Capitolo 1 - L'inizio di un'avventura





POV EDWARD   http://www.youtube.com/watch?v=VEJ8lpCQbyw

Mi toccherà aspettare ancora un bel po’ il mio scalo in questo aeroporto, ma ormai sono molto ben oltre la stanchezza. Ho dormito molto poco in volo ed il fuso orario mi sta mandando il cervello in pappa. Vorrei restare calmo e prepararmi per questa nuova sfida ma purtroppo la mia attenzione non vuole collaborare.
Sono le 7 e mezza di mattina qui all’aeroporto di Fiumicino ed io sono sveglio come un grillo. Sono partito da Daytona alle 11 e mezza di ieri e dopo lo scalo ad Atlanta mi sono sorbito questo viaggio ininterrotto di quasi dieci ore. Meno male che il prossimo sarà l’ultimo volo e poi, una volta arrivato a Bologna, mi ci vorrà poco per raggiungere la sede.
Mio dio, non ci posso credere…..la Ducati Corse vuole proprio me. Io, un ragazzetto cresciuto con la passione dei motori fin da quando mio padre, per farsi perdonare di una delle sue tante mancanze nei miei confronti, mi portò proprio al circuito di Daytona Beach dove abitavamo, a vedere la competizione della NASCAR. Correre è sempre stato un bene per scaricare i miei nervi. Quando monto in sella alla mia moto tutto il resto scompare, le preoccupazioni non ci sono più ed il mondo assume un volto migliore. Eppure stento ancora a credere che vogliano proprio me ma sulla lettera di convocazione c’era scritto proprio il mio nome: Edward Antony Cullen. Così, fra meno di tre ore, sarò a Borgo Panigale a prendere il mio posto, spero, nella storia dei piloti della Ducati Corse.
Mi muovo scazzato su quella poltroncina scomodissima del terminal…..se resto seduto ancora un po’ perderò la riga del sedere. Come faccio per alzarmi per fare due passi vengo urtato in malo modo da un ragazzino più basso di me che indossa una camicia a quadri, dei pantaloni larghi stile rapper, all-star ai piedi ed un curioso cappellino che subito attira la mia attenzione perché firmato “Ducati - Borgo Panigale”.
-Hei ragazzino, stai attento a dove metti i piedi!!!!- gli dico molto scocciato.
-Ragazzino a chi????- e togliendosi il cappello fa scivolare sulle spalle una fluente chioma di lunghi capelli castani…..una donna??????? Oh mamma, a vederla di prima mi era sembrata veramente un ragazzino, ma a guardarla meglio ora è molto bella; ha un viso a cuore e due splendidi occhi color cioccolato fuso che ti stregano –Ti sembro un ragazzino???? Non credo proprio, mi sa che ti farebbe bene una vista oculistica, rimbambito!!!!- e stizzita se ne va a passo di carica. Sono nel bel mezzo del terminal, impalato come un salame con una faccia scioccata. Non mi ha lasciato nemmeno il tempo di rispondere. Che cazzo di caratterino la ragazza, ma chi si crede di essere???? Meno male che se n’è andata perché avrei potuto diventare molto ignorante. Per un attimo mi ero fatto abbagliare dalla bellezza del suo viso ma il suo carattere è veramente insopportabile.
Faccio un giro per il terminal e mi rendo conto che, pur non volendo, quegli occhi tornano a ripresentarsi nella mia testa ogni volta che la mia testa viaggia da sola……sarà la stanchezza.
Finalmente annunciano il mio volo, non vedo l’ora di arrivare, inizio ad avvertire un po’ la stanchezza quindi sogno di spaparanzarmi su un bel letto morbido e poter dormire fino a domani.
Il check-in è già fatto e mi ci vuole poco a prendere posto in aereo. Mi siedo e cerco di rilassarmi. Sarà un volo breve, un’ora scarsa e poi il mio sogno inizierà. Prendo il mio inseparabile I-Pod dallo zaino e mentre mi infilo le cuffiette noto, con la coda dell’occhio, che nel posto accanto al mio ha appena preso posto una persona. Mi volto per vedere chi sia ma mi si mozza il fiato in gola nel momento in cui mi rendo conto che la ragazza “ragazzino” impertinente è proprio di fianco a me e mi guarda con un espressione fra lo sbalordito e l’incazzato nero….manco fosse colpa mia che siamo seduti vicino!!!!!!
-Ancora tu????? Ma insomma, possibile che il mondo è tanto grande e tu devi sempre capitare sulla mia strada???? Ora lasciami perdere, ho bisogno di riposare quindi non voglio scocciature!!!!!- mi rimbrotta contro parlando solo lei, poi si mette le cuffie e mi ignora bellamente. Ma le avessi fatto qualcosa per caso e non lo so????
Sento montarmi dentro un nervoso che contengo a malapena; sto per risponderle a brutto muso ma girandomi mi accorgo che si è addormentata. Osservo i suoi lineamenti, eppure è così bella quando non si atteggia a schizzata fuori di testa……certo che ce n’è di gente strana a questo mondo!!!!!
Accendo la musica e mi lascio trasportare dalle note finchè un lieve tocco sul braccio mi fa ridestare dal mio sonno……nemmeno mi ero accorto di essermi appisolato. L’hostess mi comunica che stiamo sbarcando e noto infatti che l’aereo è quasi del tutto vuoto. Anche il “ragazzino” è già sceso e sinceramente ringrazio dio, almeno mi sono evitato un’altra tirata acida gratuita!!!!!
