scarpe- e mi provocò un’altra risata –Sai, l’importante è che le scarpe riusciamo a farle agli altri, specialmente a quell’idiota di Black poi la vittoria resta sempre in casa quindi chi vince dei due va benissimo- e gli strizzai l’occhio dandogli un breve abbraccio d’intesa –Si hai ragione e poi saperlo in
ultima fila perché si è insabbiato nelle prove ed è stato penalizzato mi fa partire molto più felice e rilassato- non potevo dargli torto, con Black in ultima posizione la gara sarebbe stata molto meno problematica. In quel momento arrivò l’addetto che ci informò di poter iniziare le manovre per disporci in pista anche se la pioggia sembrava continuare a scendere senza sosta. Mi voltai per andare a prendere la mia moto mentre Emmett portava la seconda a Riley e mi ritrovai di fronte Bella in sella alla mia moto. La guardai negli occhi e lei mi sorrise lievemente ma leggevo ansia nel suo sguardo. Scese e mi porse il manubrio. Notai il quadrifoglio che era solita lasciarmi sulla moto per augurarmi buona fortuna e le sorrisi
–Il treno di moto da pioggia è già montato. Ricorda che dopo il rettilineo arriverai alla prima curva ad una velocità superiore ai 250 kilometri orari, ricorda che l’asfalto è molto scivoloso e non cimentarti in manovre troppo brusche. Se senti che non risponde rientra immediatamente che diamo un’occhiata all’assetto. Ti prego non tirare troppo- e mi rivolse uno sguardo triste. Era in ansia per me e le sue parole mi scaldarono il cuore facendo nascere una piccola luce di speranza per il mio amore, anche se piccola e debole. Le accarezzai la mano appoggiata sul manubrio senza farmi accorgere da nessuno –Terrò a mente tutto quello che mi hai detto e farò attenzione- e presi il quadrifoglio mettendolo nella tasca interna all’altezza del cuore dove lo tenevo sempre durante le corse. Lei se ne rese conto ed arrossì, in effetti non mi aveva mai visto fare quel gesto e mi sembrò restarne positivamente colpita. Infilai il casco ed i guanti e poi mi diressi fuori lasciandola li che si chiudeva la tuta regolamentare, pronta per mettersi a lavoro.
Quando il semaforo ci diede l’ok partii a razzo e non mi resi conto nemmeno che solo con l’accelerata di partenza avevo già sorpassato Riley lasciandolo in seconda posizione e quando arrivai alla famosa prima curva sfioravo i 270. Decelerai gradualmente per permettere alla moto di abituarsi all’asfalto senza brusche manovre proprio come mi aveva chiesto Bella. Avvertivo più delle altre volte il suo sguardo su di me tutte le volte che passavo davanti al rettilineo dei box anche se non potevo controllare con i miei occhi perché la pioggia battente mi permetteva di mettere a fuoco a malapena la strada davanti a me. Avevo però i ragazzi dal box che mi tenevano costantemente aggiornato su quello che succedeva dietro di me. La voce di Emmett rimbombava acuta nelle mie orecchie avvertendomi che Riley mi seguiva a ruota distaccato solo di 10 secondi e se la stava cavando
benissimo, che la mia presenza non gli dava per niente fastidio e che stavamo procedendo perfettamente in sincrono senza correre il rischio che le nostre posizioni venissero intaccata da nessun altro. Black aveva recuperato delle posizioni ma c’erano comunque altri 10 piloti fra noi e loro quindi potevo stare tranquillo di non vedermelo comparire davanti agli occhi. Fino a che ci fu un rumore metallico di sottofondo ed Emmett mi disse di stare in ascolto me senza distrarmi troppo. Dopo un istante di silenzio avvertii un cambiamento e la voce di Bella entrò dentro il mio auricolare facendomi sussultare
–Non ti distrarre, non voglio averti sulla coscienza Cullen!!!- mi disse col suo tono finto acido, la cnoscevo bene ormai, cercava di fare la dura ma alla fine sapevo che lo stava facendo perché si preoccupava per me –Emmett è un attimo al seguito del pit-stop di Riley che abbiamo i secondi contati, quindi mi ha chiesto di non lasciarti solo in cuffia altrimenti ti saresti preoccupato…..cosa fondamentale……Black l’idiota si è appena giocato la corsa, è andato lungo all’ultima curva in quanto troppo di corsa quindi ora è una bella passeggiata di salute. Mancano gli ultimi tre giri tesoro…..- ed un colpo di tosse smorzò la sua voce –Ehm Cullen sbrigati!!!!!- e mollò di nuovo le cuffie a suo fratello. Mi aveva chiamato tesoro????? MI AVEVA CHIAMATO TESORO??????? Oddio speravo davvero che non avessi inteso male perché il mio cuore
aveva iniziato a fare le capriole. Cercai di riacquistare la lucidità per ultimare quei tre giri prima di fregarmi la corsa come l’idiota. Al rettilineo davanti ai box dell’ultimo giro alzai il pollice, sapevo che mi guardava quindi volevo farle sapere che stavamo per prenderci la vittoria che meritavamo e quando la bandierina a scacchi mi sfrecciò davanti ala fine del giro d’onore dove esultai per tutti i fan sugli spalti mi diressi diretto ai box prima di salire sul podio. Scesi dalla moto di corsa e la vidi uscire guardandomi stranita non capendo
quali fossero le mie intenzioni finchè non l’abbracciai di slancio e la feci girare in aria preso dall’entusiasmo mentre lei rideva a crepapelle –Hey straniero mettimi giù, devi andare a prendere la coppa che ti sei guadagnato- mi disse lei sorridendo felice mentre la rimettevo a terra. Le sfiorai la guancia con indosso ancora i guanti poi passai il pollice su quelle labbra che avrei tanto voluto assaggiare immediatamente ma mi ricordai che eravamo davanti a tutti quindi le sorrisi e rimontai in moto dirigendomi al podio.