Il mio borsone passa sul rullo e in un attimo sono fuori con la mia borsa in spalla che respiro a pieni polmoni un’aria nuova. Fortunatamente la temperatura non è molto differente da Daytona. Certo qui il caldo è molto più umido ma credo che mi abituerò presto, sono un “animale” caliente io!!!!!
Fermo un taxi e do al conducente le indicazioni –Borgo Panigale alla sede della Ducati Corse gr…a…zzie- in un italiano stentato ma comprensibile e lui parte. In questo periodo affinerò la lingua, voglio che nelle intervista io sia capace di parlare l’italiano, l’ho sempre amato come lingua ed anche se sono un corridore straniero non voglio il traduttore con me.
Mi risveglio dai miei pensieri quando il taxi rallenta fino a fermarsi di fronte ad un enorme capannone rosse con sopra un enorme stemma della Ducati Corse che capeggia sulla facciata principale. Non ci posso credere, per il prossimo anno, e spero oltre, questa sarà la mia casa, voglio scrivere il mio nome nella loro storia.
Scendo dal taxi ed entro nel complesso; all’ingresso una piacente signorina mi squadra ed arrossisce…..lo so faccio sempre quest effetto a tutte le donne…..oddio non proprio tutte…..ma perché mi metto a pensare a quel ragazzino spocchioso ora. Cerco di scrollarmi di dosso il pensiero –Salvo, sono Edward Cullen, sono il nuovo corridore, il direttore generale mi sta aspettando- e le sorrido –C..certo Mr Cullen, se vuole seguirmi, il Dott. Preziosi la attende nel suo ufficio-.
Ci facciamo largo in mezzo ai quei corridoi pieni di storia, quadri di corse alle pareti, premi, onorificenza, coppe, tutto quello che una squadra motociclistica vorrebbe nella sua attività. Ci sono dei prototipi di vecchi modelli delle loro moto, mi sento come avvolto da tutta l’importanza di questo luogo, dagli anni di successi che raccoglie e la consapevolezza che ora io rappresenterò tutto questo mi riempie di orgoglio.
Davanti ad una porta bussiamo e poi mi fa accomodare in un ufficio tutto rivestito in legno con colori molto caldi ed una parete commemorativa piena delle foto di tutti i corridori che hanno fatto parte del team.
-Edward, com’è andato il viaggio??? Spero tutto bene- un uomo sulla sessantina con una faccia estremamente simpatica e disponibile viene verso di me a braccia aperte, deve essere Filippo Preziosi. Mi abbraccia con un energica pacca sulla spalla –Tutto ok s..signoore-
Mi sorride –Apprezzo lo sforzo per l’italiano, vedrai fra una settimana sarai un campione anche nella lingua. Credo proprio che le italiane non ti lasceranno nemmeno il tempo di respirare. Dovremo sicuramente portarle via con la forza dai cancelli della società….ahahahahahah Mi raccomando però quando sei in allenamento niente storielle, le donne e le moto non vanno di pari passo quindi quando in mente hai una non hai l’altra-
Lo guardo stupito, in effetti ha ragione, il mio lavoro comporterà massima attenzione ma non sono mai stato uno da tante storielle quindi vedrò di tenermi alla lontana dalle ammiratrici…..almeno mentre lavoro (anche se sinceramente è un pochino che non mi do da fare ed il mio amichetto sente la nostalgia di sano e puro sesso). Alla prima uscita mi metterò all’opera.
-Vieni figliolo ti mostro il tuo appartamento- e lo seguo in silenzio cercando di immaginare questa nuova vita nella sua quotidianità.
Arriviamo ad una palazzina di diversi piani, molto spartana, entriamo nell’atrio e poi saliamo con l’ascensore –Qui vive tutto il personale del nostro staff di corse; meccanici, tecnici dei box, piloti, collaudatori. Tu sei stato assegnato al terzo piano- e mentre mi spiega apre la porta dell’appartamento. Sono senza parole, da fuori non avrei dato due lire a questo fabbricato ma dentro gli appartamenti sono dotati di tutti i comfort ed arredati in stile moderno. Un bel soggiorno ampio ed una cucina a vista, due camere da letto, due bagni uno con doccia ed uno con una splendida vasca jacuzzi, ed un terrazzo immenso che copre gran parte della superficie dell’appartamento e dal quale si gode una splendida vista sulla campagna romagnola (la famosa pianura padana).
-Gr…a..zzie sig..nore- cerco di spiaccicare due parole.
-Tranquillo Edward, qui puoi parlare anche nella tua lingua finchè non hai preso dimestichezza con l’italiano, Come sai la nostra squadra è abituata a girare il mondo quindi tutto il nostro team parla l’inglese oltre al’italiano. Spero ti sentirai presto a casa tua. Se hai bisogno chiedi pure-
In effetti non mi aspettavo un accoglienza così familiare, mi sento già molto meno un pesce fuor d’acqua –Scusi Signore….-
-Edward, basta con questo signore che potrei essere tuo nonno. Chiamami Filippo senza tanti giri di parole-
-Ok Filippo, volevo solo, se era possibile, vedere il circuito che avete qui-
-Non perdi tempo tu eh??? Allora facciamo così. Visto che il viaggio sicuramente sarà stato stancante domani hai la giornata libera per riposarti, inizieremo tutti i tuoi test dopo domani, intanto faccio arrivare il cart per portarti sulla nostra pista, così magari prendi confidenza anche col team che al momento è li-
-Stanno lavorando anche adesso???- chiedo sconvolto dato il fatto che il campionato ancora non è iniziato ed al momento io non era ancora montato in sella.
-Certo, qui il lavoro continua anche senza i piloti; collaudiamo, mettiamo a punto, cerchiamo sempre di migliorarci per poter dare al nostro team ed al pilota il meglio in pista-
Gli sorrido, sembra davvero una grande famiglia –Bene Edward, ti lascio darti una rinfrescata, appena sei pronto scendi di sotto e troverai il cart che ti aspetta per accompagnarti- e mi stringe la mano uscendo e lasciandomi li, emozionato come se fosse la mattina di natale. Mi butto in fretta sotto la doccia e quando esco già mi sento attivo e pimpante, pronto a conoscere il mio Team. Mi infilo un jeans ed una maglietta ed una volta afferrate al volo le chiavi della mia nuova casa, scendo di sotto, salgo sul cart ed arrivo a destinazione.
Sento già da fuori ai cancelli lo sfrecciare di una moto in pista ed una scarica di adrenalina percorre il mio corpo. E’ sempre stato così, nelle vene ho l’amore per le due ruote, fina da piccolo…..se solo mia madre lo capisse. Lei odia il mestiere che faccio, è in uno stato di costante ansia che non la fa vivere tranquilla ma io non posso fare a meno di far parte di questo mondo. Spero sempre che un giorno lei riesca a capire quanto è importante per me correre, sentire il vento sul viso, l’asfalto che corre sotto le ruote, libertà assoluta ed adrenalina a mille!!!!
In fretta passo i cancelli e mi catapulto all’interno, non posso più aspettare. Appena all’interno mi guardo intorno e mi rendo conto che giù nei box c’è il team che sta osservando la prova in corso in pista quindi decido di scendere a presentarmi. Non faccio in tempo a mettere un piede nel box che un ragazzone di quasi due metri con una faccia sorridente, la tuta da meccanico tirata giù fino ai fianchi ed una canotta bianca che gli sta come se gliel’avessero cucita addosso mi viene incontro –Edward Cullen giusto??- mi parla in inglese e già apprezzo il fatto che stia cercando di mettermi a mio agio senza farmi apparire come un idiota –Si, sono io, molto piacere-
-Il piacere è mio, sono Emmett Swan, tecnico dei box di questo Team, benvenuto a bordo!!!!- e mi da una pacca sulla spalla talmente forte da non sentirmi più le scapole…..credo si siano sbriciolate –Vieni, ti faccio vedere un pochino il posto. Ci devi scusare ma sono tutti ai monitor a seguire la prova in pista, stiamo collaudando un nuovo prototipo e se ce la facciamo, naturalmente col tuo aiuto, vorremmo poterlo usare per il nuovo campionato alle porte- seguo il suo discorso finchè non vengo dostratto dal rombo della moto che passa sul tratto di pista proprio di fronte ai box dove ci troviamo ad una velocità esagerata e mentre passa il traguardo si impenna per un tratto lunghissimo fino a ridiscendere perfettamente senza un accenno di insicurezza nella presa da parte del pilota. Faccio giusto in tempo a notare una tuta di pelle nera da corsa indossata dal corridore ed un casco con quella che mi sembra un’aquila serigrafata.
-Wow- mi scappa spontaneo dalle labbra
-E’ forte lo so, il miglior collaudatore di tutti i tempi, quando è in pista è una meraviglia per gli occhi-
-Cavolo, devo ammettere che non ho mai visto un talento del genere, non dovrebbe collaudare, dovrebbe correre. Mai vista una tenacia ed una grinta del genere. Ma chi è quell’aquila???- lo sento ridere a crepapelle dietro di me e non capisco veramente cosa abbia detto da scatenare tutta questa ilarità.
-Si fa chiamare Eagle come diciamo nome di battaglia perché ha la stessa grinta e lo stesso scatto ma forse un cigno ci starebbe meglio- e ricomincia a ridere ed io mi ritrovo ancora più confuso che non riesco a capirci più nulla. Sta per dirmi qualcosa quando veniamo interrotti dal rombo della moto che rientra nei box.
Mi giro per guardare il pilota e fare finalmente la conoscenza di quel fenomeno quando vedo aprire la tuta e mi rendo conto che sotto, nascoste nemmeno troppo bene dalla maglietta, ci sono un paio di tette……una DONNAAAAAAAAAAAAAAAAAAA????????
Sento che sto per collassare a terra…..una donna collaudatore???? Non può essere quel fenomeno che ho visto in pista, non ci credo, però il casco è quello e non fa in tempo a toglierlo che una fluente cascata di boccoli castani, anche troppo familiare, scende dal casco rivelandomi il volto di “Eagle” che altri non è che il ragazzino impertinente dell’aeroporto. Mi guarda scioccata nella mia stessa condizione –Lei???????- sputo fuori rivolto ad Emmett
-Tu????????- sputa lei con ancora più veleno di me guardandomi storto.
Di punto in bianco non mi sento più a casa…..ma nel primo girone dell’inferno!!!!!!!!!