Nel momento della conferenza stampa avevo ancora l’adrenalina a mille e mi sentivo euforico, era vero che lei non mi avesse detto apertamente che mi amava però avevo come l’impressione che i suoi occhi ora mi guardassero con una luce diversa. Ero perso nei miei pensieri e rispondevo in modo banale e generico alle domande dei giornalisti intervenuti fino a che arrivò la solita
domanda personale –Signor Cullen, c’è una donna importante nella sua vita????- sorrisi interiormente al pensiero di Bella in quel momento davanti allo schermo, chissà cosa avrebbe pensato della mia risposta….avrebbe capito???? Ci speravo sinceramente. Guardai il giornalista che mi aveva fatto la domanda e risposi tranquillamente –Oltre mia madre??? Certamente, ma non vi dirò chi è!!!!- il silenzio in sala fu immediato.
Angolino delle autrici
Ragazze non sappiamo veramente cosa ve ne sembra, aspettiamo ora di sapere il vostro punto di vista di questo Eddy falling in love!!!!!! Il nostro grande conquistatore ahahahahahaah Ora a voi la parola, un bacione per tutte e grazie di seguirci con tanto entusiasmo ^_^
Ricordiamo qui le nostre avventure già in corso:
My first, my last, my everything di Passion80
Pensieri in parole di Passion80
Passion of mind di Passion80
The book of the days di Mikkiko78
Everytime you touch me di Mikkiko78
BlackOut di Mikkiko78
Qui poi potete seguirci in un blog di amiche insieme a tante altre amanti di FF. Leggete, leggete, leggeteeeeeeeeee
My Big Hard Tool
“Velluto sotto le mie mani
Scivola addosso
Lento come il mare
Che accarezza le rive
Insinuandosi tra gli
Spazi nascosti tra le rocce.
Alimenta il mio
Fuoco
Invadendo con la sua presenza
Il mio animo agitato.
Sospiri dettati dal tempo
Di essere amati” (scritta da Passion80)
POV Bella
Non avevamo ne pensieri ne preoccupazioni, nessuna inutile gelosia, eravamo liberi di fare quello che ci pareva e poi, quando avevamo bisogno di sfogarci, ecco che, come due calamite, i nostri corpi si cercavano e si regalavano attenzioni uniche che sfociavano sempre in orgasmi più che soddisfacenti. Riflettevo ancora fra me e me appoggiata alla porta che pochi minuti prima avevo sbattuto sul naso di quel bell’imbusto del nostro campione quando sentii bussare con una forza ed
- Rose?! Cazzo ci fai tu qui, non dovevi essere sotto la doccia con mio fratello?- lei mi guardò storta –Ho fatto finta di andarmi a fare la doccia per farmi seguire da tuo fratello visto che avevo voglia di un pochino di coccole sotto l’acqua e invece quell’imbecille è uscito non capendo il mo segnale….allora mi sono rivestita per vedere dove cazzo fosse finito e mentre cercavo ho trovato questo allocco mezzo nudo nel corridoio davanti alla tua porta!!!!! Adesso mi dite cosa cazzo state combinando voi due????? Sentiamo geni, come avete intenzione di continuare questa cosa????- Rosalie era livida in volto e sbraitava come uno scaricatore di porto
-Semplice Rose, tu tieni la bocca cucita e nessuno lo verrà a sapere- le dissi semplicemente sorridendole
Sentivo il nervoso montarmi dentro, insomma tutti sempre pronti a dirmi quello che dovevo o non dovevo fare ma non ero più una bambina –Adesso basta, ma cosa crede Emmett che la terrò sotto-spirito finchè campo o che magari ho in progetto di farmi suora di clausura???? Insomma ho 25 anni e scelgo io cosa sia meglio per me!!!!!-
Ma lei non si arrese –E questo sarebbe il tuo meglio???? Voi due dovete lavorare a stretto contatto tutti i giorni per la durata del suo contratto- disse indicando Edward –se qualcosa dovesse andare storto hai pensato a cosa succederebbe???-
-Ma quanto la fai lunga, insomma, andiamo a letto insieme quando ci va, quale sarà mai il problema io non capisco proprio- a quelle parole la vidi guardarmi perplessa poi squadrare Edward e sospirare, finalmente sotterrando l’ascia di guerra –Perfetto, ma poi non mi venire a dire nulla perché ti ho avvertito…..per te Cullen è chiaro l’avviso vero????- lui non disse nulla con gli occhi sbarrati ma annuì solamente.