 















ANGOLINO AUTRICI
Eccoci qui, la tanto sospirata nuova storia è arrivata!!!! Questa è la prima collaborazione a quattro mani di due svitate
Passion80 e Mikkiko78. Speriamo possa essere di vostro gradimento, abbiam deciso di buttarci in un nuovo esperimento.....ora attendiamo la verdura XD ihihihihih a voi la parola e grazie per la pazienza ^_^
A presto

Ricordiamo qui le nostre avventure già in corso:


My first, my last, my everything di Passion80
Pensieri in parole di Passion80
Passion of mind di Passion80
The book of the days di Mikkiko78
Everytime you touch me di Mikkiko78

Commenti

  1. ahahahaah oddio qua ne vedremo delle belle...
    Già da come si apre questo primo capitolo sono più che sicura che non soffrirò di attacchi di collera e di bile com'è nel vostro stile...
    una nuova emozionante e sbellicosa storia...
    Davvero un soggetto unico... Bella collaudatrice di moto mi mancava... altro che capitomboli e inciampate...
    Qui si corre sulle due ruote e la ragazzina sa pure il fatto suo...
    In quanto a Edward... beh che dire se fosse davvero un pilota di moto mi trasferirei nei garage della Ducati... e chi si scollerebbe da lui...
    Il mio adorato scimmiottone stavolta è il fratello di Bellina rock-on... mi piace sta cosa...
    Come mi piace il fatto che loro due si odino a prima vista... sarà più divertente farli finire tra le lenzuola....
    Non vedo l'ora di leggere il 2... voglio proprio vedere come ne verranno fuori sti due...
    ahahahahahahaha bellissimissima idea....
    Geniali le mie amorine...
    Alla prox
    kiss kiss

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