Si voltò un secondo e mi prese per un braccio –Vieni con me un attimo- e mi trascinò in bagno chiudendo
Ringraziai il fatto che fossimo in Spagna e che per tornare a casa ci sarebbe voluta solo un’ora e mezzo di aereo. Ero stanca, stressata, tutto quel difendersi dagli altri che volevano impormi come stare al mondo mi aveva sfiancata ed ora non vedevo l’ora di rilassarmi finalmente con la mia piccolina, magari facendo un
Il ritorno fu tranquillo, chiusi il mondo fuori inforcando i miei occhiali da sole e le cuffiette del mio i-pod anche se lo sguardo costante di mio fratello mi perforava le scapole ma non avevo voglia di stare a sentire le sue paternali.
Una volta in sede nemmeno mi presi la briga di portare la valigia a casa, avevo il giubbotto ed il casco di sotto nello spogliatoio e mi preparai uscendo dal garage e rischiando anche di far fuori mezzo team per la mia irruenza. In men che non si dica ero già sulla litoranea a godermi il paesaggio e sentivo i miei muscoli rispondere e tranquillizzarsi. Io e la mia moto eravamo un essere unico. Lei era parte di me e per sentirmi completa dovevo guidarla. Solo in quei momenti non sentivo più la pressione di papà ed Emmett, le teorie folli di Rosalie, i pregiudizi degli sconosciuti sul mio lavoro, gli sguardi strani di Edward…..tutto mi scorreva addosso e scivolava via proprio come l’asfalto sotto le ruote.
Mi sentii in colpa, in effetti di solito passavo subito a salutarlo di ritorno dalle trasferte ma quel giorno ero allo stremo, non volevo che mi leggesse negli occhi che qualcosa non andava –Bhe tesoro comunque non credi sarebbe ora di rientrare. Sta facendo buio e lo sai che non mi sento tranquillo a saperti in giro di notte da sola……..- come era dolce il mio papino, stavo per rispondergli quando la sua affermazione mi gelò sul colpo –Bella tesoro, non è che sarà stata la Nutella????-
-COMEEEEEEEEEEEEEE?????????????- urlai fin troppo forte, forse, sturandogli un timpano –Heiiiiii, non c’è bisogno che urli, che ti prende!!!!! Emmett mi ha detto che avevi trangugiato la nutella fino a non sentirti bene allora pensavo fosse quella ad averti fatto stare ancora così male- tirai un sospiro di sollievo capendo che non sapeva la verità –No, tranquillo, comunque sto per rientrare. Quando sarò a casa passo da te, ok???-
-Perfetto tesoro, a fra poco e guida con prudenza!!!-
-Certo papi come sempre!!!- e riattaccai. In fondo quel momento di “coccole familiari” aveva giovato al mio spirito quindi ero pronta a rientrare. Montai in sella e tornai a casa.
POV Edward
Me ne ero andato senza voltarmi per non farle vedere la mia faccia delusa, non capivo nemmeno io cosa
Mi ero rintanato in casa, stanco, svuotato, sentivo uno strano senso di vuoto dentro ma non sapevo dargli un nome finchè il campanello di casa non mi risvegliò. Possibile che Bella fosse rientrata ed addirittura avesse avuto voglia di parlare??? Mi alzai dal divano trascinandomi fino alla porta ma appena la aprii mi trovai davanti l’ultima faccia che mi sarei mai aspettato.
-Accomodati Emm, vuoi qualcosa da bere???- si sedette sul divano bello comodo e mi rivolse uno
Raccolsi il coraggio, alla fine prima o poi lo sapevamo entrambi che quel discorso avrebbe dovuto essere affrontato. Appoggiato contro il divano, mi fissava con un sopracciglio alzato ed un sorriso sarcastico disegnato sul volto. Non parlava, mi guardò soltanto per un tempo che mi parve eterno e questo mi mandò in confusione, insomma… aveva scoperto che andavo a letto con sua sorella e l'unica sua reazione era quella di non fare nulla? Non so quanto rimanemmo a studiarci; una cosa era certa, potevo quasi sentire le rotelle del suono cervello che si muovevano frenetiche, mentre ripassavo lentamente la strada che mi separava dalla porta. Basta con questa Impasse, era ora di farla finita e parlare - Emm.. senti.. – ma non mi fece
Quella consapevolezza ebbe l’effetto di una doccia gelata. Appoggiai la fronte alla finestra del soggiorno cercando di schiarirmi le idee proprio nel momento in cui rientrava con la moto. Si era fatto buio e lei era stata tutto il pomeriggio fuori e mi resi conto per la prima volta che un moto di gelosia aleggiava nel mio cuore solo al pensiero di non sapere dove fosse stata ma soprattutto con chi……cazzo, pure geloso nooooooooo.
Uscii di corsa e percorsi le scale due scalini alla volta per arrivare più in fretta alla sua porta, volevo
-Rose, tu credi davvero che io possa conquistarla???- le chiesi come un bambino pauroso –Io credo tu lo abbia già fatto ma purtroppo, e te ne sarai reso conto da solo, Bella non è come le altre. Dopo quello che ha sofferto ha alzato una barriera intorno a se per paura di soffrire. Ti dico solo che 8 anni fa quando mi sono messa insieme ad Emmett è stato difficilissimo per me fare amicizia con lei. Per Bella ero solamente una che voleva portarle via l’amore di suo fratello. Da quando ha perso la mamma non vuole più
Il corteggiamento non era il mio forte e me ne resi conto subito come la mattina che le suonai portandole i
-Si in effetti hai ragione ma comunque resta il fatto che questa volta la Pole Position la hai tu quindi sei
Nel momento della conferenza stampa avevo ancora l’adrenalina a mille e mi sentivo euforico, era vero che lei non mi avesse detto apertamente che mi amava però avevo come l’impressione che i suoi occhi ora mi guardassero con una luce diversa. Ero perso nei miei pensieri e rispondevo in modo banale e generico alle domande dei giornalisti intervenuti fino a che arrivò la solita
Angolino delle autrici
Ragazze non sappiamo veramente cosa ve ne sembra, aspettiamo ora di sapere il vostro punto di vista di questo Eddy falling in love!!!!!! Il nostro grande conquistatore ahahahahahaah Ora a voi la parola, un bacione per tutte e grazie di seguirci con tanto entusiasmo ^_^
Ricordiamo qui le nostre avventure già in corso:
My first, my last, my everything di Passion80
Pensieri in parole di Passion80
Passion of mind di Passion80
The book of the days di Mikkiko78
Everytime you touch me di Mikkiko78
BlackOut di Mikkiko78
Qui poi potete seguirci in un blog di amiche insieme a tante altre amanti di FF. Leggete, leggete, leggeteeeeeeeeee
My Big Hard Tool
Ohhh, finalmente te ne sei reso conto....
RispondiEliminaUso le parole dello scimmione perchè in questo momento sono quelle più consone al capitolo...
Finalmente uno dei due ha messo ben in chiaro le cose. LA AMA!!!!
E lei ama lui solo che ancora non lo sa bene... ma confido in voi affinchè lo scopra presto...
adoro i battibecchi e le sfuriate di Bella. Soprattutto quando quella chiave inglese vola dritta in testa al bel Cullen.... ahahahah prima poi lo ricoverano per emorragia celebrale... me lo sento. ahahahahahaha
Cmq davvero un bellissimo capitolo... come tutti gli altri del resto, ormai è difficile trovare qualche difetto.
Mi è piaciuto l'inserimento di Rose alla storia, ha contribuito ad arricchire la figura degli amici.
Quel Black spero che continui così... che poi malanova poteva perdere pure quando c'erano i genitori di Eddy? Ha fatto passare una brutta giornata a quel poveraccio... aaaargghhh
Cmq siamo messi bene... e la dichiarazione a fine conferenza può aprire la strada ad ulteriori colpi di scena.
Io spero che Bella si ammorbidisca un pochino e inizi ad usare le chiavi inglesi per riparare anzichè distruggere. L'imput gliel'hanno dato, speriamo lo cogli al volo.
Complimenti davvero per la piega che state facendo prendere alla storia, si sta trasformando in una bella trama, divertente e parecchio originale!!
Ok basta coi vezzeggiamenti... oggi niente minacce... vi siete meritati un po' di riposo.
Alla prox un beso muy grande!!!